Posts tagged ‘nucleare’

Nucleare: Francia risarcisce vittime

Per i test effettuati tra il ’60 e il ’96, stanziati 10 mln euro (ANSA) – PARIGI, 24 MAR – Il Governo francese risarcira’ le vittime dei passati test nucleari ed ha gia’ stanziato un fondo iniziale di 10 milioni di euro. Lo afferma il ministro della Difesa francese Herve Morin al quotidiano Le Figaro.La Francia ha a lungo rifiutato di riconoscere ufficialmente un legame tra i 210 test effettuati tra il 1960 e il 1996 in Algeria, nella Polinesia e nell’Oceano pacifico, ed i disturbi riportati da militari e civili coinvolti. Circa 150mila persone sono teoricamente ammalate.

ANSA.it

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24 marzo 2009 at 10:17 Lascia un commento

“Ho trovato 14 siti possibili”, ma lo scienziato boccia il nucleare

ROMA – Una lista di siti individuata per “un esercizio tra amici”, per di più “di area ambientalista”, una lista fittizia, quindi, ma non troppo lontano da quella ‘vera’, visto che le caratteristiche necessarie a realizzare una centrale nucleare son quelle. E’ la lista che solleva proteste in ognuna delle 14 località individuate come potenziale sede di una centrale nucleare, lista redatta da Francesco Meneguzzo, scienziato del Cnr, esperto di energia e innovazione, che lavora presso l’Ibimet di Firenze, che lo ‘confessa’ al ‘Foglietto’ di Usi/Rdb Ricerca, il sindacato di base dei lavoratori della ricerca, on line domani. Ma Meneguzzo sul nucleare ha le idee chiare: “Si tratta di un modello energetico fallimentare”.

Insomma, da quasi un anno il suo studio sulle 14 località (Monfalcone, Chioggia, Ravenna, Caorso, Trino, Fossano, Scarlino, San Benedetto del Tronto, Latina, Termoli, Garigliano, Mola di Bari, Scanzano Ionico, Palma e Oristano) che avrebbero i requisiti per ospitare centrali nucleari, crea aspre polemiche, riesplose nei giorni scorsi dopo l’accordo tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy per realizzarne 4 in Italia. Meneguzzo, raggiunto dal ‘Foglietto’, ha accettato di rispondere ad alcune domande. Dello studio si dichiara “coautore, a dire la verità, con altri amici anche più esperti della materia”. Si è trattato di “un esercizio tra amici, di area ambientalista. Io sono iscritto ai Verdi- aggiunge- ma non posso dire che l’esercizio sia stato commissionato da loro”.

Lo studio “può essere considerato uno ‘screening preliminare’- aggiunge lo scienziato del Cnr all’Ibimet di Firenze- probabilmente non tutti i criteri sono stati tenuti in considerazione, ma scommetterei di non essere andato troppo lontano dai risultati di un eventuale studio più rigoroso. Del resto, da qualche parte queste centrali andranno pure installate”.

Il ‘Foglietto’ chiede a Meneguzzi se non sarebbe più utile uno studio per l’individuazione di siti dove investire in fonti alternative al nucleare. “Ovviamente sì- risponde- anche non avendo niente contro il nucleare, non si può sorvolare sul fatto che l’uranio 235 estratto oggi non è sufficiente a coprire il fabbisogno delle centrali esistenti, e non si vede come ne possa essere estratto di più in futuro”.

Agenzia DIRE

17 marzo 2009 at 12:07 Lascia un commento

NUCLEARE: BERLUSCONI, FANATISMO IDEOLOGICO CI HA VIETATO STRADA

Roma, 24 feb. – (Adnkronos) – ”Il fanatismo ideologico di una parte politica ci ha vietato la strada del nucleare”, ma ora ”dobbiamo svegliarci da questo sonno”. A dirlo e’ stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, commentando gli accordi firmati con la Francia, ”che si e’ aperta a noi con grande generosita”’.

Adnkronos Politica

25 febbraio 2009 at 12:04 Lascia un commento

L’allarme dell’Independent “Nuove centrali più pericolose”

ROMA – In caso di incidente, le centrali nucleari di nuova generazione sono più pericolose dei vecchi impianti che dovrebbero sostituire. A mettere in luce questo rischio è un’inchiesta del quotidiano britannico The Independent. Il giornale prende in esame i nuovi Epr (European pressurised reactors), i nuovi reattori che verranno costruiti in Gran Bretagna, ma anche in Italia, dopo l’accordo siglato oggi da Berlusconi e Sarkozy. Intanto, monta la protesta delle organizzazioni ambientaliste, da Greenpeace a Legambiente, contro il ritorno al nucleare. E le voci dissonanti si fanno sentire anche dall’opposizione, dal Pd a Prc, mentre i verdi si dicono “pronti a un referendum”.

La denuncia dell’Independent. Il quotidiano britannico cita alcuni documenti di natura industriale che provengono anche dalla azienda francese Edf, la stessa che ha appena sottoscritto un accordo con Enel. Studi che segnalano che il rischio di incidenti con queste nuove tecnologie è sì più basso, ma, nel caso avvenga una fuoriuscita di radiazioni, questa sarebbe più consistente e pericolosa che non in passato. Tra i documenti esaminati, “ce n’è uno secondo cui le perdite umane stimate potrebbero essere doppie”.

“Finora questo tipo di centrali è stato generalmente considerato meno pericoloso di quelli attualmente in funzione perché dotato di maggiori misure di sicurezza e in grado di produrre meno scorie – argomenta il quotidiano – ma le informazioni contenute nei documenti da noi consultati dimostrano che in effetti producono una quantità di isotopi radiattivi di gran lunga maggiore tra quelli definiti tecnicamente ‘frazioni di rilascio immediato’, proprio perché fuoriescono facilmente dopo un incidente”.


Proteste in Italia. Secondo Legambiente l’accordo firmato oggi è “pericoloso e miope”: “Tutti gli studi internazionali – afferma l’organizzazione – mostrano che il nucleare è la fonte energetica più costosa e rimane aperta la questione delle scorie e della sicurezza”. Greenpeace, invece, mette l’accento sul fatto che l’accordo è “a tutto vantaggio di Sarkozy, che sta cercando di tenere in piedi l’industria nucleare francese”, ma ”non offre all’Italia nessuna garanzia di maggiore indipendenza energetica – tecnologia e combustibile arrivano dall’estero – ed è anzi contro gli obiettivi europei di breve termine”.

Sulla stessa linea anche Ermete Realacci, Pd, secondo cui ”Sarkozy punta sui fondi pubblici italiani per sostenere l’industria nucleare francese” mentre in tempi di crisi sarebbe “meglio puntare sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili”. Per il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, il ritorno al nucleare è “semplicemente una follia”.

L’esponente dei Verdi, Paolo Cento, avverte: “Siamo pronti a valutare tutte le azioni politiche e di lotta, compreso il referendum”. “D’altronde – ricorda Cento – proprio con un referendum, i cui effetti sono ancora validi dal punto di vista giuridico, il 62% degli italiani decise di far uscire l’Italia dal nucleare dopo la tragedia di Chernobyl”. “Il nostro premier ha firmato accordi con la Francia per la creazione di quattro centrali nucleari senza che il parlamento abbia ancora approvato le relative leggi”, osserva invece Fabio Evangelisti, vice presidente del gruppo dell’Idv alla Camera.

Repubblica.it

25 febbraio 2009 at 12:02 Lascia un commento

L’Italia rimane attaccata al nucleare anche dopo l’abbandono Usa, la denuncia di Greenpeace

Centrale nucleare

L’Italia continua a fare la parte dell’ultima ruota del carro nel dibattito su clima ed energia. Anche l’ultimo chiaro cambio di rotta degli Usa di Obama – introdotto dal pacchetto di misure in discussione al Congresso – è stato sostanzialmente ignorato dai nostri politici e dagli stessi media. Un tentativo di inserire 50 miliardi di dollari di fondi per prestiti a tasso agevolato a favore del nucleare, infatti, è stato infatti respinto dal Congresso, che ha bocciato l’emendamento del senatore repubblicano Robert Bennet. Invece i fondi per efficienza e rinnovabili sono passati da meno di 52 a quasi 60 miliardi, di cui 32,8 nelle fonti rinnovabili e 26,86 per l’efficienza energetica. A questi si aggiungono quasi 19 miliardi sui trasporti collettivi e sulle ferrovie.

Un grave colpo al preteso rilancio del nucleare. Già nel 2007 l’amministrazione Bush aveva introdotto fondi, pari a 18,5 miliardi di dollari, per prestiti a basso tasso di interesse per la costruzione di centrali nucleari. Una delle domande di finanziamento è stata presentata dalla Florida Light & Power per sostituire due reattori nucleari sulla base di 16 miliardi di dollari, mentre il totale delle richieste di accesso ai fondi, prima della crisi economica, aveva raggiunto 122 miliardi di dollari. E senza i soldi da parte del governo, per il nucleare made in Usa il futuro si prospetta veramente duro.

“Si tratta di un importante cambio di direzione dell’amministrazione USA- spiega Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia-Efficienza energetica e fonti rinnovabili hanno un grande potenziale sia in termini energetici che occupazionali. Secondo le valutazioni correnti per ogni miliardo di investimenti pubblici se ne possano generare due di investimenti privati, dunque l’impatto del piano è potenzialmente triplo”.

Tutte novità che non vengono percepite in Italia, dove si parla ancora di rilancio del nucleare e di carbone. Mentre Obama sembra andare nella direzione opposta: “Se si guarda al pacchetto messo a punto dall’amministrazione USA – continua Onufrio-  quella delle fonti rinnovabili e dell’efficienza è la parte che si presta maggiormente a promuovere uno scambio di tecnologie con la Cina, che è uno dei maggiori finanziatori del debito USA. Il Piano Obama, è un passo nella direzione giusta. Questo fa ben sperare anche in vista dell’appuntamento di fine anno a Copenhagen dove è in gioco il futuro del Protocollo di Kyoto. Speriamo che il nostro governo se ne accorga e si metta nella direzione giusta”.

RaiNews24

20 febbraio 2009 at 21:44 Lascia un commento

La Svezia ci ripensa: rimossa la moratoria sulle nuove centrali nucleari

Una centrale nucleare di nuova generazione Epr

La Svezia mette in cantiere nuove centrali nucleari. Il governo svedese, che aveva adottato una moratoria sull’energia nucleare, spegnendo gradualmente di qui a 30 anni tutte le sue centrali, è tornato oggi sulla decisione, “autorizzando che i reattori esistenti siano rimpiazzati quando avranno raggiunto il loro limite di sfruttamento economico”. La Svezia ricava metà della propria energia dal nucleare dei tre impianti di Oskarshamn, Ringhals e Forsmark.

Il Governo presenterà un testo in materia il prossimo 17 marzo. Nel 1980 un referendum sancì la graduale dismissione delle centrali nucleari esistenti senza che venissero rimpiazzate da nuovi impianti e negli ultimi 20 anni non si sono aperti cantieri per nuove centrali nucleari. Ma recenti sondaggi hanno mostrato uno spostamento dell’opinione pubblica, ora più favorevole a una fonte di energia che non emette residui che contribuiscono al surriscaldamento del pianeta.

I 10 reattori attualmente funzionanti sono stati costruiti fra il 1972 e il 1985, secondo quanto si legge sul sito dell’Autority sevedese per la sicurezza degli impianti nucleari.

RaiNews24

5 febbraio 2009 at 13:40 Lascia un commento

Energia, arriva via libera a rigassificatore Porto Empedocle

Energia, arriva via libera a rigassificatore Porto EmpedocleRoma, 20 gen (Velino) – Arriva il via libera della conferenza dei servizi della Regione Siciliana alla realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle. Ad annunciarlo è stato lo stesso amministratore delegato di Enel Fulvio Conti da Milano dove si trova per partecipare a un convegno sull’energia. “Investimenti di questo tipo sono la risposta in positivo alle esigenze di un paese in grado di difendere la propria autonomia gestionale”, ha spiegato il numero uno dell’azienda energetica italiana. Una notizia che arriva al termine della crisi del gas tra Russia e Ucraina e che ha messo in evidenza la fragilità e la dipendenza dell’intero sistema energetico europeo. Tanto da spingere addirittura il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso a invitare i paesi dell’Unione europea a “diversificare” le fonti di approvvigionamento. Il terminale è un progetto da seicento milioni di euro di cui Enel ha acquisito il controllo nel dicembre 2005 acquistando il 90 per cento della società Nuove Energie, in grado di rigassificare 8 miliardi di metri cubi di combustibile proveniente dalla Nigeria per il momento (ma in futuro potranno esserci contatti con altri paesi come Algeria, Egitto, Qatar ed Emirati Arabi, ha detto Conti) e di soddisfare il 10 per cento dell’intero fabbisogno di metano dell’Italia. Il via libera arriva a completamento di un lungo iter che aveva ottenuto anche l’approvazione da parte del comune, delle autorità portuali e della presidente del Fai (Fondo per l’ambiente italiano) Giulia Maria Mozzoni Crespi che aveva addirittura offerto la propria consulenza per un progetto che lei stessa aveva definito come “l’ultima occasione di sviluppo anche turistico dell’area”. Per realizzarlo, ha detto Conti, serviranno “fra i 40 e i 50 mesi” e consentirà di risparmiare tra i 150 e i 170 milioni di euro che il paese paga in più all’anno per far rigassificare il metano nigeriano in Francia. Altro tema caldo quello dell’acquisizione del 25 per cento di Endesa ora in mano ad Acciona. Su questo punto Conti ha spiegato che esistono dei margini per “valutare una soluzione concreta”. Mentre sul nucleare, l’ad di Enel ha detto che occorrono dieci anni per costruire e mettere in funzione una centrale atomica. “È però necessaria una spinta da parte del Parlamento e del governo per fornire al paese la possibilità di avere una maggior autonomia energetica”. Il riferimento è al ddl sviluppo fermo al Senato del quale anche il ministro Claudio Scajola la scorsa settimana nel corso dell’audizione sulla crisi del gas aveva sollecitato l’approvazione.

il VELINO

20 gennaio 2009 at 13:45 Lascia un commento


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