Posts tagged ‘usa’

Talebani on line, il provider era texano

La notizia guadagna l’apertura del Washington Post, anche se non è la prima volta che emergono legami fra gruppi terroristici e provider americani. Ma ora che il primo fronte, nell’era Obama, diventa quello afgano, fa una certa impressione sapere che per circa un anno i talebani hanno utilizzato un sito internet per reclutare nuovi supporter. E la pubblicazione on line era a cura di un provider texano.

Il Washington Post identifica questa società americana con il nome ThePlanet.

Il sito in questione sarebbe diventato la voce dell’Emirato Islamico d’Afghanistan: chi lo ha noleggiato ha versato alla società Usa circa 70 dollari al mese, pagabili anche
con carta di credito. “La spesa relativamente bassa e l’alta qualità dei server
americani rappresentano un’attrattiva per i jihaddisti”, spiega al Post Rita Katz, co-fondatrice del ‘Site Intelligence Group’, una societa’ privata che svolge attività di monitoraggio sulle comunicazioni dei gruppi estremisti islamici.

RaiNews24

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9 aprile 2009 at 10:56 Lascia un commento

Rischio zero per chi acquista l’America creativa contro la crisi

Rischio zero per chi acquista l'America creativa contro la crisi
SAN FRANCISCO – L’hanno definito risk-free shopping (acquisto senza rischio). E’ l’ultima trovata escogitata delle aziende americane per invogliare i consumatori. Lo offrono industrie grandi e piccole, e anche quelli che gli americani definiscono i mom-and-pop store, i negozi di quartiere. Il consumatore acquista un certo prodotto o fa ricorso a un certo servizio; se perde il lavoro, non deve più pagare o può rispedire il prodotto al mittente.

Questa è per esempio la proposta di Hyundai America, una sussidiaria della conglomerata coreana. “Finanzia adesso una nostra automobile – recita lo spot – e se perdi il lavoro entro la fine dell’anno puoi riportarla indietro senza problemi”. Un’offerta vantaggiosa, che tuttavia impallidisce in confronto a quella che avanzano nel Midwest i rivenditori delle maggiori case automobilistiche Usa: oltre ad adottare anche loro la proposta formulata dalla Hyundai, Chevrolet e Ford su alcuni modelli – in genere furgoni e SUV – offrono il “compra uno, porta a casa due”. Se il cliente compra un’auto al prezzo di listino, ne riceve un’altra simile. Gratis. Il tutto, anche con un finanziamento a tasso agevolato.

I media Usa hanno definito questo tipo di vendite way-out sales, “vendite con uscita di sicurezza” e negli Stati Uniti, pure sono famosi per la creatività del loro marketing, prima non s’era mai visto niente di simile. “E’ una strategia molto ingegnosa – afferma Dominique Hanssen, professore di Marketing alla University of California di Los Angeles – così spostano il rischio sui loro libri contabili. Stanno cercando ovviamente di abbassare la percezione del livello di rischio che presenta l’acquisto e nello stesso tempo di incrementare le vendite in un momento in cui i consumatori hanno tirato i remi in barca”.


A giudicare dai dati di mercato, la nuova strategia commerciale sta producendo dei frutti: il governo Usa ha reso noto proprio in questi giorni che a febbraio le vendite dei beni di lunga durata, generi nei quali le auto occupano un posto di preminenza, sono aumentate del 3,4%.

A offrire i loro prodotti e i loro servizi gratis, anche le linee aeree e le grandi catene di abbigliamento. Si prenda il caso della JetBlue. Una delle maggiori compagnie aeree low-cost Usa sfoggia la sua proposta: tutti coloro che vengono licenziati dopo aver comprato un biglietto se lo possono far rimborsare e, in alcuni casi, possono anche volare gratis. L’inziativa della JetBlue adesso viene seguita attentamente, come è costume nell’industria aerea americana, anche dalle altre compagnie. C’è da scommettere che se determinerà un incremento del traffico passeggeri, anche loro adotteranno la stessa soluzione. E ancora. Nel caso della Jos. A. Bank, una catena di negozi d’abbigliamento per uomini d’affari, ai clienti che perdono il lavoro – o finiscono in bancarotta – gli esercenti, invece, i vestiti e le camicie glieli fanno tenere gratis.

Il novero dei commercianti che abbracciano il gratis per attrarre i consumatori cresce di giorno in giorno. Ci sono anche le lavanderie, che secondo la National Public Radio – il network radiofonico pubblico Usa – sono uno degli indicatori più affidabili sullo stato dell’economia del paese. “Quando la gente ha problemi economici, a Manhattan aumenta il numero di quelli che vanno in giro con i vestiti sgualciti”, affermava un commentatore del network raccontando una singolare iniziativa lanciata dalla First Professional Cleaners, una lavanderia di New York. “Se sei disoccupato e hai bisogno di pulire i vestiti perché devi fare un’intervista (di lavoro, ndr) te li laviamo gratis”, recita un cartello affisso nella vetrina del negozio. “Abbiamo perso un sacco di clienti per la crisi – spiega Carlos Vasquez, il gestore della lavanderia – così abbiamo deciso di aiutare la comunità. Fa bene anche agli affari”.

La lavanderia, grazie all’iniziativa rilanciata da alcuni quotidiani, è diventata un caso nazionale e adesso è sommersa da richieste che arrivano perfino dal New England, dove tanti residenti fanno i pendolari con New York per ragioni di lavoro. “Non è quello che ci aspettavamo, ma terremo fede alla nostra promessa – ha detto Vasquez – almeno fino a quando ce lo potremo permettere”.

Repubblica.it

30 marzo 2009 at 19:18 Lascia un commento

Pena morte: mondo verso abolizione

2390 messi a morte in 2008, Bielorussia ultimo in Europa (ANSA) – ROMA, 24 MAR – Due terzi dei Paesi hanno abolito la pena di morte e solo 25 di 59 di quelli che ancora la mantengono hanno eseguito condanne nel 2008. Sono dati di Amnesty International. Il 93% di tutte le esecuzioni e’ avvenuto in 5 paesi: Cina, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Usa. In Iran sono stati giustiziati anche 8 persone minorenni all’epoca dei fatti. Nel 2008 almeno 2390 persone sono state messe a morte nel mondo. La Bielorussia e’ l’ultimo Paese in Europa che ancora esegue condanne a morte.

ANSA.it

25 marzo 2009 at 10:19 Lascia un commento

Chavez: “Obama è un povero ignorante”

(Adnkronos)

Caracas, 23 mar. – (Adnkronos/Ign) – Mentre il mondo guarda con estremo interesse alla nuova Amministrazione Usa e timide aperture a Washington sembrano arrivare anche dai nemici storici degli Stati Uniti, il presidente venezuelano Hugo Chavez va controcorrente, definendo Barack Obama ”una povera persona ignorante”.

Nel suo usuale discorso trasmesso dalla radio la domenica, Chavez ha precisato di aver sospeso il procedimento per la nomina di un nuovo ambasciatore a Washington, dopo che il Presidente americano lo aveva accusato di ”esportare terrorismo” e di essere un ostacolo al progresso in Sudamerica.

Obama, ha aggiunto Chavez, ”deve leggere un po’ per poter conoscere la realta”’. ”Se Obama ci rispetta, noi lo rispetteremo. Se cerca di non rispettare il Venezuela, noi allora ci porremo in una posizione di confronto con l’impero americano”, ha quindi concluso Chavez.

Adnkronos Esteri

24 marzo 2009 at 10:46 Lascia un commento

Il figlio del clandestino per lo Stato italiano non esiste

I figli degli immigrati clandestini non potranno essere iscritti all’anagrafe. La norma è nella nuova legge sulla sicurezza: senza la presentazione del permesso di soggiorno i cittadini stranieri non potranno compiere atti di stato civile o accedere ai servizi sanitari.

La gravità della misura è denunciata dall’Associazione Giuristi per l’immigrazione. La norma, probabilmente incostituzionale, avrebbe i seguenti effetti: molti bambini resterebbero senza identità, di fatto “invisibili”. Addirittura i figli nati negli ospedali pubblici potrebbero non essere consegnati ai genitori e dichiarati in stato di abbandono, con conseguente e drammatico aumento dei parti clandestini.

L’Italia rimane uno degli ultimi paesi a subordinare la cittadinanza dei nati sul suo territorio allo “ius sanguinis” invece che allo “ius soli”. La differenza? Negli Usa è americano chi lì nasce, anche se clandestino. Per l’Italia resta italiano chi in Italia non ha mai messo piede purchè di italiano abbia un antenato.

Fonte

20 marzo 2009 at 17:26 Lascia un commento

Pena morte: abolita in New Mexico

Sono 15 gli stati Usa che hanno abrogato la pena capitale

(ANSA) – PHOENIX, 19 MAR – Il governatore del New Mexico,Bill Richardson, ha firmato – nell’ultimo giorno utile – la legge che abolisce la pena di morte nello Stato. Dopo ripetuti tentativi di diversi legislatori, il 10 marzo scorso, il Senato dello Stato del New Mexico aveva approvato il disegno di legge per eliminare la pena capitale per iniezione sostituendola con l’ergastolo, senza la possibilita’ di sconti di pena. Con il New Mexico, diventano 15 gli Stati americani che hanno abolito la pena capitale.

ANSA.it

19 marzo 2009 at 14:45 Lascia un commento

Washington come l’Uganda, il 3% della popolazione sopra i 12 anni ha il virus Hiv

Il logo della campagna anti Aids

La capitale degli Stati uniti e’ teatro di una vera e propria epidemia di Aids, con un tasso di diffusione peggiore di quello di alcune nazioni africane: il 3% delle persone sopra i 12 anni e’ infettata dal virus Hiv (come in Uganda), secondo i dati piu’ recenti del dipartimento della sanita’ di Washington.

Per convenzione si definisce “epidemia” la diffusione del virus Hiv quando questo supera tra il residenti la percentuale dell’1%.

“Credo che siamo di fronte ad un’impennata di questa gravita’ perche’ la nuova direzione della Sezione Hiv/Aids di Washington ha fatto forti pressioni affinche’ tutti si sottoponessero al test”, spiega il dottor Raymond Martins, della clinica Whitman-Walker, citato dalla Bbc online. Anche la stima del 3% e’ probabilmente sottostimata, poiche’ molti residenti che non hanno fatto il test ignorano di essere infettati.

Nel Distretto (di Washington) il tasso di infezione piu’ alto e’ fra i neri (6.5%), gli ispanici (3.0%) e i bianchi (2.6%). In termine di eta’, la fascia piu’ colpita e’ quella fra i 40-49 anni (7.2%), seguita da quella tra 50-59 (5.2%). La trasmissione avviene in massima parte fra coloro che hanno rapporti omosessuali, seguita dagli eterosessuali e, in ultimo, dal passaggio nell’uso di siringhe.

RaiNews24

17 marzo 2009 at 12:12 Lascia un commento

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