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Benzina, gli italiani pagano di più: sovrapprezzi fino a 13 centesimi al litro – Adnkronos Economia

(Adnkronos)

Roma, 1 apr. (Adnkronos/Ign) – Come mai, in Italia, ”persiste uno scarto di 5-6 centesimi rispetto alla media dei prezzi della benzina in Europa?’‘. A porre il quesito sono Adusbef e Federconsumatori. Le associazioni indicano in una nota che secondo i calcoli dell’Osservatorio economico della Federconsumatori, ”tenendo conto anche delle variazioni nel rapporto tra euro e dollaro 2008-2009, il costo della benzina dovrebbe essere di 1,09 euro al litro, di cui 35 centesimi per il prezzo industriale, 56 centesimi di accisa e 18 centesimi di Iva”.

”La realtà con la quale fanno i conti gli automobilisti, almeno per il momento, è però ben diversa: i prezzi rilevati sul territorio, infatti, si aggirano attorno a 1,20 – 1,22 euro al litro”, ricordano le associazioni di consumatori. ”Il sovrapprezzo attuale, quindi – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – raggiunge gli 11-13 centesimi al litro, pari a un maggior esborso annuo, da parte degli automobilisti che effettuano in media due pieni al mese, di 144 euro”.

Adnkronos Economia

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1 aprile 2009 at 12:36 Lascia un commento

Il tribunale europeo condanna l’Italia per la sua Golden Share in Enel, Telecom Italia e Eni

Il tribunale europeo condanna l’Italia per la sua Golden Share in Enel, Telecom Italia e Eni

Pubblicato giovedì 26 marzo 2009 in Spagna

[Expansion]

Il Tribunale di Giustizia europeo ha condannato l’Italia per le “azioni d’oro” [Golden Share, ndt] che lo Stato italiano detiene in alcune delle principali aziende del paese, tra cui Enel (che controllerà il 92% di Endesa), Telecom Italia (che ha partecipazioni in Telefonica), la petrolifera ENI e Finmeccanica.

Per il Tribunale europeo l’Italia ha violato le regole del Trattato dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei capitali e sulla libertà dell’organizzazione [establishment, ndt] delle aziende. Nel mirino del Tribunale c’è il decreto del 2004, emesso dal precedente governo di centro destra di Silvio Berlusconi, che ha inserito negli statuti delle aziende, la cosiddetta “golden share”.

Secondo il Tribunale europeo, il decreto è formulato “in modo generico e impreciso”. Per questo, secondo i giudici, esiste un pregiudizio per gli investitori che non sanno quando saranno applicate le concessioni delle “azioni dorate” [Golden Share, ndt] cosicché i criteri fissati “non sono fondati su condizioni oggettive e controllabili”.

È incompatibile con il diritto comunitario anche l’affermazione secondo la quale “il potere di veto debba essere esercitato solo in conformità con il diritto comunitario e la circostanza che il suo esercizio possa essere sottoposto al controllo del giudice nazionale”.

Tra i poteri speciali che la “golden share” riserva allo Stato italiano, c’è la possibilità di opporsi all’acquisto da parte degli investitori di pacchetti azionari che rappresentano almeno il 5% dei diritti di voto, oltre alla possibilità di porre il veto alle delibere che riguardano lo scioglimento dell’azienda, le fusioni, le scissioni o le modifiche nello statuto delle compagnie.

Italia dall’Estero

28 marzo 2009 at 10:56 Lascia un commento

120mila sieropositivi in Italia, ma 60mila non lo sanno

Il logo della lotta all'Aids

L’Aids è una malattia sempre più “sommersa”. Sui 120.000 sieropositivi italiani, si stima che circa la metà non sa di esserlo: 60.000 persone che si ritengono sane e che continuano con atteggiamenti sessuali a rischio, con le prevedibili conseguenze sul piano della diffusione dell’epidemia. E’ l’allarme di Stefano Vella, Direttore Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanita’, intervenuto alla presentazione dell’HIV Summit Italia 2009, in programma domani a Roma e organizzato da un gruppo indipendente di esperti.

In Italia, ha ricordato Vella, dall’inizio dell’epidemia si sono verificati oltre 60.000 casi di Aids. Al picco di nuovi casi di malattia conclamata, rilevato nel 1995, ha fatto poi seguito una rilevante diminuzione dell’incidenza, attribuibile all’introduzione di terapie antiretrovirali combinate sempre piu’ potenti.

Negli ultimi anni, pero’, la curva epidemica e’ pressoche’ stabile. Ciò è in gran parte dovuto a di un ritardo nell’accesso alla terapia antiretrovirale. Infatti, oltre il 60% dei pazienti a cui viene posta oggi una diagnosi di Aids non ha effettuato terapia antiretrovirale prima della diagnosi stessa.

“Tale fenomeno è la conseguenza della mancata conoscenza dello stato di sieropositivita’. Infatti, se all’inizio degli anni ’90, solo una persona su 5 (circa il 20% del totale dei nuovi casi di AIDS) veniva a conoscenza del proprio stato di sieropositivita’ al momento della diagnosi di Aids o poco prima (negli ultimi 6 mesi prima della diagnosi di malattia conclamata), oggi questo avviene in piu’ di un caso su due (per la precisione, quasi nel 60% dei casi)”.

Il ritardo nell’esecuzione del test non e’ solo un fenomeno italiano, ma e’ comune a diversi Paesi europei. Quali siano le cause del ritardo diagnostico non e’ noto, ma esistono certamente dei fattori di tipo demografico, comportamentale e psico-sociale, alcuni dei quali sono stati identificati.

“Ad esempio, chi vive al sud o nelle isole ha una maggiore probabilita’ di arrivare tardi al test rispetto a chi vive al nord, mentre gli stranieri sono in assoluto coloro che hanno il rischio maggiore di arrivare tardi al test. Maggiore e’ la probabilita’ di test ritardato nei maschi e, soprattutto, nei non tossicodipendenti.

Il ritardo nell’accesso al test rappresenta un indicatore importante di quello che definiamo il fenomeno del “sommerso”. Anche se non sono disponibili stime accurate, si ritiene che le persone sieropositive in Italia siano circa 120.000.

RaiNews2

19 marzo 2009 at 10:10 Lascia un commento

Spagna, bimbo nasce per aiutare il fratellino e lo guarisce

Roma, 13 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – E’ nato per guarire il fratellino e sembra averla spuntata. Javier, il primo bebè spagnolo selezionato geneticamente, è nato lo scorso ottobre e il sangue del cordone ombelicale del piccolo è stato usato per un trapianto di midollo osseo. Obiettivo guarire il fratellino Andres, 7 anni e alle prese con la beta-talassemia. Javier è il primo bebè nato ‘su misura’ in Spagna.

La selezione pre-impianto, tecnica vietata in Italia dalla legge 40, ha consentito di farlo nascere privo del difetto genetico alla base della malattia – ereditaria – con cui è alle prese il fratellino. Che ora, grazie al trapianto, ha cominciato a produrre globuli rossi sani.

L’intervento, infatti, è stato realizzato lo scorso 23 gennaio – si legge in un articolo del quotidiano spagnolo ‘El Mundo’ – e il bimbo lo “ha superato con successo”, senza bisogno di alcun tipo di trasfusione, hanno riferito fonti dell’Hospital Virgen del Rocio di Siviglia, dove è stato eseguito l’intervento. Andres ha lasciato l’ospedale il 18 febbraio e deve sottoporsi a controlli settimanali.

Adnkronos Esteri

15 marzo 2009 at 13:21 Lascia un commento

Scajola in Iraq, ENI in pole position per il petrolio di Nassiriya

A Nassiriya campo da 4,4 miliardi di barili

A Nassiriya campo da 4,4 miliardi di barili

L’Eni è in pole position per aggiudicarsi il contratto relativo allo sfruttamento del giacimento petrolifero di Nassiriya. Un campo petrolifero che, secondo le stime del ministero del petrolio iracheno, vanta riserve per circa 4,4 miliardi di barili, con un potenziale di produzione di almeno 300.000 barili al giorno. Una stima, quest’ultima, nettamente al di sotto della valutazione dell’amministratore delegato del gruppo petrolifero italiano, Paolo Scaroni, secondo il quale potrebbe raggiungere il milione di barili.

La conferma indiretta del prossimo buon esito della gara è venuta dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, partito oggi per Bagdad. Scajola, in un’intervista al Giornale ha preannunciato che durante la sua permanenza in Iraq firmerà “un accordo che ci permetterà di avere in Italia un’altissima percentuale del petrolio estratto” in quel Paese. Un’intesa a livello governativo che potrebbe preludere alla prossima sigla del contratto anche da parte dell’Eni.

La scorsa settimana il ministero iracheno del petrolio aveva annunciato che il governo avrebbe finito di esaminare le offerte presentate dalle compagnie entro febbraio, per decidere a marzo a chi assegnare il contratto. In corsa per il giacimento di Nassiriya, nel sud dell’Iraq, nella provincia di Dhi Qar, sono solo tre compagnie petrolifere. Oltre all’ENI ci sono la giapponese Nippon Oil, e la spagnola Repsol. Si tratta di uno dei molti giacimenti iracheni già scoperti ma non ancora sfruttati.

L’amministratore delegato Paolo Scaroni, ospite di “Domenica in”, ha ribadito di nutrire “l’ambizione che l’Eni sara’ la prima compagnia internazionale che sbarca” in Iraq. “Mi auguro – ha detto – che questo avvenga nei prossimi mesi. La nuova frontiera che vogliamoaprire e’ l’Iraq. Un po’ la nuova mecca del petrolio”.

Il ministro ricorda che “siamo il secondo importatore di petrolio iracheno dopo gli Stati Uniti e le nostre imprese hanno gia’ siglato contratti nel settore delle perforazioni petrolifere, delle infrastrutture e della fornitura di trattori e altri grandi veicoli per un miliardo di cui quelli già esecutivi valgono 600 milioni”. L’Iraq, spiega ancora Scajola, “è il nostro terzo fornitore con una quota del 10-15%”.

“L’obiettivo è aumentare la partecipazione italiana alla ricostruzione dell’Iraq”, aggiunge dalle pagine del Corriere della Sera il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, spiega in un’intervista al Corriere della Sera, il motivo della sua visita odierna a Bagdad. Scajola sottolinea come in seguito alle recenti elezioni amministrative il Paese stia procedendo “verso la normalita’”. “Confidiamo di essere sempre piu’ coinvolti in grandi progetti – aggiunge – come il porto di Al Faw, da 4 miliardi di dollari, di cui alcune imprese italiane hanno già realizzato una parte della progettazione”.

RaiNews24

2 marzo 2009 at 11:07 Lascia un commento

GERMANIA:PURI PURINI, OSSESSIVA OSTILITA’ PER BERLUSCONI

(AGI) – Berlino, 27 set. – Alcuni organi di stampa tedeschi manifestano una ossessiva ostilita’ nei confronti di Silvio Berlusconi, che sminuisce anche le realizzazioni compiute dall’Italia. Lo scrive oggi in una lettera pubblicata sulla progressista ‘Sueddeutsche Zeitung’, il maggiore quotidiano tedesco, l’ambasciatore italiano Antonio Puri Purini, in risposta ad un servizio scritto dal giornalista Alexander Stille e pubblicato la settimana scorsa sul magazine del quotidiano di Monaco di Baviera. Accanto ad uno stivale da donna di pelle marrone, contornato da un’ambientazione autunnale fatta di foglie appassite e cadenti, due delle quali scelte per raffigurare la Sicilia e la Sardegna, la ‘SZ’ aveva posto come titolo “Der Stinkstiefel”, lo stivale puzzolente. Sulla sua copertina il giornale aveva cosi’ sintetizzato l’articolo di Stille: “Attualmente in Italia va tutto storto. Che e’ successo al nostro Paese piu’ amato?”. Il catenaccio dell’articolo, intitolato “Paese sott’acqua”, formulava invece questo giudizio: “Lo Stato e’ a terra, la politica e’ corrotta e l’economia agonizza. L’unico che avrebbe il potere di cambiare qualcosa e’ il capo del governo, ma ad interessarlo e’ solo il suo denaro. Italia, cosa sei diventata?”. Nella sua risposta, pubblicata dalla ‘SZ’ sotto il titolo “L’Italia non se lo e’ meritato”, Puri Purini scrive che “lo Stivale, di cui ho visto una raffigurazione provocatoria di cattivo gusto, si e’ fatto valere in tutto il mondo e anche in Germania”. “A me pare – prosegue l’ambasciatore – che alla base di questa occasionale rabbia nei confronti dell’Italia ci sia un’ossessiva ostilita’ nei riguardi di Berlusconi. Gli italiani non vivono sotto una cappa di piombo, ma in un Paese europeo dinamico e vitale”. Dopo aver elencato le realizzazioni compiute dall’attuale governo, dall’eliminazione dell’emergenza rifiuti a Napoli all’inaugurazione del passante di Mestre, “che facilita tanto gli scambi tra la Germania ed il Veneto”, Puri Purini conclude con queste parole: “Siamo un Paese solare, lavoratore, dinamico, aperto e comunicativo. Non meritiamo che lo Stivale venga descritto in maniera sminuente”.

AGI News On

28 febbraio 2009 at 11:12 Lascia un commento

Menu religioso nelle scuole di Roma fino a Pasqua

La decisione è stata presa da Laura Marsilio, assessore al comune di Roma per le politiche educative e scolastiche.

L’ordine di non servire la carne agli studenti fino alla fine della Quaresima cattolica è arrivato alle scuole elementari e medie di Roma via fax con la firma dell’assessore comunale Laura Marsilio, responsabile alle politiche educative.

Il divieto non riguarda la dieta quotidiana degli studenti, ma si applica solo il venerdì proprio come imposto dalla tradizione cristiana in vista della Pasqua che quest’anno, per i cattolici, cade il 12 aprile.

Molti dirigenti delle scuole pubbliche, finanziate con i fondi del Comune della Città Eterna, si dichiarano sorpresi.

«Nel corso della mia carriera, non avevo mai ricevuto un simile ordine. Per la prima volta vedo che viene pianificata l’alimentazione dei bambini secondo gli insegnamenti della Chiesa cattolica romana, piuttosto che in base alle loro esigenze» riferisce Bruno Perziani, direttore dell’istituto comprensivo «Visconti».

Come sottolinea il quotidiano “La Repubblica”, la decisione dell’assessore non ha tenuto conto delle indicazioni dalla conferenza episcopale italiana, che avrebbero potuto risolvere il problema prima che si verificasse.

I vescovi cattolici hanno chiarito in una circolare che i bambini fino a 14 anni, gli anziani e gli ammalati sono esentati dal rispetto della «dieta religiosa». Alcuni commentatori sottolineano che ora bisognerebbe probabilmente prendere iniziative analoghe anche per gli studenti musulmani ed ebrei che studiano nelle scuole italiane.

L’assessore comunale che ha ideato questa «riforma nutrizionale» difende tuttavia la propria decisione.

«Abbiamo cambiato solo l’ordine in cui i piatti vengono proposti. Abbiamo mostrato un po’ di sensibilità, in quanto il 90% delle famiglie sono cattoliche» dice Laura Marsilio. «I bambini, comunque, non mangiavano neanche prima la carne tutti i giorni. Solo che ora, fino a Pasqua, saranno servite uova e pesce il Venerdì».

L’opposizione di centrosinistra però la considera una «iniziativa pericolosa che rischia di creare ancora più problemi per l’integrazione degli studenti stranieri e di altre fedi religiose, in un momento in cui le tensioni sono in continuo aumento».

Nel frattempo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno si sta preparando per ospitare il Papa Benedetto XVI al palazzo comunale il 3 marzo. Forse, conclude la Repubblica, non è una casualità che questa scelta gastronomica sia stata presentata proprio pochi giorni prima di questa importante visita…

Italia dall’Estero

28 febbraio 2009 at 11:01 Lascia un commento

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