Posts tagged ‘italia dei valori’

De Magistris, alle europee con di Pietro “Non mi lasciarono fare il pm”

De Magistris, alle europee con di Pietro "Non mi lasciarono fare il pm"

ROMA – L’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris sceglie la politica: “correrà” alle europee per l’Italia dei Valori di Di Pietro, come lui, ex magistrato. “Scelgo la politica perchè non mi hanno lasciato fare il pm”. Il via libera alla candidatura potrebbe arrivare a stretto giro di posta dal Csm: un primo sì alla concessione dell’aspettativa è stato già concesso.

Amaro lo sfogo di De Magistris: “Sono stato in qualche modo ostacolato nella mia attività di magistrato che non posso più esercitare da alcuni mesi, ma quello che ancora mi inquieta di più, in questo momento storico, è l’attività di delegittimazione di ostacolo e di attacco nei miei confronti, della mia professione, e di tutti coloro che hanno cercato in questi anni di accertare i fatti”. Sul blog di Antonio Di Pietro, De Magistris spiega che cercherà di portare la sua esperienza personale, la sua passione civile e il suo amore per la giustizia “in quella che è la realtà principale in cui si possono modificare le cose, i fatti e anche la storia di un Paese. Il mio – conclude de Magistris – è l’impegno della società civile che entra in politica e che, quindi, vuole fare qualcosa di concreto. Un progetto che vorrà mettere le prime fondamenta, le prime basi nelle elezioni europee, ma che di certo punta ad una nuova politica in Italia”.

Titolare delle indagini Why not, Poseidone e Toghe lucane in cui inquisì uomini politici, imprenditori e magistrati, De Magistris svolge ora il ruolo di magistrato giudicante presso il Tribunale di Napoli dopo il trasferimento da Catanzaro per “incompatibilità” ordinato al termine di un’indaginie interna dal Csm. Un provvedimento che l’ex pm giudicò ingiusto e giustificato solo dalla volontà di allontanarlo da inchieste pericolose per il “potere”. Ne parlò anche con i suoi colleghi di Napoli che avviarono un’indagine sulla Procura di Catanzaro a sua volta mobilitata a scoprire la legittimità dei provvedimenti della giustizia partenopea. Una guerra tra procure che si concluse con la sospensione del procuratore di Salerno Luigi Apicella, e il trasferimento d’ufficio di quattro toghe di Catanzaro e Salerno.

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17 marzo 2009 at 20:33 Lascia un commento

Offese a Napolitano, denunciato Di Pietro: ”Accetto la sfida”

Antonio Di Pietro (Adnkronos)

Roma, 31 gen. (Adnkronos/Ign) – L’Unione delle camere penali italiane ha depositato oggi presso la Procura della Repubblica di Roma una denuncia contro il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro ipotizzando l’accusa di offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica. La denuncia, che fa riferimento a quanto accaduto durante la recente manifestazione di piazza a Roma, è stata firmata dal presidente delle Camere penali Oreste Dominioni e dal vicepresidente Renato Borzone.

“Secondo quanto ha riferito la stampa – si legge nella denuncia – il parlamentare ha affermato nel corso di una nota e recente manifestazione di piazza ‘vogliono farci ancora una volta lo scherzetto di piazza Navona. Ma in una civile piazza c’è il diritto di manifestare, presidente Napolitano, possiamo permetterci di accogliere in questa piazza chi non è d’accordo con alcuni suoi silenzi. A lei che dovrebbe essere arbitro, possiamo dire che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo'”.

Secondo i denuncianti “la vistosità della portata offensiva e delegittimante l’altissima funzione istituzionale esercitata dalla suprema carica dello Stato repubblicano di tali affermazioni ha determinato unanimi comportamenti di ferma indignazione. Tra questi l’opinione di un ex presidente della Repubblica che vi ha riscontrato un palese carattere di reato”.

Secondo la denuncia “accusando il presidente della Repubblica di comportamenti non imparziali e omissivi assimilati a quelli di natura omertosa propri della mafia, l’onorevole Di Pietro ha oscurato la limpidezza morale e il credito di cui devono essere necessariamente circondate le attribuzioni al capo dello Stato, delegittimandolo nella persona e nella istituzione che rappresenta. L’attacco al capo dello Stato si rivela palesemente strumentale a sostenere la presa di posizione dell’onorevole Di Pietro sui temi della riforma generale della giustizia”.

Accetto ben volentieri la sfida” di Dominioni, ”persona che rispetto e stimo sia sul piano personale che sul piano professionale” ha replicato Di Pietro. ”Sono certo – assicura il leader di Idv – che vincerò la causa per tre buone ragioni: la prima perché non ho mai accusato il capo dello Stato di essere mafioso né l’ho mai pensato (la registrazione integrale del mio intervento ne sarà la prova); la seconda perché nell’aver rispettosamente sostenuto che, a mio avviso, il capo dello Stato non sempre si sarebbe dimostrato imparziale, ho esercitato un legittimo diritto di critica che la Carta costituzionale garantisce a tutti i cittadini nei confronti di ogni autorità”.

E ”la terza perché, a prova del predetto diritto di critica (di ben più ampio spessore) porterò in tribunale una copiosa rassegna stampa riguardante numerosi casi di critica nei confronti di altri presidenti della Repubblica (Cossiga e Ciampi), senza che nessuno abbia sollevato tale e tanto clamore come quello scatenatosi nei miei confronti solo perché non sono allineato al sistema e non mi rassegno ad abbassare la testa. Una cosa, da subito, posso assicurare all’amico Oreste Dominioni che non chiederò, in alcun modo, che mi sia riservata l’insindacabilità delle dichiarazioni rese come parlamentare. Se qualcuno vuole il processo è bene che ci sia perché i principi costituzionali, come la libertà di pensiero e di espressione – conclude Di Pietro – vengano riaffermati”.

A intervenire in merito alla denuncia dell’Unione camere penali è stato anche l’Ufficio di presidenza dell’Italia dei Valori. “Deploriamo la strumentalità dell’iniziativa dell’avvocato Oreste Dominioni, presidente dell’Unione camere penali, nonché avvocato difensore della famiglia Berlusconi – affermano Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Felice Belisario, Carlo Costantini e Silvana Mura, componenti dell’Ufficio di presidenza – Contestiamo il tentativo di configurare come vilipendio e come oltraggio al capo dello Stato le parole pronunciate da Antonio Di Pietro in piazza Farnese. Rivendichiamo il diritto di manifestare le nostre opinioni, di esprimere critiche e di essere opposizione intransigente a difesa della legalità costituzionale, del ruolo del Parlamento, dell’indipendenza della magistratura e a difesa della libertà di informazione”.

Adnkronos Politica

31 gennaio 2009 at 23:51 Lascia un commento

Calabria: giunta regionale querela Di Pietro

Catanzaro, 29 gen. (Adnkronos) – La Giunta regionale della Calabria ha deciso di inviare le dichiarazioni dell’on. Antonio Di Pietro, secondo cui ”9 miliardi di finanziamenti europei scompaiono nel nulla ogni anno in Calabria”, al dirigente dell’Avvocatura regionale con il mandato di valutare la situazione e denunciare in sede penale il parlamentare di Idv. Lo rende noto un comunicato. Secondo il giudizio unanime della Giunta regionale, presieduta da Agazio Loiero, riunita questa mattina per richiedere al governo lo stato di emergenza per i danni del maltempo, quanto dichiarato da Di Pietro ”non solo e’ falso, come e’ facilmente dimostrabile, ma procura un danno incalcolabile, e non solo d’immagine, alla regione”.

Adnkronos Cronaca

29 gennaio 2009 at 16:36 Lascia un commento

IDV: Schifani, offese a Napolitano sono contro parlamento e cittadini

Roma, 28 gen. – (Adnkronos) – Le offese al Presidente della Repubblica “sono offese a tutti i parlamentari e a tutti i cittadini”. Lo ha detto in aula a palazzo Madama il presidente del Senato Renato Schifani, applaudito da tutti i settori dell’assemblea, in apertura di seduta, riferendosi alle polemiche di cui e’ stato fatto oggetto il Capo dello Stato da parte di Italia dei valori. Schifani si e’ fatto interprete del “sentimento unanime” del Senato nell'”esprimere convinta solidarieta’ e profondo rispetto al Capo dello Stato, oggetto di accuse offensive e ingiuste”.

Adnkronos Politica

29 gennaio 2009 at 11:59 Lascia un commento

Di Pietro attacca Napolitano. Il Quirinale: “Espressioni offensive”

Antonio Di Pietro

Fischi sono partiti da piazza Farnese, durante la manifestazione dell’Italia dei Valori, contro il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

A causare la reazione della folla e’ stato la rimozione di uno striscione su cui era scritto: “Napolitano dorme, l’Italia insorge”. Dal palco, Antonio Di Pietro ha stigmatizzato la rimozione dello striscione e si e’ rivolto direttamente a Napolitano: “Lei dovrebbe essere l’arbitro, a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi”, ha detto.

“Noi la rispettiamo – ha assicurato il leader Idv – ma lo possiamo dire o no, rispettosamente, che non siamo d’accordo che si lasci passare il Lodo Alfano, che non siamo d’accordo nel vedere i terroristi che fanno i sapientoni mentre le vittime vengono dimenticate?”.

“Il silenzio e’ mafioso e per questo non voglio rimanere in silenzio”, ha insistito Di Pietro. E di nuovo rivolto al Presidente della Repubblica, ha aggiunto: “Dica che i mercanti devono andare fuori dal tempio, dal Parlamento e noi lo approveremo”.

Il Quirinale “espressioni offensive”
La Presidenza della Repubblica e’ totalmente estranea alla vicenda dello striscione nella manifestazione svoltasi oggi in Piazza Farnese a Roma a cui fa riferimento l’on. Di Pietro. Del tutto pretestuose sono comunque da considerare le offensive espressioni usate dallo stesso on. Di Pietro per contestare presunti “silenzi” del Capo dello Stato, le cui prese di posizione avvengono nella scrupolosa osservanza delle prerogative che la Costituzione gli attribuisce

RaiNews24

28 gennaio 2009 at 14:42 Lascia un commento

Rai: se la Vigilanza continua il suo Travaglio

se la Vigilanza continua il suo Travaglio

Roma, 26 gen (Velino) – “Né la vicepresidenza di una Camera, né un questore, e neanche la presidenza di una commissione”. L’Italia dei Valori – come va ripetendo Antonio Di Pietro – è l’unica forza parlamentare (14 senatori e 27 deputati, ndr) ad essere rimasta a mani vuote: “Esclusa da qualsiasi ruolo di rappresentanza istituzionale”. Un valido motivo – ora che i presidenti di Camera e Senato hanno azzerato la Vigilanza riportando l’orologio di San Macuto indietro di quasi otto mesi – per mettersi di traverso, non designare i propri due commissari, tenere di fatto la commissione in ostaggio e nel frattempo recapitare a Veltroni l’importo del “riscatto”. Quello tra Walter e Tonino “sarà un incontro – spiegano nell’Idv – per capire quale sia la posizione che le altre forze di opposizione intendono assumere in relazione a questa ingiustificabile e indecente ‘conventio ad excludendum’ contro di noi, che rappresenta una vera violazione dei nostri diritti politici”. Di Pietro, insomma, vuole che sia fatta giustizia per il “misfatto Orlando” e si appresterebbe a chiedere al Nazareno – ma per ora sono solo boatos – un consigliere d’amministrazione della Rai. Al centrosinistra – così prescrive la Gasparri – ne spettano quattro: tre li indicherà la Vigilanza e il quarto – destinato a fare il presidente di garanzia – lo designerà invece l’azionista. Sottostando al ri(s)catto, il Pd avrebbe in quota un presidente (Claudio Petruccioli o Pietro Calabrese) e un altro consigliere (Nino Rizzo Nervo, lo stesso Calabrese o Gianni Borgna); un altro amministratore spetterebbe all’Udc (Erminia Mazzoni o Rodolfo De Laurentiis); e l’ultimo andrebbe a Di Pietro (la candidatura di Marco Travaglio, però, appare una provocazione).

Se la spartizione Rai è digeribile presto lo farà capire Veltroni, a patto che Walter l’incontro lo voglia fare davvero. Se l’Idv è rimasta fuori da tutto, infatti, non è certo colpa sua. Perché Di Pietro presenta il conto solo a lui? La partita dovrà comunque chiudersi a breve. Gianfranco Fini e Renato Schifani – invitati dall’Idv a “prudenza e saggezza per non aggiungere altri strappi” – “attendono fiduciosi” la designazione ma hanno molta fretta: la Vigilanza ha davvero bisogno di cominciare a lavorare; e il regolamento parlamentare consente loro di convocare la commissione indicando per conto dell’Idv i due commissari. Massimo Donadi o Leoluca Orlando per la Camera, per esempio, e Felice Belisario o Francesco (Pancho) Pardi per il Senato. Anche di fronte alle loro dimissioni, la Vigilanza potrebbe insediarsi. D’altronde – Villari ce lo ha insegnato – ci sono urgenze che non possono più aspettare, e soprattutto c’è un consiglio d’amministrazione della Rai – come dicevamo – giunto all’ottavo mese di prorogatio. Il 29 gennaio l’assemblea di soci Rai tornerà a riunirsi per l’ennesima volta nel tentativo di nominare il nuovo board. Forse sarà l’ultimo rinvio…

il VELINO

27 gennaio 2009 at 18:43 Lascia un commento

Europee: Camilleri lancia partito dei senza partito

(AGI) – Roma, 27 gen. – Una lista della societa’ civile affiancata all’Italia dei valori per le prossime elezioni europee. La propone lo scrittore Andrea Camilleri, attraverso la costruzione di una lista con due simboli, che realizzi una alleanza tra i “cittadini senza partito” e l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro. La proposta viene avanzata in una tavola rotonda che verra’ pubblicata sul prossimo numero di MicroMega, a cui hanno partecipato Andrea Camilleri, Antonio Di Pietro e Paolo Flores d’Arcais. Per il padre del commissario Montalbano: “Bisogna stringere una alleanza tra persone che non hanno ‘le carte macchiate’ e cioe’ che siano oneste, con la fedina penale pulita, che non abbiano mai fatto politica e si decidano a farla in questa situazione d’emergenza. Il centro-sinistra, cosi’ come e’ organizzato, e’ minimamente in grado di fare una seria opposizione e Di Pietro rappresenta l’unica vera opposizione. Allora cosa bisogna fare per evitare un disastro? Ove non si voglia frazionare ulteriormente l’opposizione, ci vuole una lista che, pur rappresentando i senza partito, sia in qualche modo legata a un partito gia’ esistente, il piu’ vicino agli ideali, e non agli interessi, di coloro che compongono la ‘lista dei senza partito'”. Di Pietro si dice disponibile ad aprire le proprie liste a esponenti della societa’ civile “fino al 70-75 per cento” e a valutare anche la possibilita’ di modificare il proprio simbolo, a condizione di non cederne la titolarita’ a terzi. Secondo Camilleri, “il milione di firme raccolto da Di Pietro contro il lodo Alfano, dimostra che un’opposizione diffusa e latente c’e’ gia’. Per ora la cosa migliore da fare e’ quella di continuare a confrontarsi senza perdere di vista l’obiettivo. Non si puo’ essere pessimisti, altrimenti e’ meglio giocare alla roulette russa”.

AGI News

27 gennaio 2009 at 13:05 Lascia un commento


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