Posts tagged ‘mafia’

I magistrati evitano la Sicilia mafiosa | Italia dall’Estero

I magistrati evitano la Sicilia mafiosa

Pubblicato sabato 14 marzo 2009 in Olanda

[Telegraaf]

ROMA. In Sicilia, famosa a causa del potere della mafia, si é creata una drammatica carenza di pubblici ministeri. Il recente tentativo di dare un bonus a chi vuole andare a lavorare nell’isola sembra non sia servito a nulla. I magistrati non hanno nessuna voglia di andare a lavorare in Sicilia, pericolosa e per molti italiani lontanissima.

Inoltre, le condizioni in cui si deve lavorare sono pessime. In vari uffici dell’isola praticamente non é piú possibile svolgere il proprio lavoro. “Nelle zone in cui e’ forte il crimine organizzato si devono chiudere gli uffici perche’ ci sono troppo pochi pubblici ministeri”, si lamenta Luca Palmara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Ultimamente si sono liberati 55 posti in Sicilia, ma per occuparli si sono presentati solo 4 candidati. Tre per Palermo e uno per la cittá di Catania , mentre per le altre cittá della Sicilia non si é fatto avanti nessuno.

“É chiaro che agire contro la mafia ora diventera’ un problema”, ha affermato il PM Antonio Ingroia di Palermo. Secondo Ingroia “alcuni anni fa il ministero ha introdotto varie riforme che hanno danneggiato gravemente i pubblici ministeri. I giovani non vogliono o non possono piú venire in Sicilia. Anche i tagli alle risorse creano problemi quotidianamente, spesso non c’é nemmeno un fax o una fotocopiatrice”.
La Sicilia é stata per decenni nella morsa della mafia. Molti giudici istruttori sono stati assassinati dalla mafia. come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992. Dopo gli arresti dei famigerati Toto Riina (1993), Bernardo Provenzano (2006) e Salvatore Lo Piccolo (2007), la cupola della mafia siciliana é stata smantellata, ma il potere della mafia nell’isola non é stato affatto neutralizzato.

Italia dall’Estero

20 marzo 2009 at 11:54 Lascia un commento

SANREMO: BERLUSCONI, BENIGNI? SONO UNO DEI 45 MILIONI DI ITALIANI CHE NON L’HANNO VISTO

Roma, 19 feb. – (Adnkronos) – “Roberto Benigni? Non posso dirne niente, perche’ sono uno dei 45 milioni di italiani che non l’hanno visto e non ne hanno letto”. Silvio Berlusconi ha commentato cosi’, ad Alfonso Signorini, direttore di ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ e di ‘Chi’, l’intervento di Roberto Benigni al Festival di Sanremo. Nel corso della prima serata del Festival l’attore toscano aveva piu’ volte citato Berlusconi durante il suo monologo seguito da circa 16 milioni di telespettatori. L’intervento di Silvio Berlusconi e’ pubblicato on line su http://www.sorrisi.com, il sito di Tv Sorrisi e Canzoni.

Adnkronos Spettacolo

20 febbraio 2009 at 10:08 Lascia un commento

Di Pietro attacca Napolitano. Il Quirinale: “Espressioni offensive”

Antonio Di Pietro

Fischi sono partiti da piazza Farnese, durante la manifestazione dell’Italia dei Valori, contro il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

A causare la reazione della folla e’ stato la rimozione di uno striscione su cui era scritto: “Napolitano dorme, l’Italia insorge”. Dal palco, Antonio Di Pietro ha stigmatizzato la rimozione dello striscione e si e’ rivolto direttamente a Napolitano: “Lei dovrebbe essere l’arbitro, a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi”, ha detto.

“Noi la rispettiamo – ha assicurato il leader Idv – ma lo possiamo dire o no, rispettosamente, che non siamo d’accordo che si lasci passare il Lodo Alfano, che non siamo d’accordo nel vedere i terroristi che fanno i sapientoni mentre le vittime vengono dimenticate?”.

“Il silenzio e’ mafioso e per questo non voglio rimanere in silenzio”, ha insistito Di Pietro. E di nuovo rivolto al Presidente della Repubblica, ha aggiunto: “Dica che i mercanti devono andare fuori dal tempio, dal Parlamento e noi lo approveremo”.

Il Quirinale “espressioni offensive”
La Presidenza della Repubblica e’ totalmente estranea alla vicenda dello striscione nella manifestazione svoltasi oggi in Piazza Farnese a Roma a cui fa riferimento l’on. Di Pietro. Del tutto pretestuose sono comunque da considerare le offensive espressioni usate dallo stesso on. Di Pietro per contestare presunti “silenzi” del Capo dello Stato, le cui prese di posizione avvengono nella scrupolosa osservanza delle prerogative che la Costituzione gli attribuisce

RaiNews24

28 gennaio 2009 at 14:42 Lascia un commento

Condanna Andreotti per diffamazione

La pena, 2000 euro di multa, condonata con indulto (ANSA) – PERUGIA, 15 GIU – La corte d’appello di Perugia ha confermato oggi la sentenza di condanna del senatore a vita Giulio Andreotti a duemila euro di multa. La pena, che e’ stata interamente condonata con l’indulto, e’ per avere diffamato il magistrato Mario Almerighi, che depose a Palermo al processo per mafia ad Andreotti.”Almerighi ha detto infamie…” sostenne tra l’altro Andreotti accusandolo inoltre di essere ”un falso testimone”. Parole ritenute da Almerighi gravemente lesive del suo onore.

21 gennaio 2009 at 20:41 Lascia un commento

I mafiosi italiani sono estremamente religiosi

I mafiosi italiani sono estremamente religiosi

Pubblicato mercoledì 14 gennaio 2009 in Grecia

Due incursioni nei nascondigli dei mafiosi sono state realizzate lunedi dalla polizia italiana ed entrambe le volte si è trovata di fronte lo stesso spettacolo: statuette della Vergine Maria, libri e altri oggetti religiosi ma dei mafiosi neanche l’ombra…

Nel primo caso, Giuseppe Setola, appartenente alla famiglia mafiosa dei Casalesi, era nascosto in una casa di 50 metri quadrati a 20 km da Napoli. Non appena ha visto arrivare la polizia attraverso le telecamere che aveva installato nell’ingresso, ha spostato il letto, ha aperto una botola ed è fuggito insieme alla sua guardia del corpo attraverso la rete delle fognature. I poliziotti lo hanno inseguito senza successo perché rallentati dalle serrature di sicurezza con le quali Setola aveva fatto in tempo ad assicurare la botola. Il trentottenne mafioso, che è accusato dell’esecuzione di sei immigrati clandestini ghanesi a Settembre, si è lasciato dietro la moglie e l’autobiografia di Papa Giovanni Paolo II.

Il secondo blitz da parte della polizia è avvenuto nel centro di Napoli, in una soffitta al settimo piano, che era stata trasformata in un lussuoso alloggio mafioso. Il giornale Corriere della Sera descrive gli ostacoli, le microcamere e la stanza segreta che aveva costruito il mafioso Franco Imparato nel suo sottotetto, dove infatti non arrivava l’ascensore. Imparato è accusato di aver gestito da casa sua il narcotraffico per conto del clan dei Mazzarella. Nella soffitta c’erano stanze separate dove all’occorrenza trovavano ospitalità latitanti mafiosi, ma anche un grande schermo sul quale erano trasmesse le immagini riprese dalle microcamere all’ingresso, oltre a un biliardo e a un solarium privato (nel film Gomorra, di Matteo Garrone, che parla della mafia napoletana, compare la scena del regolamento di conti tra mafiosi dentro il solarium, proprio perché l’abbronzatura artificiale è considerata una delle occupazioni preferite dai mafiosi napoletani).

Oltre a tutto questo, le mura della soffitta erano scavate con icone sacre, come se fosse una piccola grotta, nella quale si trovavano statuine della Madonna e dei santi padri della Chiesa Cattolica. “Dio è come la tua mamma, non lo abbandonare mai” era scritto su una delle pareti.

Forse alla fine la proposta del cardinale cattolico Tarcisio Bertone, ministro degli Esteri vaticano, per contrastare il cartello della criminalità organizzata messicana potrà essere applicata anche alla mafia italiana. La soluzione proposta da Bertone non è altro che la scomunica, ovvero l’interdizione dalla Sacra Comunione per tutti i trafficanti di droga.

Italia dall’Estero

19 gennaio 2009 at 23:05 Lascia un commento

Crescita made in Italy

Nell’attuale crisi economica-finanziaria globale sembra ci siano in tutto il mondo solo perdenti. Perché le persone sono persone, alcuni cercano di rappresentarsi come vincitori anche in questa situazione straordinaria. Anche Giulio Tremonti per esempio, il Ministro delle Finanze dell’Italia, la cui economia è in fase di contrazione come le altre. Contrazione è una parola che l’onorevole Tremonti considera poco. “È importante non sottovalutare l’Italia”, spiega il Ministro. Il paese è più forte di quello che sembra, in quanto il lavoro nero non viene considerato per il calcolo dei parametri economici. Sì, naturalmente, il lavoro nero! Come è ingiusto ignorare tutti i laboriosi lavoratori nella penisola italiana che frodano lo stato evadendo tasse e contributi. Se si includessero tutti questi nel calcolo probabilmente l’Italia sarebbe la prima potenza economica al mondo, o no, onorevole Tremonti?

In generale è chiaro che la posizione dell’Italia in Europa come tigre economica si puo’ veramente apprezzare solo quando tutti gli specifici punti di forza di questa economia vengono considerati nelle statistiche. A quanto ammonta ad esempio l’enorme giro di denaro della mafia nel business della droga, dei rifiuti tossici e dell’estorsione? Di quanto farebbero lievitare questi business il prodotto interno lordo, se gli incompetenti funzionari statistici a Roma non li nascondessero con vergogna? Anche in qualsiasi confronto con le piu’ grosse imprese a livello mondiale, i margini di profitto della mafia garantirebbero all’Italia una posizione di vertice, se finalmente questi fossero riconosciuti ufficialmente.

Il mondo sa troppo poco dell’importanza dell’economia italiana. C’è molto da fare a Roma, e Giulio Tremonti è l’uomo giusto per questo. Da acrobata dei conti di Silvio Berlusconi, Tremonti ha sempre barato con i numeri tanto da meritarsi da alcuni l’appellativo di “Tre conti”.

Fonte: Italia dall’Estero (Süddeutsche Zeitung)

16 gennaio 2009 at 14:26 Lascia un commento


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