Posts tagged ‘silvio berlusconi’

Europee, il centrodestra lancia Fede torna Mastella, in pista una showgirl

Europee, il centrodestra lancia Fede torna Mastella, in pista una showgirl

ROMA – Berlusconi schiva l’insidia referendum. Prende tempo. La sfida lanciata da Fini al congresso – sostenere la consultazione che porterebbe al bipartitismo – è ancora lì, in attesa di una risposta. “Sarà la prima riunione della direzione del Pdl a decidere – spiega il premier a margine del G8 sul lavoro – Siamo un grande partito democratico”. Anche se la direzione, organismo di 120 membri, non è stata ancora insediata. “Io sono un uomo al comando, che però tiene conto di tutte le diverse posizioni”, rassicura il Cavaliere. E a Fraceschini che lo accusa di essere “vecchio dentro” ribatte indirettamente: “Per fortuna sono giovane, anche dentro”.

“Giovane” e impegnatissimo, già dall’indomani del congresso, anche con la partita delle candidature per le Europee. I nomi ruotano vorticosamente. Puntuale torna quello di Emilio Fede, ma stavolta la richiesta parte dal premier e sembra sia insistente. Classe ’31, direttore del Tg4 da 17 anni, il giornalista è uomo di fiducia che il leader Pdl intende mandare in Europa (collegio Nord ovest o quello della natia Sicilia, Isole) a coronamento di una carriera. Ma anche in vista di un rilancio del tg di casa Mediaset, approfittando della girandola di direzioni in tv e nei quotidiani. Non è escluso che l'”amico Emilio” resista ancora una volta al pressing, si vedrà. Chi vorrebbe invece correre in Europa sotto le bandiere del Pdl è l’eretica di ritorno (dalla Destra) Daniela Santanché. C’è già il via libera di Berlusconi, ma pesa come un macigno il veto di Fini. “Dopo quello che ha detto, dalle palle di velluto al resto, è opportuno salti questo giro…” spiega uno dei “colonnelli” di An. Non ci sono veti di sorta che impediscano il salto a Strasburgo del portavoce forzista Daniele Capezzone.


E siccome non c’è elezione che si rispetti senza una starlette della scuderia berlusconiana in pista, ecco la new entry: Barbara Matera, 28 anni, showgirl pugliese di Lucera. A sponsorizzarla sembra sia stato lo stesso Cavaliere durante il congresso. Laureata, bionda, “Letteronza” a Mai dire gol, annunciatrice Rai e interprete a “Carabinieri 7”, tra le sue credenziali. Ci sarà una chance nelle Isole per Nino Strano, ex senatore An, quello della indimenticabile fetta di mortadella, per lui è stata già decretata la “fine del purgatorio”.
Clemente Mastella è in campagna elettorale. “Al congresso Pdl mancavo perché stavo poco bene”, spiega, anche se la malignità che circola è che sia stato invitato a non presenziare. I ministri saranno in corsa, Ignazio La Russa per il Nordest, ma non tutti. Berlusconi vuole evitare figuracce con le preferenze e i più “deboli” saranno risparmiati dall’onere.

In casa Pd, Piero Fassino esclude una sua candidatura, Cofferati sempre più intenzionato a entrare in lista. Sergio D’Antoni capolista al Sud ed Enzo Bianco nelle Isole sono assai probabili. Mentre Franceschini prova a convincere Rita Borsellino in Sicilia, già tentata da Di Pietro prima e da Vendola per “Sinistra e libertà” più di recente. Non si candida invece la giornalista Bianca Berlinguer. Nel collegio Centro, in quota popolari, si impone Silvia Costa, resta in pole position Goffredo Bettini. Sempre in centro Italia l’Udc invece schiera, è il caso di dire, Gianni Rivera.

Repubblica.it

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1 aprile 2009 at 12:44 Lascia un commento

Berlusconi: macche’ ducetto, sono solo una persona autorevole

ROMA – Il giorno dopo l’incoronazione, Berlusconi ricompare in tv a ‘Porta a porta’, che trasmette una sua intervista, dai toni tranquillizzanti: il premier, in Italia- dice- non solo ha pochi poteri, ma “il paradosso e’ che quelli della sinistra continuano ad indicarmi come un ducetto, un aspirante dittatore, un dittatore sudamericano, facendo anche dei paragoni con Hitler, Mussolini e via dicendo: la realtà e’ esattamente il contrario”.

Il Cavaliere sottolinea che “nell’architettura istituzionale italiana il presidente del Consiglio e’ primus inter pares, non ha nessun potere personale, ha soltanto quello di redigere l’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che invece da noi viene fatto da Gianni Letta che lo fa benissimo. Quindi io non esercito neppure quel potere”. Poi, si chiede: “E allora che cosa metto in campo? La mia autorevolezza personale e politica per convincere gli altri a fare cio’ che mi sembra giusto. Insomma- aggiunge- io non posso obbligare qualcuno a fare cose di cui non e’ convinto”.

Quanto alla Lega, nessun pericolo, dalla nascita del Pdl non scaturira’ nessun problema, i rapporti resteranno “molto buoni”. Berlusconi assicura che il rapporto “sara’ come prima, molto buono. La Lega- ragiona il premier- naturalmente ha dei suoi obiettivi in cui anche noi ci riconosciamo come il federalismo fiscale che, secondo noi, avra’ non soltanto il merito di responsabilizzare di piu’ gli amministratori locali ma avra’ anche il merito di contrastare l’evasione fiscale”.

Infine una proiezione in avanti: chi sara’ il suo successore nel Pdl? “Tutti- risponde il Cavaliere- possono essere i miei successori. Spero che, quando un successore avanzera’ e sara’ riconosciuto dagli altri come il leader del futuro, io possa diventare il padre nobile del partito e godermi qualche anno di riposo: cosa cui massimamente aspiro”.

1 aprile 2009 at 12:29 Lascia un commento

Casini, senza di noi Pdl non ha 51%

Il leader Udc, ecco perche’ Berlusconi ci invita nel partito (ANSA) – ROMA, 29 MAR – ”E’ chiaro perche’ Berlusconi ci invita nel nuovo partito: vuole arrivare al 51% e sa che senza di noi non ci arrivera’ mai”, dice Casini. Il leader Udc Pier Ferdinando Casini, ospite a ‘In mezz’ora’, spiega cosi’ le aperture del premier. ”Oggi nel Pdl – osserva Casini – ci sta chi sta sotto il mantello berlusconiano e non ha idee diverse. Berlusconi ha detto che le porte del Pdl sono aperte ma chi entra deve accettare un’idea di Paese che vede lui ed il popolo. Il resto sono solo impicci”.

30 marzo 2009 at 18:05 Lascia un commento

Il tribunale europeo condanna l’Italia per la sua Golden Share in Enel, Telecom Italia e Eni

Il tribunale europeo condanna l’Italia per la sua Golden Share in Enel, Telecom Italia e Eni

Pubblicato giovedì 26 marzo 2009 in Spagna

[Expansion]

Il Tribunale di Giustizia europeo ha condannato l’Italia per le “azioni d’oro” [Golden Share, ndt] che lo Stato italiano detiene in alcune delle principali aziende del paese, tra cui Enel (che controllerà il 92% di Endesa), Telecom Italia (che ha partecipazioni in Telefonica), la petrolifera ENI e Finmeccanica.

Per il Tribunale europeo l’Italia ha violato le regole del Trattato dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei capitali e sulla libertà dell’organizzazione [establishment, ndt] delle aziende. Nel mirino del Tribunale c’è il decreto del 2004, emesso dal precedente governo di centro destra di Silvio Berlusconi, che ha inserito negli statuti delle aziende, la cosiddetta “golden share”.

Secondo il Tribunale europeo, il decreto è formulato “in modo generico e impreciso”. Per questo, secondo i giudici, esiste un pregiudizio per gli investitori che non sanno quando saranno applicate le concessioni delle “azioni dorate” [Golden Share, ndt] cosicché i criteri fissati “non sono fondati su condizioni oggettive e controllabili”.

È incompatibile con il diritto comunitario anche l’affermazione secondo la quale “il potere di veto debba essere esercitato solo in conformità con il diritto comunitario e la circostanza che il suo esercizio possa essere sottoposto al controllo del giudice nazionale”.

Tra i poteri speciali che la “golden share” riserva allo Stato italiano, c’è la possibilità di opporsi all’acquisto da parte degli investitori di pacchetti azionari che rappresentano almeno il 5% dei diritti di voto, oltre alla possibilità di porre il veto alle delibere che riguardano lo scioglimento dell’azienda, le fusioni, le scissioni o le modifiche nello statuto delle compagnie.

Italia dall’Estero

28 marzo 2009 at 10:56 Lascia un commento

Acerra, si accende il termovalorizzatore. Berlusconi: ”E’ una nuova partenza”

Napoli, 26 mar. – (Adnkronos/Ign) – Inaugurato oggi, dopo anni di proteste, manifestazioni e cortei, il termovalorizzatore di Acerra. Alla cerimonia, iniziata proiettando un video tratto dalla puntata di ‘Annozero’ del 22 maggio 2008 in cui si vedono momenti della fase acuta dell’emergenza rifiuti, è presente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accompagnato dal sottosegratario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dal sottosegretario con delega all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso e dal suo vice generale Franco Giannini. Per l’inaugurazione della struttura ci sono tra gli altri, il ministro Stefania Prestigiacomo, il governatore della Campania Antonio Bassolino ed anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti.

”Lo Stato c’è e continuerà ad esserci. Noi siamo qui e abbiamo la possibilità di inaugurare questo termovalorizzatore perché lo Stato è tornato”., ha detto il premier che ha aggiunto. “Questo non è arrivo ma è partenza”.

Quindi una stoccata ai precedenti governi di sinistra che consideravano ”le proteste di minoranze organizzate dimostrazioni democratiche”. ”Noi la pensiamo esattamente al contrario e per far rispettare le decisioni di istituzioni democratiche, lo abbiamo fatto anche attraverso l’uso della forza mettendo in campo le forze dell’ordine e l’esercito. Continueremo in questa direzione” ha affermato il premier che questa mattina, nel corso della trasmissione ‘Panorama del giorno’ aveva parlatto di una ”data storica per la Campania e per Napoli. Con questo impianto, aveva detto, “si esce dall’emergenza definitivamente, non si tornerà più alla situazione e alla tragedia che ha angosciato i cittadini napoletani e campani per diversi anni, perché si entra in una fase di smaltimento dei rifiuti che possiamo definire industriale”.

“C’è stato un impegno forte determinato e serio per portare lo Stato a fare lo Stato e oggi queste bandiere segnano il ritorno dello Stato anche ad Acerra”, ha detto Gianni Letta che ha voluto tranquillizzare i cittadini: “La loro preoccupazione è la nostra preoccupazione perché nessuno affronta soluzioni che non diano sufficienti garanzie. Credo che tutti gli studi che sono stati fatti dimostrano con assoluta chiarezza che si puo’ essere tranquilli”. “Questa struttura è migliore di quelle situazioni che abbiamo visto nei mesi scorsi con terrore, sgomento e con gravissimo danno della salute dei cittadini”, prosegue il sottosegretario Letta che, infine, sul problema dello smaltimento delle ecoballe osserva: “E’ un problema che dobbiamo risolvere, un poco alla volta vedremo come risolvere tutti i problemi”.

Illustrando le potenzialità del termovalorizzatore Guido Bertolaso ha invece sottolineato che l’impianto porterà ad una diminuzione del fabbisogno di discariche pari a quanto smaltisce una discarica ogni anno. “I risultati si vedono. La raccolta differenziata sta crescendo ed è arrivata ad una media regionale in Campania del 20%”, ha detto Bertolaso che sottolinea: “E’ un impianto estramamente moderno che dallo smaltimento dei rifiuti produrrà energia elettrica pulita”. Il sottosegretario all’emergenza rifiuti ha quindi ringraziato tutti per l’impegno profuso nel contrastare l’emergenza dal governo al presidente della Repubblica al cardinale Sepe: “Avevamo il sogno di avere la Campania pulita e riportare Napoli al posto che le compete tra le città più belle del mondo e credo che questo sogno lo stiamo realizzando”, ha concluso tra una standing ovation dei presenti.

Dotato da tre linee di produzione, tre forni e tre camini, alti quanto dei grattacieli, oltre cento metri, sorge su un’area di circa 10 mila metri quadrati. I lavori di questo impianto, contestato a lungo dal ”popolo del no” sono iniziati ad agosto del 2004. Inizialmente era previsto che l’inaugurazione avvenisse poco più di tre anni dopo: nell’autunno del 2007. La svolta è arrivata a giugno dello scorso anno quando con il nuovo governo Berlusconi, l’iniziativa di portare a termine un’opera incompleta è stata presa da Guido Bertolaso. Il sottosegretario assicurò che entro 9 mesi Acerra avrebbe aperto. E così è stato.

Oggi è entrata in funzione la prima linea di produzione, poi, secondo quanto previsto dalla legge, entro giugno andranno in funzione anche le altre due. Nel termovalorizzatore di Acerra finiranno ogni giorno circa 2 mila tonnellate di rifiuti, per un totale di oltre 700 mila l’anno, pari a circa un terzo di tutta la spazzatura prodotta in Campania. La spazzatura che convergerà su Acerra proviene dagli ‘stir’ di Caivano e Giugliano (comuni del napoletano), da Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Casalduni (Benevento), Pianodardine (Avellino) e Battipaglia (Salerno).

27 marzo 2009 at 08:12 Lascia un commento

Napoli, lo sfogo di Berlusconi “Fare il premier mi fa schifo”

<b>Napoli, lo sfogo di Berlusconi<br/>"Fare il premier mi fa schifo"</b>

NAPOLI – Si dice “disperato”. E torna a ripetere quanto il lavoro del politico gli “faccia schifo”. Serata di svago per Silvio Berlusconi al teatro Quirino di Napoli. Ieri sera tra il primo e il secondo atto il premier si concede un bagno di folla. “Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo” scherza nel foier con il pubblico. “Ma lei si diverte”, lo punzecchia una signora. “No, a me non piace quello che faccio – replica il Cavaliere – lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato…”.

“Sono abituato a lavorare – riprende Berlusconi sorridendo – pensi che per 21 giorni non ho mai dormito due notti consecutive nello stesso letto”. “E’ stata una tourneè”, ribatte un signore. “No – risponde il Cavaliere – perché in tourneè si recita sempre la stessa parte. Io ogni giorno devo invece cambiarla”.

Non è la prima volta che Berlusconi tocca il tasto del “sacrificio” che gli costerebbe fare il lavoro del politico. Quello stesso che più volte ha sbeffeggiato pubblicamente, attaccando “i politici di professione”, quelli “solo chiacchiere” e “niente fatti”. Opponendoli a quelli come lui, gli uomini “del fare”. Ricordando, con orgoglio, la sua ascesa imprenditoriale.

Sospirando quando, elenca le sue innumerevoli case al mare, dalla Sardegna ai Caraibi, che non si può “godere”. Elencando minuziosamente i tempi sempre più stretti della sua giornata. “Dormo poche ore al giorno e il resto lavoro” ha ripetuto più volte. “Sono uno di voi” non perde occasione per dire ogni volta che si presenta davanti ad una platea di industriali. Uno di loro che però da 15 anni resta tenacemente attaccato a quel lavoro che, di tanto in tanto, dice di detestare. Ma di cui, evidentemente, non può fare a meno. “Ma solo per il bene degli altri”. Ovviamente.

18 marzo 2009 at 10:41 Lascia un commento

“Ho trovato 14 siti possibili”, ma lo scienziato boccia il nucleare

ROMA – Una lista di siti individuata per “un esercizio tra amici”, per di più “di area ambientalista”, una lista fittizia, quindi, ma non troppo lontano da quella ‘vera’, visto che le caratteristiche necessarie a realizzare una centrale nucleare son quelle. E’ la lista che solleva proteste in ognuna delle 14 località individuate come potenziale sede di una centrale nucleare, lista redatta da Francesco Meneguzzo, scienziato del Cnr, esperto di energia e innovazione, che lavora presso l’Ibimet di Firenze, che lo ‘confessa’ al ‘Foglietto’ di Usi/Rdb Ricerca, il sindacato di base dei lavoratori della ricerca, on line domani. Ma Meneguzzo sul nucleare ha le idee chiare: “Si tratta di un modello energetico fallimentare”.

Insomma, da quasi un anno il suo studio sulle 14 località (Monfalcone, Chioggia, Ravenna, Caorso, Trino, Fossano, Scarlino, San Benedetto del Tronto, Latina, Termoli, Garigliano, Mola di Bari, Scanzano Ionico, Palma e Oristano) che avrebbero i requisiti per ospitare centrali nucleari, crea aspre polemiche, riesplose nei giorni scorsi dopo l’accordo tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy per realizzarne 4 in Italia. Meneguzzo, raggiunto dal ‘Foglietto’, ha accettato di rispondere ad alcune domande. Dello studio si dichiara “coautore, a dire la verità, con altri amici anche più esperti della materia”. Si è trattato di “un esercizio tra amici, di area ambientalista. Io sono iscritto ai Verdi- aggiunge- ma non posso dire che l’esercizio sia stato commissionato da loro”.

Lo studio “può essere considerato uno ‘screening preliminare’- aggiunge lo scienziato del Cnr all’Ibimet di Firenze- probabilmente non tutti i criteri sono stati tenuti in considerazione, ma scommetterei di non essere andato troppo lontano dai risultati di un eventuale studio più rigoroso. Del resto, da qualche parte queste centrali andranno pure installate”.

Il ‘Foglietto’ chiede a Meneguzzi se non sarebbe più utile uno studio per l’individuazione di siti dove investire in fonti alternative al nucleare. “Ovviamente sì- risponde- anche non avendo niente contro il nucleare, non si può sorvolare sul fatto che l’uranio 235 estratto oggi non è sufficiente a coprire il fabbisogno delle centrali esistenti, e non si vede come ne possa essere estratto di più in futuro”.

Agenzia DIRE

17 marzo 2009 at 12:07 Lascia un commento

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