Posts tagged ‘giulio tremonti’

Tremonti, si’ tasse su tredicesime

inistro, ‘compito del governo sono solidarieta’ e sicurezza’ (ANSA) – ROMA, 13 FEB – ‘La scelta di non tassare le tredicesime non sarebbe stata giusta come misura anticrisi e non l’abbiamo fatto’. Lo dice Tremonti. ‘Compito del governo – spiega – sono coesione sociale, solidarieta’ e sicurezza. Il governo deve concentrarsi su fondamentali etici come la solidarieta’ sociale, nella quale rientrano gli ammortizzatori sociali’. Sulla copertura economica per gli ammortizzatori, Tremonti ammette che ‘i soldi erano gia’ in bilancio, ma li abbiamo focalizzati diversamente’.

ANSA.it

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14 febbraio 2009 at 10:59 Lascia un commento

Berlusconi : la crisi mi preoccupa, 8 mld per gli ammortizzatori ma non usiamoli tutti

Berlusconi in conferenza stampa

Grazie all’accordo con le Regioni sugli amortizzatori sociali “siamo arrivati alla bella somma di 8 miliardi di euro”. Lo dice il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. Con le Regioni, aggiunge il premier, è stato trovato l’accordo per l’attivazione del Fondo per le aree sottoutilizzate, il Fondo Fas.

Berlusconi ha detto che il governo sta lottando in Europa sul fronte delle risorse per l’agricoltura per avere ritorno di somme importanti da investire nelle infrastrutture.”ci
auguriamo – ha aggiunto berlusconi – che non si debba arrivare ad avere bisogno di questa somma, ma siamo in una crisi che siamo convinti dipenda molto dai nostri
comportamenti, ma e’ una crisi globale di cui realisticamente abbiamo sempre preso atto e prendiamo atto ancora”.

Quanto al G7 finanziario che si apre oggi a Roma, Berlusconi dice che “Il tema piu’ importante sul tavolo dei ministri economici dei 7 paesi più industrializzati e’
quello delle regole da introdurre nei mercati finanziari in collaborazione tra tutti i paesi. Ma ci saranno anche i temi della crisi economica. Berlusconi ha aggiunto: “in bocca al lupo a Tremonti”.

RaiNews24

13 febbraio 2009 at 12:12 Lascia un commento

Dal 2010 pensioni più basse – Subito modifica dei coefficienti

Dal 2010 pensioni più basse Subito modifica dei coefficienti

ROMA – “Sui coefficienti per il calcolo delle pensioni andremo dritti, senza la solita melina sindacale”. È questa la linea del governo, come spiegano tutti i ministri interessati. Avanti, senza negoziati estenuanti, per far scattare automaticamente dal primo gennaio del 2010 i nuovi parametri per definire la pensione in base alle aspettative di vita: prima lasci il lavoro, meno prendi. Il taglio dell’assegno pensionistico, a seconda dei casi, varierà dal 6 all’8 per cento. Una riduzione che si potrà contenere solo lavorando più a lungo. Tutto già definito dalla riforma Dini del ’95 e poi dalla Damiano (quella che ha trasformato il famigerato “scalone” di Maroni in un po’ di scalini insieme alle quote dell’età anagrafica) e che, tuttavia, non escludevano un confronto con i sindacati. Anzi.

Nel 2009 non è previsto che si apra, in senso stretto, il cantiere previdenza, a parte la questione relativa all’innalzamento graduale e volontario dell’età delle donne, come impone una sentenza della Corte di Giustizia europea. In ogni caso, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dalle nevi di Davos ha gettato il sasso nello stagno, pronunciano la parola proibita: pensioni. “Anche se – dicevano ieri gli uomini del governo – le pensioni sono un tema immanente”. Insomma ci sono sempre, anche quando non se ne parla, perché la voce previdenza assorbe quasi i due terzi della nostra spesa sociale, il 14-15 per cento di tutto il Pil e non è certo che sia del tutto stabilizzata la dinamica della spesa dato il processo di invecchiamento della popolazione. Comunque sono tante risorse che lasciano quasi a secco gli altri capitoli dello stato sociale, dagli ammortizzatori sociali all’assistenza. D’altra parte la strategia del governo è stata già delineata nel Libro Verde del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ma, quando è stata scritta, guardava a uno scenario non recessivo e lungo almeno quanto l’intera legislatura: cambiare il welfare state ispirandosi alla cosiddetta “flexsecurity”, tutelando il lavoratore e non il posto di lavoro, spostando le risorse dalle pensioni alle altre voci dello stato sociale.

Operazione complessa e strutturale – come, appunto, ha detto Tremonti – ma che difficilmente potrà realizzarsi in piena recessione globale. Non perché proprio la crisi non possa rappresentare una spinta a realizzare le riforme, piuttosto perché un intervento sulle pensioni (a parte quello sui coefficienti) potrebbe trasformarsi in un boomerang. E il governo potrebbe ritrovarsi con un’arma in meno per fronteggiare la crisi che sta travolgendo il sistema industriale e che presto potrebbe far esplodere il numero dei lavoratori in esubero. Quelli da licenziare o, appunto, da pensionare quando si può. Eppure al ministero del Lavoro e a quello dell’Economia, i tecnici, durante la preparazione dei primi e parziali provvedimenti anti-crisi, hanno aperto anche il dossier previdenza. Seguendo un percorso già “battuto”(si è cominciato con la riforma Amato del ’92) e anche l’unico che può dare, in caso di emergenza finanziaria, risparmi consistenti: quello della chiusura delle cosiddette “finestre” che permettono, quattro volte l’anno, di andare in pensione di anzianità, cioè prima di avere maturato i requisiti per l’accesso alla quiescenza per vecchiaia. Dietro le quinte, gli sherpa hanno ripreso a fare i conti, stimando che da un dimezzamento delle “finestre” (da quattro a due) si potrebbero ricavare intorno ai due miliardi l’anno. Cento, centodiecimila lavoratori ogni anno verrebbero trattenuti al lavoro ancora per sei mesi. Un meccanismo per innalzare di fatto l’età di uscita, ma non la riforma strutturale che invece aveva proposto il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, con uno scambio sempre all’interno del sistema di welfare: alzare l’età per aumentare le risorse a favore degli ammortizzatori sociali.
L’intervento sulle pensioni di anzianità è rimasto per ora solo un esercizio tecnico. Il governo l’ha rimesso nel cassetto, ma non si sa mai. Per ora non ci sarà nemmeno la riforma degli ammortizzatori sociali. Gli otto miliardi per il biennio 2009-2010 (se si troverà l’accordo con le Regioni) finanzieranno l’estensione della cassa integrazione in deroga, cioè a favore di chi (a cominciare dai lavoratori precari) non ha diritto ad alcun sostegno al reddito una volta perso il lavoro. Un intervento decisamente congiunturale, legato alla crisi e quindi alla possibilità di utilizzare i fondi europei per fini diversi da quelli previsti dalla stessa normativa dell’unione.

Repubblica.it

30 gennaio 2009 at 10:16 Lascia un commento

Poste Italiane risparmi per 400 milioni a rischio

Ufficio postale

L’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) chiede al ministro dell’Economia Giulio Tremonti di intervenire sulle perdite che i risparmiatori rischiano di accollarsi per aver comprato da Poste italiane polizze index linked con sottostante cdo sintetici. Vai al sito.

Secondo l’associazione dei consumatori le Poste hanno piazzato prodotti che alla scadenza rischiano di bruciare “400 milioni di risparmi di 70 mila investitori”.

I prodotti cui l’Aduc fa riferimento sono quattro: Classe 3A Valore Reale, collocata dal 07/01/2002 al 09/02/2002; Ideale, collocata dal 18/03/2002 al 20/04/2002; Raddoppio, collocata dal 03/06/2002 al 10/07/2002; Raddoppio Premium, collocata dal 12/08/2002 al 21/09/2002; Index Cup, collocata dal 21/10/2002 al 16/11/2002.

“Già pochi mesi dopo il collocamento di questi titoli tripla A ad oltre 70 mila risparmiatori (secondo fonti interne delle Poste) iniziavano in primi problemi con il fallimento della WorldCom. Iniziavano i primi declassamenti, ma i risparmiatori non venivano informati. Il tracollo della situazione finanziaria ha fatto il resto”, si legge nella nota.

“Il titolo ‘Classe 3A Valore Reale’ adesso vale circa la metà ed il titolo Ideale un terzo del valore iniziale. Tra poco questi titoli (che avevano una scadenza di 10 anni) andranno in scadenza e le Poste stanno proponendo vergognose ristrutturazioni che hanno lo scopo di cercare di soffocare sul nascere l’enorme scandalo legato a questa vicenda”, continua la nota.

“Chiediamo che il ministro Tremonti intervenga immediatamente affinché le Poste si facciano totalmente carico delle perdite derivanti da questi prodotti”, conclude Aduc.

RaiNews24

29 gennaio 2009 at 21:10 Lascia un commento

Poste Italiane risparmi per 400 milioni a rischio

Ufficio postale

L’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) chiede al ministro dell’Economia Giulio Tremonti di intervenire sulle perdite che i risparmiatori rischiano di accollarsi per aver comprato da Poste italiane polizze index linked con sottostante cdo sintetici. Vai al sito.

Secondo l’associazione dei consumatori le Poste hanno piazzato prodotti che alla scadenza rischiano di bruciare “400 milioni di risparmi di 70 mila investitori”.

I prodotti cui l’Aduc fa riferimento sono quattro: Classe 3A Valore Reale, collocata dal 07/01/2002 al 09/02/2002; Ideale, collocata dal 18/03/2002 al 20/04/2002; Raddoppio, collocata dal 03/06/2002 al 10/07/2002; Raddoppio Premium, collocata dal 12/08/2002 al 21/09/2002; Index Cup, collocata dal 21/10/2002 al 16/11/2002.

“Già pochi mesi dopo il collocamento di questi titoli tripla A ad oltre 70 mila risparmiatori (secondo fonti interne delle Poste) iniziavano in primi problemi con il fallimento della WorldCom. Iniziavano i primi declassamenti, ma i risparmiatori non venivano informati. Il tracollo della situazione finanziaria ha fatto il resto”, si legge nella nota.

“Il titolo ‘Classe 3A Valore Reale’ adesso vale circa la metà ed il titolo Ideale un terzo del valore iniziale. Tra poco questi titoli (che avevano una scadenza di 10 anni) andranno in scadenza e le Poste stanno proponendo vergognose ristrutturazioni che hanno lo scopo di cercare di soffocare sul nascere l’enorme scandalo legato a questa vicenda”, continua la nota.

“Chiediamo che il ministro Tremonti intervenga immediatamente affinché le Poste si facciano totalmente carico delle perdite derivanti da questi prodotti”, conclude Aduc.

RaiNews24

29 gennaio 2009 at 20:57 Lascia un commento

Alitalia: Tremonti, prima offerta Air France per lo stato costava uguale

Milano, 18 gen. (Adnkronos) – Non e’ vero che l’offerta fatta da Air France per Alitalia ai tempi del governo Prodi sarebbe costata di meno allo Stato italiano rispetto all’operazione Cai. A dirlo e’ il ministro dell’Economia Giulio Tremonti che e’ stato intervistato oggi da Fabio Fazio per la trasmissione ‘Che tempo che fa’. “Innanzitutto l’offerta non c’e’ stata, c’e’ stata e poi e’ stata ritirata e quindi stiamo parlando di una invenzione. Sono tutte balle -ha detto Tremonti- per come era stata fatta quell’offerta ci sarebbe costata uguale”.

Adnkronos Economia

18 gennaio 2009 at 18:39 1 commento

Crescita made in Italy

Nell’attuale crisi economica-finanziaria globale sembra ci siano in tutto il mondo solo perdenti. Perché le persone sono persone, alcuni cercano di rappresentarsi come vincitori anche in questa situazione straordinaria. Anche Giulio Tremonti per esempio, il Ministro delle Finanze dell’Italia, la cui economia è in fase di contrazione come le altre. Contrazione è una parola che l’onorevole Tremonti considera poco. “È importante non sottovalutare l’Italia”, spiega il Ministro. Il paese è più forte di quello che sembra, in quanto il lavoro nero non viene considerato per il calcolo dei parametri economici. Sì, naturalmente, il lavoro nero! Come è ingiusto ignorare tutti i laboriosi lavoratori nella penisola italiana che frodano lo stato evadendo tasse e contributi. Se si includessero tutti questi nel calcolo probabilmente l’Italia sarebbe la prima potenza economica al mondo, o no, onorevole Tremonti?

In generale è chiaro che la posizione dell’Italia in Europa come tigre economica si puo’ veramente apprezzare solo quando tutti gli specifici punti di forza di questa economia vengono considerati nelle statistiche. A quanto ammonta ad esempio l’enorme giro di denaro della mafia nel business della droga, dei rifiuti tossici e dell’estorsione? Di quanto farebbero lievitare questi business il prodotto interno lordo, se gli incompetenti funzionari statistici a Roma non li nascondessero con vergogna? Anche in qualsiasi confronto con le piu’ grosse imprese a livello mondiale, i margini di profitto della mafia garantirebbero all’Italia una posizione di vertice, se finalmente questi fossero riconosciuti ufficialmente.

Il mondo sa troppo poco dell’importanza dell’economia italiana. C’è molto da fare a Roma, e Giulio Tremonti è l’uomo giusto per questo. Da acrobata dei conti di Silvio Berlusconi, Tremonti ha sempre barato con i numeri tanto da meritarsi da alcuni l’appellativo di “Tre conti”.

Fonte: Italia dall’Estero (Süddeutsche Zeitung)

16 gennaio 2009 at 14:26 Lascia un commento


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