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Franceschini: candideremo Debora Serracchiani alle europee

Debora Serracchiani

“La Direzione per chiudere le liste per l’europee si terra il 21 aprile. Ma intanto un nome ve lo posso dare. Candideremo per l’europee Debora Serracchiani”. Lo ha detto il segretario del Pd conversando con i cronisti nella sede del partito.

“E’ una persona che ha dimostrato grande energia e qualita’, anche se come voto mi ha dato ‘6-“‘ osserva scherzando Franceschini “Ha fatto benissimo a darmi quel voto – ha aggiunto il segretario del Pd – perche’ il nostro e’ un partito democratico e ci deve essere un confronto aperto”. “La sua candidatura – ha precisato – non e’ stata chiesta dall’alto, ma e’ partita dal basso, e’ partita dai circolo del Friuli”.

Durante una conferenza stampa nella sede del partitoFranceschini ha annunciato che parteciperà domani alla manifestazione della Cgil al Circo Massimo. “Vorrei usare le parole di Gordon Brown : laddove c’e’ un lavoratore, un povero o un disoccupato, li’ ci deve essere un progressista: e quindi domani saro’ in piazza”.

RaiNews24

3 aprile 2009 at 14:53 Lascia un commento

Gasparri: vergogna, Franceschini chiede l’assegno e la sua deputata licenzia 600 persone

ROMA – “Trovo scandaloso che la sinistra faccia petizioni per i disoccupati, mentre una parlamentare del Partito democratico, la Merloni, con la sua famiglia chiude un’azienda a Torino licenziando 600 persone”. E’ quanto dice il presidente del gruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

“Faccio un appello a Marcegaglia- aggiunge Gasparri- perche’ si rivolga alla sua associata Merloni. E faccio un appello a Franceschini, perche’ mandi una cartolina alla sua parlamentare per evitare questa vergogna. Anche perche’- sottolinea- il governo Berlusconi ha stanziato incentivi che interessano proprio il settore aziendale in cui opera la famiglia Merloni, al fine di tenere aperte aziende e favorire l’occupazione minacciata dalla concorrenza sleale”.

Agenzia DIRE

17 marzo 2009 at 12:09 Lascia un commento

Pa: proposta Pd su software libero

Introdurlo comporterebbe un risparmio di almeno 30 mln di euro (ANSA) – ROMA, 15 MAR – Internet compie 20 anni e Vincenzo Vita (Pd) chiede al Ministro Brunetta di introdurre software libero nella Pubblica amministrazione. ‘Ci sarebbe un risparmio di almeno trenta milioni di euro, quanto piu’ o meno costano all’erario i contratti con Microsoft. Si destinino al fondo dell’Inps per l’occupazione. Si batta ogni tentazione censoria – spiega – e si seguano le linee del forum Onu su internet: autoregolamentazione, diritti e doveri, cittadinanza elettronica’.

ANSA.it

15 marzo 2009 at 23:15 1 commento

E’ ora di tagliarci lo stipendio” idea-solidarietà tra i parlamentari

E' ora di tagliarci lo stipendio" idea-solidarietà tra i parlamentari

ROMA – Tagliarsi lo stipendio. Per lanciare un segnale in questa tempesta. Il Palazzo adesso ne parla. Un po’ per l’imbarazzo crescente di fronte alle migliaia di nuovi disoccupati, alle famiglie sul lastrico, all’esercito di cassintegrati. Un po’ per lo spettro del “forcone” lì fuori, che puntuale turba i sonni degli onorevoli in ogni momento di crisi. E questa è crisi nera.

L’iniziativa è di un gruppo di deputati e senatori Pd. Ma, raccontano dalla segreteria, un progetto più articolato è allo studio del leader Dario Franceschini. Per il momento, la lettera che da domani riceveranno tutti i parlamentari nazionali ed europei porta la prima firma di Francesco Laratta, deputato cosentino. Nella stessa direzione si stanno muovendo al Senato Vincenzo Vita e Gianrico Carofiglio.

“Il momento è grave, usciamo dalla retorica e versiamo tutti il 25% della nostra indennità base ad un fondo di solidarietà per l’intero 2009. Consegneremo l’elenco delle adesioni ai presidenti di Camera e Senato e poi si vedrà che fare”. La platea chiamata in causa è quella dei 952 parlamentari nazionali, dei 78 europei (da giugno saranno 72) e dei 1.129 consiglieri regionali.

Per poi coinvolgere magari sindaci e presidenti di Provincia. “Se tutti aderissero, con 2.500 euro a testa, arriveremmo quasi a 6 milioni di euro al mese. Lo so che adesso i colleghi mi odieranno, ma dobbiamo provarci”. Vita è convinto che non si possa più “restare a guardare, è l’ora di agire, di fare qualcosa di concreto e per questo ci muovere anche noi al Senato”. Francesco Boccia, economista e deputato Pd, ha presentato un ddl di revisione dei vitalizi e delle pensioni dei parlamentari: “Non possiamo chiedere sacrifici se non siamo i primi a farli, altrimenti perderemo ogni credibilità”.


Lo spunto, va detto, lo stanno dando in questi giorni alcuni amministratori locali. Dai consiglieri provinciali della Volkspartei che a Bolzano hanno deciso due settimane fa di tagliarsi di 600 euro al mese l’indennità (di 6.300 euro) per devolvere le relative somme ad associazioni benefiche, al sindaco di Finale Emilia, Raimondo Soragni, che si è decurtato lo stipendio del 50% (da 2.000 a 1.000 euro). Piccole cose, certo.

L’idea adesso rimbalza a Roma, raccoglie consensi ma anche veti. “Diffido dai gesti simbolici, ma il tema dei costi della politica sta diventando fondamentale ed è fondamentale affrontarlo” dice Marco Follini che la scorsa settimana dalle colonne del “Riformista” ha suggerito una ricetta analoga per i rimborsi elettorali: “Se operassimo un taglio lineare a tutte le voci di spesa – emolumenti, rimborsi, editoria di partito – allora la proposta di razionalizzazione sarebbe ragionevole”. E così pure Helga Thaler, senatrice Svp, forte dell’esempio dei “suoi” consiglieri in Trentino Alto Adige: “È giunto il momento di dare l’esempio anche a Roma, tendere una mano a chi è in difficoltà”.

Ma il centrodestra stronca il progetto sul nascere, altro che operazione solidarietà bipartisan. “Il nostro compito è fare buone leggi e arginare in Parlamento la crisi, non creare fondi per chi perde il lavoro – taglia corto il vicecapogruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino – . Detto questo, personalmente sarei disposto a cedere anche il 50% in favore di chi è in difficoltà. Ma non è con misure come questa che si risolvono i problemi”.

Anche perché, rincara dal Senato il suo omologo Gaetano Quagliariello, “è una proposta priva di qualsiasi portata, politica o solidale che sia: serve solo a farsi propaganda. La dimensione della solidarietà, della carità, è strettamente privata, la si esercita lontano dai riflettori. Non è questo che i cittadini si attendono da noi”.

E fuori dal Parlamento la musica non cambia. Giuseppe Castiglione (Pdl) ha appena lasciato lo scranno dell’europarlamento per la presidenza della Provincia di Catania: “Il Pd non va lontano con proposte come questa. Io ho ridotto da 15 a 9 gli assessori, ho tagliato dieci dirigenti, risparmiato 1 milione in collaborazioni esterne. Lasciando Strasburgo ho rinunciato a 12 mila euro al mese, ora ne guadagno 6.400. Dovrei tagliare pure quelli?”

Repubblica.it

8 marzo 2009 at 11:25 Lascia un commento

Tv, boom di cronaca nera negli anni di Prodi

Tv, boom di cronaca nera negli anni di Prodi

ROMA – Durante i due anni del governo Prodi (2006 e 2007) i tg hanno raddoppiato lo spazio della cronaca nera. Secondo uno studio del Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva (nato da un’iniziativa dei radicali) dal 2003 al 2007, il tempo dedicato ai servizi su delitti, violenze e rapine è raddoppiato (se non triplicato) passando dal 10,4% dei tg del 2003 al 23,7% di quelli del 2007. Dato significativo che potrebbe avere aumentato la percezione di insicurezza da parte degli italiani, e avere avuto un peso alle elezioni politiche del 2008, tesi sostenuta dal centrosinistra in molte occasioni. Come la convinzione che il senso di incertezza e paura sarebbe nato in parte per il battage dei media.

“Adesso arrivano i dati, ma l’abbiamo sempre saputo, Prodi era stato il primo a rendersene conto” commenta Sandra Zampa (Pd) “Purtroppo ce ne siamo accorti a spese degli italiani”. Il tema della sicurezza, e dell’uso che se ne fa, è molto sentito anche oggi: “Paura e insicurezza ci sono”, ha detto il procuratore capo della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli a Ercolano, al convegno “L’etica libera la bellezza” “dovrebbero essere sempre mali da curare ma spesso vengono ingigantiti anche dalla carta stampata e da certa politica”.

I numeri dicono che nel 2003 il Tg1 ha dato notizie di cronaca nera per l’11% del suo tempo, il 19,4% nel 2006, il 23% nel 2007. Il Tg2 è passato dal 9,7% del 2003 al 21% del 2006, fino ad arrivare nel 2007, al 25,4%. Il Tg3 è la testata che registra il minore aumento, passando dall’11,5% del 2003 al 18,6% del 2007. Sulle reti Mediaset l’aumento è maggiore: per Studio Aperto, la percentuale è stata pari al 30,2 della durata totale dei tg del 2007, contro il 12,6% del 2003. Il Tg5 è passato dal 10,8% al 25,7%. Il Tg4, malgrado il raddoppio negli ultimi 5 anni, ha avuto l’incremento minore, dal 10,2% del 2003 al 20,9% del 2007.


“Fare una valutazione di natura politica sarebbe sbagliato, bisognerebbe vedere cos’è successo nei diversi anni” spiega il direttore del Tg5 Clemente Mimun. “Prima non era Chicago ora non è Disneyland. La cosa che ha pesato di più, sempre, è stata la situazione economica, per cui l’idea che qualcuno abbia picchiato sulla cronaca per colpire X o Y, lascia il tempo che prova, se non si controlla cos’è accaduto in quegli anni. Esaminando questo bimestre, si è parlato molto di stupri, oggettivamente hanno colpito l’opinione pubblica. Poi se mi chiede: durante il governo Prodi voleva colpire Prodi?, rispondo no”.

“Un buon telegiornale racconta le cose che accadono” replica il direttore del Tg2 Mauro Mazza “ma imputare ai tg il fallimento delle elezioni non è accettabile, le ragioni vanno cercate altrove. Il pubblico di metà giornata è più attento alla cronaca e ne segue gli sviluppi. Alle 20,30 la quota diminuisce”. Mario Giordano, direttore del Giornale, ha guidato Studio Aperto dal 2000 al 2007. “Ricordo la stessa polemica nel 2000, l’epoca delle rapine in villa. Poi c’è stato l’11 settembre. È vero, è aumentata l’attenzione per la cronaca nera, non solo quella che crea insicurezza. I grandi casi – Cogne, Erba, Garlasco – aumentano gli ascolti. Impiegando la nera in chiave politica pro o contro qualcuno si fa solo un pessimo servizio”.

Repubblica.it.

8 marzo 2009 at 11:21 Lascia un commento

La settimana buona di Silvio

Il Presidente del Consiglio domina, mentre il leader dell’opposizione si dimette.

Avrebbe potuto facilmente essere una settimana disastrosa per Silvio Berlusconi. I magistrati a Milano stavano portando a termine ancora un altro processo che ha sollevato seri dubbi sull’onestà del Presidente del Consiglio. E con l’Italia che subisce pesantemente il colpo della crisi economica – il PIL del paese è crollato del 2,6% nell’ultimo trimestre del 2008 – doveva affrontare una dura prova nelle elezioni regionali in Sardegna.

Ma il Presidente del Consiglio continua a ridacchiare. Il 17 febbraio Walter Veltroni, leader del più ampio gruppo di opposizione, il Partito Democratico (PD), si è dimesso dopo che il suo partito aveva subìto un’umiliante sconfitta in Sardegna. Ciò che è stato ancora migliore per Berlusconi è il fatto che le dimissioni hanno distolto l’attenzione dai giudici di Milano, che hanno condannato il suo ex consigliere per la finanza estera, David Mills, avvocato ed ex marito del Ministro britannico Tessa Jowell, a quattro anni e mezzo di carcere per accuse di corruzione collegate a Berlusconi.

Mills è stato condannato per aver ricevuto un pagamento di 600.000 dollari in cambio di falsa testimonianza in due processi degli anni ’90 nei quali era accusato Berlusconi, allora leader dell’opposizione. Inizialmente Berlusconi era stato indagato per aver pagato la tangente a Mills. Ma lo scorso luglio il suo governo ha fatto approvare una legge che gli dà l’immunità dai processi, assieme al Presidente della Repubblica e ai presidenti delle due camere del Parlamento.

Mills si è appellato contro la sentenza e Berlusconi non è ancora fuori pericolo. La costituzionalità della sua immunità deve affrontare delle sfide legali. Nel frattempo i suoi seguaci hanno preparato un’altra possibile via di fuga. Una clausola di un progetto di legge per la riforma del sistema giudiziario vuole garantire che ciò che viene scoperto in un processo non possa essere usato direttamente in un altro. Così se Berlusconi dovesse essere processato di nuovo, l’accusa dovrà ricominciare tutto dall’inizio un’altra volta.

Per ora l’attenzione è centrata sul finimondo che sta accadendo all’interno del PD. Renato Soru, Presidente della Sardegna in carica e fondatore di un’azienda di servizi internet di successo, Tiscali, è stato pesantemente sconfitto alle elezioni da uno sfidante del movimento di centro-destra di Berlusconi. Il risultato del PD è stato un terribile 24%, quasi un terzo in meno della quota di elettori in Sardegna nelle elezioni nazionali dello scorso aprile.

Le dimissioni di Veltroni sono una tacita ammissione che i suoi 14 mesi da leader sono stati un fallimento quasi assoluto. Poco dopo aver perso le elezioni politiche, il suo candidato a sindaco di Roma è stato schiacciato. Il suo progetto di collaborazione con Berlusconi per portare a termine riforme di interesse nazionale è stato spazzato via in maniera umiliante dal Presidente del Consiglio. E fin dall’inizio il leader di un minore partito di opposizione, Antonio di Pietro, ha mostrato di aver compreso un modo più efficace per attaccare Berlusconi. Veltroni, bisogna ammetterlo, è stato costantemente indebolito da Massimo D’Alema, barone del PD ed ex Presidente del Consiglio, il cui rifiuto di accettare un ruolo di secondo piano ha indebolito il centro-sinistra.

Chi potrebbe sostituire Veltroni? Tra i pretendenti di spicco c’è un duro ex Ministro dell’Industria, Pierluigi Bersani. Ma potrebbe dimostrarsi un po’ troppo austero per gli elettori italiani. Molti elettori di sinistra vorrebbero vedere una faccia nuova, magari un imprenditore giovane e dinamico per sfidare il Presidente-magnate. Soru, 51 anni, avrebbe potuto essere l’ideale, se non avesse subito una tale disfatta.

Italia dall’Estero

2 marzo 2009 at 11:12 Lascia un commento

Il Pd cambia leader, le reazioni

Maurizio Gasparri (Adnkronos)

Roma, 21 feb. (Adnkronos/Ign) – L’Assemblea del Pd ha eletto il successore di Walter Veltroni alla guida del partito: è Dario Franceschini, già vicesegretario. A stretto giro i commenti del mondo politico.

“Il successore di Veltroni – dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri – continua in una politica sbagliata dell’astio e dell’assenza di umilta’. Mini leader di transizione, verso il nulla, piu’ che un segretario e’ un diminutivo, come il suo nome. Durera’ meno dei suoi predecessori sconfitti, come un intervallo in attesa del prossimo perdente. In bocca al lupo. Anzi in bocca a D’Alema”.

Per il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, Franceschini cavalca, ”ancora una volta, le versioni piu’ rozze dell’antiberlusconismo, inventandosi che c’e’ una dittatura alle porte che va bloccata ad ogni costo. Allo stato, comunque, ci sembra che il Pd abbia piu’ un reggente che un leader, i cui problemi e i cui avversari stanno tutti dentro il Pd”.

Sulla stessa linea il commento del ministro per l’Attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi. ”Il Pd e’ avvitato su se stesso: anche oggi ha scelto l’antiberlusconismo come bandiera. Franceschini ha detto parole indegne su Berlusconi: povero Pd, Di Pietro se lo mangera’ a morsi”.

Il presidente dei Deputati della Lega Nord Roberto Cota sostiene che ”il banco di prova per il Pd sara’ il federalismo fiscale. Il Paese ha bisogno di riforme”. Ma ”negare l’esistenza della Padania, pero’, non e’ un buon inizio”.

Mentre il leader dell’Idv Antonio Di Pietro invita il Partito democratico ad una “opposizione intransigente al modello di governo Berlusconi, che si propone la costruzione di un’alternativa, che vede la lotta in favore delle fasce piu’ deboli, perche’ quello di Berlusconi e’ un modello tipo sudamericano, ma di quello di un tempo”. “Benedetto quel giorno in cui anche il Pd comincera’ a camminare dritto”, conclude.

Adnkronos Politica

22 febbraio 2009 at 11:49 Lascia un commento

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