Posts tagged ‘scuola’

Gelmini, chiuderemo 3. 000 scuole

Ministro ipotizza tetto a numero studenti stranieri per classe (ANSA) – ROMA, 10 MAR – Il ministro Gelmini annuncia la chiusura di 3mila scuole e pensa a fissare limiti al numero di alunni stranieri per classe.’In Conferenza Stato-Regioni abbiamo trovato sul tema del dimensionamento e anche dell’edilizia scolastica l’accordo con tutte le Regioni, con tutti i Comuni e tutte le Province: su oltre 6 mila scuole, ci si e’ accordati per la chiusura di 3 mila’, ha detto, in un’intervista a Famiglia Cristiana.

ANSA.it

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11 marzo 2009 at 08:04 Lascia un commento

Menu religioso nelle scuole di Roma fino a Pasqua

La decisione è stata presa da Laura Marsilio, assessore al comune di Roma per le politiche educative e scolastiche.

L’ordine di non servire la carne agli studenti fino alla fine della Quaresima cattolica è arrivato alle scuole elementari e medie di Roma via fax con la firma dell’assessore comunale Laura Marsilio, responsabile alle politiche educative.

Il divieto non riguarda la dieta quotidiana degli studenti, ma si applica solo il venerdì proprio come imposto dalla tradizione cristiana in vista della Pasqua che quest’anno, per i cattolici, cade il 12 aprile.

Molti dirigenti delle scuole pubbliche, finanziate con i fondi del Comune della Città Eterna, si dichiarano sorpresi.

«Nel corso della mia carriera, non avevo mai ricevuto un simile ordine. Per la prima volta vedo che viene pianificata l’alimentazione dei bambini secondo gli insegnamenti della Chiesa cattolica romana, piuttosto che in base alle loro esigenze» riferisce Bruno Perziani, direttore dell’istituto comprensivo «Visconti».

Come sottolinea il quotidiano “La Repubblica”, la decisione dell’assessore non ha tenuto conto delle indicazioni dalla conferenza episcopale italiana, che avrebbero potuto risolvere il problema prima che si verificasse.

I vescovi cattolici hanno chiarito in una circolare che i bambini fino a 14 anni, gli anziani e gli ammalati sono esentati dal rispetto della «dieta religiosa». Alcuni commentatori sottolineano che ora bisognerebbe probabilmente prendere iniziative analoghe anche per gli studenti musulmani ed ebrei che studiano nelle scuole italiane.

L’assessore comunale che ha ideato questa «riforma nutrizionale» difende tuttavia la propria decisione.

«Abbiamo cambiato solo l’ordine in cui i piatti vengono proposti. Abbiamo mostrato un po’ di sensibilità, in quanto il 90% delle famiglie sono cattoliche» dice Laura Marsilio. «I bambini, comunque, non mangiavano neanche prima la carne tutti i giorni. Solo che ora, fino a Pasqua, saranno servite uova e pesce il Venerdì».

L’opposizione di centrosinistra però la considera una «iniziativa pericolosa che rischia di creare ancora più problemi per l’integrazione degli studenti stranieri e di altre fedi religiose, in un momento in cui le tensioni sono in continuo aumento».

Nel frattempo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno si sta preparando per ospitare il Papa Benedetto XVI al palazzo comunale il 3 marzo. Forse, conclude la Repubblica, non è una casualità che questa scelta gastronomica sia stata presentata proprio pochi giorni prima di questa importante visita…

Italia dall’Estero

28 febbraio 2009 at 11:01 Lascia un commento

SCUOLA: BRUNETTA, SCIOPERO CGIL? N’ATA VOTA

Roma, 24 feb. – (Adnkronos) – Lo sciopero indetto dalla Flc Cgil per il 18 marzo viene commentato ironicamente dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. ”N’ata vota, n’atu sciopero. Lo misureremo anche questa volta” ha affermato il ministro a margine di una conferenza stampa. Brunetta ha ricordato quanto allo sciopero dei metalmeccanici e del pubblico impiego della Cgil la percentuale di adesione al 7,94% commentando ancora: ”L’altra volta hanno aderito il 7,94%. Evviva lo sciopero della Cgil”.

Adnkronos Economia

25 febbraio 2009 at 12:06 Lascia un commento

Università, Napolitano al governo “Spero stop a tagli indiscriminati”

PERUGIA – Le università italiane necessitano di “valutazioni e interventi pubblici puntuali” ed è necessario rivedere alcuni tagli che, sebbene dettati da motivi di bilancio, sono risultati “indiscriminati”. Un appello critico quello giunto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un discorso all’Università di Perugia, nel quale invoca maggiori risorso e più attenzione per gli atenei. Il presidente ha chiesto anche che nei bilanci si metta fine alle “generalizzazioni liquidatorie”, guardando i singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca “con coraggio” e considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in questo settore e che “può suggerire” delle soluzioni.

(23 febbraio 2009)

Repubblica.it

23 febbraio 2009 at 12:46 Lascia un commento

“A scuola Internet non è una priorità”

"A scuola Internet non è una priorità" Sparisce la “I” di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre “I” (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni. Il taglio delle cosiddette compresenze nella scuola primaria e la riduzione delle ore di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado renderà quasi impossibile l’insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e Internet a bambini e ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero dell’Istruzione, che in questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla riforma con genitori e insegnanti.

Le Faq (frequently asked questions, le domande poste frequentemente) presenti nel sito del ministero mostrano che genitori e insegnanti sono piuttosto confusi. “Con il taglio delle compresenze, mio figlio potrà continuare a fare il laboratorio di Informatica?”, si chiede un genitore. L’ingenua domanda posta ai tecnici ministeriali sollecita una risposta quanto meno inaspettata. “La riduzione delle ore di compresenza – si legge nella Faq numero 23 – comporterà qualche riassetto organizzativo (…) Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario”.


E tutto il bailamme sulla scuola delle tre “I”? Dal prossimo mese di settembre la scuola primaria passerà dall’organizzazione modulare, con tre insegnanti su due classi, al “maestro unico di riferimento”. Il passaggio cancellerà le ore di compresenza e tutte le attività legate ad esse: corsi di recupero e di approfondimento, laboratori di Informatica, supplenze, ecc. Con i moduli, infatti, le 54 ore di lezione settimanali di due classi funzionanti a 27 ore vengono coperte da 3 insegnanti che assicurano 18 ore a testa di lezione. La restante parte dell’orario settimanale del docente (4 ore) vengono utilizzate per ampliare l’offerta formativa o tappare i buchi dei colleghi assenti. Ma fra qualche mese tutto questo verrà “tagliato”.

Discorso analogo alla scuola media dove le prime conoscenze di Informatica vengono impartire ai ragazzini dal docente di Tecnologia perché, sempre da settembre, il monte ore della disciplina verrà decurtato del 33 per cento.

Eppure, l’Europa ci chiede di puntare sull’Informatica. Nel 2000 il Consiglio europeo di Lisbona fissò l’ambizioso obiettivo di trasformare quella del Vecchio continente “nell’economia più dinamica e competitiva del mondo”. Tra le tante cose da fare per centrare l’obiettivo occorre che “ciascun cittadino sia in possesso delle competenze necessarie per vivere e lavorare nella nuova società dell’informazione” e che “tutti i docenti entro la fine del 2002 possiedano le competenze necessarie per l’utilizzo di internet e delle risorse multimediali” (“Una società dell’informazione per tutti”, documento adottato dalla commissione Ue il 25 maggio 2000). Per la verità, l’Italia si è mossa per tempo. Per dotare infatti le scuole di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (le Tic) e per formare i docenti, tra il 1997 e il 2003, sono stati investiti 1.341 miliardi delle vecchie lire (pari a quasi 700 milioni di euro) che a questo punto rischiano di trasformarsi in una spesa inutile.

(23 febbraio 2009)

Repubblica.it

23 febbraio 2009 at 12:44 1 commento

Annullate le pagelle, è bufera sul “10 politico”

BOLOGNA – Il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Bologna, Vincenzo Aiello, ha annullato la delibera del collegio dei docenti de

Le scuole Longhena di Bologna

lla scuola elementare Longhena di Bologna, con cui i prof avevano disposto di dare a tutti gli alunni un dieci “politico” in tutte le materie per protestare contro il ritorno ai voti decimali al posto dei giudizi deciso dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Dunque, le pagelle con il dieci non sono valide.

ISPETTORE IN ARRIVO -“Alla scuola primaria Longhena faremo le verifiche del caso con l’obiettivo di riportare tutta la situazione al rispetto delle norme e del buonsenso, come del resto testimoniato dalla volontà di dialogo messa in campo costantemente dall’Ufficio scolastico regionale”. Così, in una nota, Luigi Catalano, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) dell’Emilia-Romagna, aveva reagito alla decisione degli insegnanti delle Longhena di Bologna. L’Usr ha infatti predisposto infatti “l’invio di un dirigente tecnico per verificare l’ottemperanza alle norme rispetto a quanto accaduto”.

Per Catalano, “la valutazione degli studenti, tanto più per i primi anni di studio, è un processo serio, in cui sono coinvolti aspetti importanti dell’apprendimento come la motivazione e la fiducia nelle proprie capacità”. Per questo, “ogni insegnante sa che si tratta di materia delicata, che coinvolge gli studenti e le famiglie e non può in nessun modo essere condizionata da considerazioni estranee al dialogo didattico”, aggiunge il direttore.

GELMINI: BIMBI STRUMENTALIZZATI – “La vicenda di Bologna è l’ennesimo caso di strumentalizzazione politica dentro la scuola, non è ammissibile che chi ha incarichi di partito poi continui a fare attività politica strumentalizzando i bambini”. Così il ministro Gelmini, oggi intervistata dal Tg2, commenta la decisione degli insegnanti delle scuole elementari Longhena di Bologna, di mettere 10 in pagella in tutte le materie agli alunni, per protestare conto la reintroduzione dei voti numerici. “La scuola non è né di destra né di sinistra, è un luogo dove si devono applicare le leggi”, insiste.

Per Gelmini, questa volta ai microfono di Studio Aperto, è “l’ennesimo caso in cui dirigenti e insegnanti fanno politica a scuola; credo che questo sia un vizio che noi ereditiamo dal ’68 e sia profondamente diseducativo coinvolgere i bambini in scontri politici, un comportamento che va sanzionato”. Per il ministro si può dunque parlare di sfruttamento dei bambini a fini politici: “Credo che i bambini debbano andare a scuola in maniera serena, autonomia non significa anarchia, quando una legge viene approvata deve essere applicata anche all’interno delle scuole”.

CASINI: I CATTIVI MAESTRI NON CI SERVONO – “I maestri che strumentalizzano i bambini per fini politici sono cattivi maestri e la scuola italiana non ne ha proprio bisogno”. Così il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, stronca gli insegnanti delle scuole elementari Longhena di Bologna che ai loro alunni hanno assegnato un 10 in pagella, per tutte le materie, come forma di protesta contro la riforma di Mariastella Gelmini. E proprio al ministro dell’Istruzione si appella Casini chiedendole un “intervento urgente per fare chiarezza su quanto avvenuto” e “per ripristinare la normalità e la serietà della valutazione complessiva degli alunni”.

Secondo Casini, “le famiglie italiane devono avere la certezza che in tutte le scuole l’educazione e l’istruzione dei propri figli sia improntata al valore del merito e della legalità”. Quanto alla protesta dei docenti, l’ex presidente della Camera in una nota è netto: “Le leggi dello Stato anche se non condivise vanno sempre applicate, specie da chi ha la responsabilità della formazione dei nostri figli”.

FERRERO: DA GELMINI VERGOGNOSE PAROLE – “Mi associo allo sdegno del mondo della scuola contro le vergognose e minacciose parole rivolte dal ministro all’Istruzione Gelmini contro le maestre e dirigenti scolastiche bolognesi ‘colpevoli’ di aver dato, come segno di protesta civile e democratica alla sua controriforma, il 10 in condotta ai loro alunni”. Lo dice il segretario del Prc Paolo Ferrero. Oltre all’entrata a “gamba tesa” del ministro contro la “libertà di insegnamento dei docenti, viene inoltra colpita e discriminata una maestra (Marzia Mascagni, ndr) la cui unica ‘colpa’ è di essere anche responsabile scuola del Prc a Bologna, contro la quale si minacciano punizioni e ispezioni”.

Per Ferrero, “non è ammissibile che chi svolge il proprio lavoro di insegnante ed è impegnato politicamente e civilmente venga indicato e additato come obiettivo da colpire. Esprimo pieno sostegno e solidarietà ai nostri compagni e compagne, a tutti i docenti, genitori e studenti impegnati nella difesa della scuola pubblica italiana, valore- conclude- sancito dalla nostra Costituzione”.

Agenzia DIRE

14 febbraio 2009 at 10:55 Lascia un commento

“Niente crocifisso nelle mie ore” E il prof rischia il licenziamento

"Niente crocifisso nelle mie ore" E il prof rischia il licenziamento CASAGRANDE (TERNI) – Rischia il licenziamento per avere tolto il crocifisso dal muro durante le sue lezioni. Domani mattina, il professore Franco Coppoli dovrà spiegare ai componenti dell’organo di disciplina del Cnpi (il Consiglio nazionale della pubblica istruzione) perché nel corso delle lezioni che tiene all’istituto professionale Casagrande di Terni preferisce staccare dal muro il crocifisso, riappendendolo alla parete a conclusione delle sue ore.

Per il suo comportamento il docente è stato denunciato dal preside dell’istituto, Giuseppe Metastasio, alla Procura della repubblica e adesso rischia un provvedimento disciplinare che può andare dalla semplice “censura” alla risoluzione del rapporto di lavoro: il licenziamento, appunto.

Il fatto, che risale all’inizio dell’anno scolastico, in principio non ha creato proteste tra gli studenti. Poi, alcuni di loro si sono lamentati e durante una assemblea studentesca è passata la mozione che vuole il crocifisso alle pareti. Ma il professore Coppoli non ha ceduto e il dirigente scolastico, che ha sostenuto pubblicamente di avere il dovere di fare “rispettare la volontà degli studenti”, gli ha intimato di non rimuovere più il simbolo religioso dal muro minacciandolo di prendere provvedimenti disciplinari.

Coppoli è anche rappresentante sindacale “rivendica la libertà docente di non fare lezione sotto un simbolo appeso dietro la cattedra, di una specifica confessione religiosa, invocando la libertà di insegnamento, la libertà religiosa e la laicità dello Stato e della scuola pubblica previste dagli articoli costituzionali”.

Secondo Piero Bernocchi dei Cobas “l’attacco discriminatorio a Coppoli si inserisce in un quadro caratterizzato dalle sistematiche ingerenze della chiesa cattolica nelle vita politica italiana, di cui abbiamo avuto eclatanti dimostrazioni in questi giorni – continua Bernocchi – con la presentazione da parte del governo prima di un decreto legge e poi di un disegno di legge, scritti sotto la dettatura del Vaticano, che puntavano a invalidare una sentenza della Corte di Cassazione e a violare pesantemente la tutela delle libertà personale di una donna da 17 anni in stato vegetativo irreversibile”. Per i Cobas “essendo abrogate le norme fasciste che inserivano il crocifisso tra gli arredi scolastici nelle scuole elementari e medie, non esiste alcuna norma che preveda l’obbligo del crocifisso in aula”.

Repubblica.it

10 febbraio 2009 at 19:08 Lascia un commento

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