Posts tagged ‘governo’

Il ministro Alfano: “Il governo vuole intervenire su You Tube”

<b>Il ministro Alfano: "Il governo<br/>vuole intervenire su You Tube"</b>
GENOVA – Forse non si aspettava la domanda (o non era preparato per la risposta): il ministro della Giustizia Alfano ha comunque detto che il governo è intenzionato a “intervenire su You Tube”. “Appena i tecnici del governo Berlusconi troveranno il modo, arriverà una nuova legge per contrastare gli abusi sempre più frequenti su Internet. Come in You Tube ad esempio”.

Così Alfano, durante un incontro pubblico del Pdl, ha risposto a un bambino della classe 5 B della scuola elementare Brignole Sale di Albaro. Dimenticando che anche internet è già sottoposto alle leggi dello Stato.

Il bambino lo interrogava sulla possibilità di interventi specifici contro gli eccessi presenti nel web, in particolare sul più famoso sito di condivisione video, Youtube. “Il nome stesso di rete – ha detto il ministro Alfano – rimanda a una maglia difficile da controllare, ma stiamo lavorando sul tema”.

Da tempo il governo studia forme di controllo sul web. Ma i progetti di legge presentati hanno incontrato l’opposizione del mondo web. L’ultimo è quello di Gabriella Carlucci.

Repubblica.it

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21 marzo 2009 at 16:04 Lascia un commento

Ronde, il Vaticano rettifica “Rispetto per le scelte del governo”

<b>Ronde, il Vaticano rettifica<br/>"Rispetto per le scelte del governo"</b> ROMA – Quando la Santa Sede ”intende esprimersi autorevolmente”, lo fa usando ”mezzi propri e modi consoni”, come ”comunicati, note e dichiarazioni”; ”ogni altro pronunciamento non ha lo stesso valore”. Lo ricorda il direttore della sala stampa padre Federico Lombardi con una dichiarazione che suona come una rettifica rispetto alla critica al decreto sulla sicurezza formulata da monsignor Agostino Marchetto. ‘Nnon di rado i mezzi di informazione attribuiscono al ‘Vaticano’, intendendo con ciò la Santa Sede, commenti e punti di vista che non possono esserle automaticamente attribuiti”, aggiunge padre Lombardi.

Il portavoce vaticano, nella sua breve dichiarazione diffusa oggi nel Bollettino della sala stampa vaticana, non cita nessun esempio. Ma è chiaro che il riferimento è al segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, monsignor Agostino Marchetto, che ieri aveva criticato con forza le ronde approvate dal governo; un’opinione che è stata automaticamente identificata come una condanna del provvedimento da parte del Vaticano.

E così padre Lombardi ricorda oggi che “la Santa Sede, nei suoi organi rappresentativi, manifesta rispetto verso le autorità civili, che nella loro legittima autonomia hanno il diritto e il dovere di provvedere al bene comune”.

Principio ribadito dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, dalle colonne dell’Osservatore Romano: “Sui provvedimenti del governo italiano in materia di sicurezza non si può entrare nel merito perché bisognerà vedere i risultati”.


Anche se, qualunque misura sia decisa, raccomanda Bagnasco, dovrà essere attuata “nel rispetto certamente della nostra tradizione di solidarietà ma anche del diritto e della legalità”, e “dobbiamo essere tutti sempre molto attenti e vigili per non perdere quei valori fondamentali della convivenza, della solidarietà, dell’umanesimo autentico che caratterizzano da sempre la nostra cultura e il nostro popolo”.

Sul fronte del governo, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi arriva una parziale rettifica sulla portata del provvedimento: quelle approvate ieri con il decreto legge “non sono ronde e non c’è bisogno che girino come ronde”.

Berlusconi aggiunge: “Sono associazioni, soprattutto ex carabinieri, poliziotti ed alpini che si costituiscono in associazione per segnalare eventuali situazioni anormali. Persone che agiscono sotto la responsabilità del prefetto e che quindi collaborano con il questore e gli organi di polizia. Non credo sia assolutamente corretto chiamarle ronde”.

Alla domanda se non ci sia il pericolo di qualche esaltato, Berlusconi risponde: “Non sono armati. Sono cittadini volonterosi che si mettono a disposizione del prefetto e del sindaco”.

Repubblica.it

22 febbraio 2009 at 11:52 Lascia un commento

CRISI: IN LETTONIA CADE GOVERNO DI CENTRODESTRA

(AGI) – Riga, 20 feb. – Crisi di governo in Lettonia: il primo ministro, Ivars Godmanis, ha rassegnato le dimissioni sciogliendo l’esecutivo di centrodestra dopo le forti tensioni politiche e sociali innescate dalla crisi economica globale.

Dopo quello islandese, il governo lettone e’ il secondo a cadere in Europa ‘vittima’ della crisi finanziaria internazionale. Il presidente, Valdis Zatlers, ha accettato le dimissioni, annunciando l’avvio delle consultazioni per formare un nuovo esecutivo. E’ tuttavia probabile che il Paese vada a nuove elezioni, come auspicato anche dal leader del partito di opposizione “Nuova era”, Krisjanis Karins. L’ex repubblica sovietica, entrata nell’Unione europea e nella Nato nel 2004, era stata costretta l’anno scorso ad accettare un prestito di salvataggio da 7,5 miliardi di euro da parte del Fondo Monetario internazionale.

AGI News

20 febbraio 2009 at 21:44 Lascia un commento

La Russa non esclude rinforzi per le elezioni in Afghanistan

Ignazio La Russa

Il Governo italiano “non esclude” di sottoporre al Parlamento un “eventuale e temporaneo” rinforzo del contigente militare in Afghanistan in vista delle
prossime elezioni presidenziali afghane del prossimo agosto. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti al termine del colloquio avuto con la speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy
Pelosi.

RaiNews24

18 febbraio 2009 at 11:17 Lascia un commento

ARABIA SAUDITA: PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA NEL GOVERNO

Riad, 14 feb. (Adnkronos) – Per la prima volta nella storia del paese, una donna e’ entrata a far parte del governo saudita: nel quadro di un’operazione di rimpasto, il re Abdullah ha infatti nominato Noor Al-Fayez viceministro per l’Educazione. Il re – ha riferito l’emittente Al-Arabiya – ha annunciato anche le nomine di un nuovo capo della Corte Suprema, di un nuovo ministro della Salute, di un nuovo ministro della Giustizia e di un nuovo ministro dell’Informazione.

Adnkronos Esteri

14 febbraio 2009 at 13:50 Lascia un commento

Facebook definisce estremo il progetto italiano di bloccare il contenuto della rete

Pubblicato giovedì 12 febbraio 2009 in USA

12 febbraio – Il piú grande sito al mondo di interazioni sociali, Facebook Inc., ha affermato di essere preoccupato per la legge proposta dall’Italia che obbligherebbe i provider di internet a bloccare l’accesso ai siti web che incitano o giustificano un comportamento criminale.

“Non abbiamo esaminato il linguaggio della proposta di legge, ma i resoconti ci preoccupano” ha affermato Debbie Frost, portavoce di Facebook, in un e-mail. La legge è “paragonabile a chiudere l’intero sistema ferroviario di un paese a causa di alcuni discutibili graffiti in una stazione feroviaria”.

La proposta di legge, che è passata in Senato la scorsa settimana, darebbe il potere al Ministero degli Interni di imporre ai provider di internet, inclusi Fastweb Spa, Telecom Italia Spa o Tiscali Spa, la rimozione del contenuto criminale entro 24 ore, pena una multa fino a 250.000 euro. I Pubblici Ministeri dovranno verificare il contenuto criminale prima che il Ministero possa agire, secondo la proposta di legge.

Il senatore italiano Giampiero D’Alia ha proposto la misura dopo che la stampa italiana, fra cui il quotidiano piu’ importante del pease, il Corriere della Sera, ha riportato che su Facebook c’era un gruppo di fans dei boss mafiosi di Corleone Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, colpevoli di dozzine di omicidi, i quali stanno scontando sentenze multiple di ergastolo.

“Prendiamo molto seriamente i contenuti che incitano alla violenza e ci impegneremo a rimuoverli in fretta” ha affermato Frost. “Per ogni tema controverso postato su Facebook ci sono letteralmente migliaia di interazioni positive che promuovono la comunicazione, il cameratismo e il commercio”.

Santificazione per un omicida

Mentre oggi un gruppo di fans – di 433 membri – che invoca la “santificazione” di Provenzano era ancora aperto, Facebook ha anche un gruppo che celebra come eroi i Pubblici Ministeri di Palermo Giovanni Falcone e Salvatore Borsellino, assassinati per ordine di Riina dopo aver incriminato con successo centinaia di mafiosi. Quel gruppo ha 396.463 fans.

Lo scopo non è quello di bloccare siti come Facebook o YouTube se presentano un contenuto criminale, secondo quanto affermato ieri da D’Alia in un’intervista. Invece la legge intenderebbe costringerli a rimuovere pagine individuali o gruppi, ha detto il senatore. Il linguaggio della proposta di legge stessa non distingue fra il blocco di alcune pagine o di interi siti web.

La legge è imperfetta perchè i provider di internet non sono in grado di eliminare elementi singoli dai siti web, secondo quanto ha affermato ieri in un’intervista Marco Pancini, Consulente per le Politiche Europee di Google Inc., che è il propietario di YouTube. Se la legge viene approvata, comporterà il blocco di piattaforme intere, ha continuato Pacini.

Mediaset, YouTube

YouTube ha la capacità di eliminare materiale potenzialmente criminale o offensivo, ha detto Pancini, aggiungendo che le leggi che regolano il contenuto criminale esistono già in Italia. Una legge di aprile 2003 afferma che i materiali devono essere rimossi immediatamente non appena un sito web viene a conoscenza di materiale illecito nel suo dominio.

Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, i cui alleati in Senato hanno approvato la legge, è il propietario di Mediaset Spa, l’ente televisivo privato piú grande d’Italia. Mediaset a luglio ha fatto causa a YouTube e a Google per aver distribuito illegalmente i contenuti televisivi privati della compagnia, richiedendo “almeno” 500 milioni di euro di danni.

Per tutto il mese scorso, ogni fine settimanaBerlusconi si è impegnato in campagna elettorale per il suo candidato, Ugo Cappellacci, contro il rivale Renato Soru nelle elezioni per la presidenza alla regione Sardegna, previste il 15 e 16 febbraio. Soru è il fondatore e il proprietario del 17.7% – per mezzo di un “blind trust” – del provider di internet Tiscali.

La legge su internet è stata inserita in un emendamento di una proposta di legge che aveva lo scopo di sconfiggere il crimine, approvata in Senato il 5 febbraio. La misura deve ancora essere approvata alla Camera dei Deputati senza essere modificata prima di diventare legge.

Italia dall’Estero

14 febbraio 2009 at 11:04 Lascia un commento

L’Islanda, l’Italia e l’esportazione dell’oscurità

Pubblicato martedì 3 febbraio 2009 in Messico

Se i paesi potessero esportare l’oscuritá, l’Islanda e l’Italia avrebbero un futuro brillante. L’Islanda è uno dei migliori esempi di come un paese possa fallire. È passata dall’essere una nazione con il reddito pro capite tra i più alti al mondo, al divenire il paradigma della catastrofe finanziaria. La sua economia funzionava come una calamita per attirare investimenti stranieri nelle banche. Il sistema finanziario è fallito: a ciascuno dei 305mila abitanti corrisponde un debito di due milioni di dollari.

Se gli islandesi sono i cittadini più indebitati al mondo, l’Italia ha il debito più alto in proporzione al PIL. Il passivo del governo italiano equivale al 106% del prodotto ovvero 1.9 miliardi di dollari. Questa cifra è 36 volte maggiore del debito estero messicano. Nel 2009, l’Italia deve pagare 200 miliardi di dollari a breve scadenza.

Una volta, cifre come queste non costituivano un problema perchè gli italiani possiedono un elevato livello di risparmio interno e fino al 2008 erano stati acquirenti certi dei buoni governativi. Ci sono segnali che le cose sono cambiate.

Le emissioni di gennaio non hanno trovato acquirenti fino a quando le autorità non hanno aumentato gli interessi in maniera sostanziale. Gli acquirenti che in un altro momento sarebbero stati sicuri, stanno optando per buoni di altri paesi, come Stati Uniti o Giappone.

“Houston: they have a problem” (in inglese nel testo originale, N.d.T.). L’emissione di titoli è la forma più facile che ha un governo di finanziarsi. Essere nella zona euro impedisce l’uso dell’emissione di moneta. Lo scoppio della crisi rende impossibile aumentare le tasse.

“L’Italia corre il rischio di convertirsi in una seconda Argentina”, ha detto lo scorso dicembre, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il settimanale tedesco Spiegel cita le dichiarazioni di Sacconi. “Se il governo non troverà acquirenti per i suoi buoni, avremo difficoltà. Non ci sará liquiditá per pagare gli stipendi ai lavoratori pubblici e le pensioni. Finiremo come l’Argentina”.

La nazione di Borges e Maradona cadde in insolvenza nel 2001. Otto anni fa gli esperti guardavano l’Argentina come un insetto raro o un paria. Adesso è un caso preso ad esempio.
Serve ad illustrare cosa succede quando un governo fallisce, perché i governi possono fallire, nonostante lo abbiamo dimenticato. L’Islanda e l’Italia sono sulla mappa per ricordarcelo.

Italia dall’Estero

7 febbraio 2009 at 00:15 Lascia un commento

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