Posts tagged ‘fiat’

La FIAT investe milioni in Polonia

Pubblicato venerdì 6 marzo 2009 in Polonia

La FIAT amplierà la fabbrica di motori di Bielsko-Biala: lo ha appreso “Rz”. L’investimento potrebbe assorbire persino 400 milioni di euro. E la produzione si avvierà già dal prossimo anno.

Dalla nuova linea di produzione verrà fuori mezzo milione di motori bicilindrici a benzina l’anno. Come ha detto a “Rz” (”Rzeczpospolita”, “Repubblica” – NDT) Alfredo Altavilla di Fiat Powertrain Technologies, società responsabile della produzione di motori del gruppo italiano, negli anni seguenti la produzione dello stabilimento aumenterà.

Il nuovo motore di Bielsko-Biala (da leggersi “Bièlsco-Biàua” – NDT) dalla cilindrata di 900 cc sarà annoverato tra quelli più moderni al mondo. I costruttori hanno applicato ad esso una variatura della fase del lavoro delle valvole, che – similmente a BMW, Honda, Toyota – sostituiscono le valvole a farfalla, grazie a cui il motore ottiene il 10% in più di potenza a fronte del 10% di emissioni in meno. Gli Italiani hanno chiamato questa tecnologia multiair. Il suo fornitore è il gruppo tedesco Schaeffler. Il motore può essere equipaggiato di un turbocompressore, grazie al quale raggiunge i 105 km.

Sarà possibile applicare i motori sia ad una piccola FIAT 500, come anche, per esempio, ad un’auto di media grandezza come la FIAT Bravo. Il direttore Altavilla aggiunge che i motori saranno venduti anche ai partner della FIAT. Attualmente motori a benzina del gruppo italiano si trovano nell’indiana TATA e nella cinese CHERY, mentre quelli diesel sono venduti, tra gli altri, alla Suzuki.

Nella fabbrica di Bielsko-Biala c’è anche FIAT GM Powertrain, joint venture tra FIAT e General Motors, che produce motori diesel da 1300 cc. Questi motori sono applicati alle auto FIAT, Opel, Suzuki. Lo scorso anno la fabbrica ha realizzato oltre 575.000 di questi motori e nell’anno record 2007 quasi 700.000 motori diesel. Lo stabilimento, costruito negli anni 2001-2003, è anche costato 400 milioni di Euro. Poiché la produzione di motori diesel diminuisce, alcuni operai di FIAT GM Powertrain verranno assunti nella nuova struttura. In questo modo il gruppo eviterà licenziamenti.

Oltre a FIAT producono motori d’auto in Polonia la Toyota a Jelcz, la Volkswagen a Polkowice e l’Isuzu a Tychy. Da questi stabilimenti partono esclusivamente motori diesel. Secondo i dati della motorizzazione polacca (PIM) nei primi undici mesi del 2008 le fabbriche di motori che si trovano in Polonia hanno esportato motori diesel per un valore di oltre 2,4 milioni di Euro; vicino al 14,6% l’esportazione auto.

Italia dall’Estero

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9 marzo 2009 at 09:49 Lascia un commento

Dalla Cina le critiche allo spot della Lancia Delta con Richard Gere

A giugno il gruppo del Lingotto rispondeva alla Repubblica popolare cinese: ”Le nostre scelte non hanno mai avuto nulla a che fare con ragioni politiche o con l’intenzione della Fiat di interferire con il sistema politico di nessun Paese”

Roma, 2 mar. (Ign) – Nessun intendimento politico nello spot che pubblicizza la nuova Lancia Delta. E’ la precisazione contenuta in una nota del Lingotto di giugno 2008, in cui si sottolineava che ”il Gruppo Fiat riafferma la propria neutralita’ in merito a qualsiasi questione politica, sia essa nazionale o internazionale”.

Lo spot in questione e’ quello in cui Richard Gere a bordo della nuova vettura si dirige da Hollywood al Tibet dove si intrattiene con alcuni piccoli monaci. ”Al Gruppo – ha riferito la nota – e’ giunta notizia che la pubblicita’ potrebbe turbare la sensibilita’ del popolo cinese. Da tempo – ha spiegato il Lingotto – la promozione e la pubblicita’ dei prodotti del Gruppo sono collegate ad eventi e personaggi che hanno dato significativi contributi artistici a livello internazionale. Queste scelte non hanno mai avuto nulla a che fare con ragioni politiche o con l’intenzione della Fiat di interferire con il sistema politico di nessun Paese, tanto meno nei confronti della Repubblica popolare cinese”.

”La scelta di Richard Gere come testimonial della Lancia Delta – proseguiva la nota – e’ stata dettata dalla sua lunga e illustre carriera artistica. Allo stesso modo, la scelta del tema da parte dello stesso Gere riflette il nostro impegno a sostegno della liberta’ di espressione artistica. Questa seclta non va intesa come un avallo del Gruppo Fiat alle opinioni sociali o politiche dell’artista. Nel caso in cui la pubblicita’ possa aver dato origine a fraintendimenti circa una consolidata posizione di neutralita’ dell’azienda – concludeva il Lingotto – il gruppo intende presentare le proprie scuse al governo della Repubblica popolare cinese e al popolo cinese”.

Adnkronos Esteri

3 marzo 2009 at 12:25 Lascia un commento

Marchionne: il patto con Chrysler? Un biglietto della lotteria

Sergio Marchionne

Per la Fiat l’alleanza con la Chrysler è come un “biglietto della lotteria”: potrebbe non valere niente se la Chrysler non si riprende. A spiegarlo è l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in un’intervista al Wall Street Journal nella quale sottolinea che il gruppo torinese non metterà soldi nell’alleanza e allo stesso tempo “non toglierà un dollaro a Chrysler”.

Come General Motors, Chrysler intanto annuncia un piano ad ampio raggio di ‘scivoli’ per favorire le uscite di dipendenti, in modo da ridurre organici e costi del lavoro, portandoli in linea a quelli delle case automobilistiche straniere presenti negli Usa.
A chi possiede i requisiti per il pensionamento Chrysler offre 50.000 dollari in contanti più un voucher da 25.000 dollari per l’acquisto di una vettura. A chi non ha i requisiti, invece, Chrysler offrirebbe – secondo quanto dichiarato da alcuni rappresentanti sindacali – 75.000 dollari cash e un voucher da 25.000 dollari.

Pur essendo un “biglietto della lotteria” Marchionne punta attraverso l’accordo a “fare soldi”. “Non voglio avere per i prossimi 5 anni un 35% di niente. L’obiettivo è portare valore agli azionisti Fiat”, ha spiegato Marchionne al Wsj, osservando come la casa torinese sta ancora analizzando le attività della Chrysler, che entro il prossimo 17 febbraio dovrà presentare alle autorità un piano con il quale dimostrare che può sopravvivere.

Marchionne ha assicurato che non porterà neanche un dollaro fuori da Chrysler fino a che il governo americano non sia interamente ripagato dell’investimento.

L’accordo fra Fiat e Chrysler – scrive il Wall Street Journal – dipende dalle concessione che la casa americana riuscirà a ottenere dai distributori, dai fornitori, dalle banche e dai sindacati: la casa di Detroit ha già avviato i negoziati con la United Auto Worker, ha informato i fornitori della necessita’ di ridurre i prezzi e, probabilmente, chiederà ai titolari di obbligazioni di effettuare un’operazione di swap debt for equity, ovvero di conversione dei titoli.

RaiNews24

3 febbraio 2009 at 11:39 Lascia un commento

Un’ancora di salvezza italiana

Un buon affare per la Fiat potrebbe non essere ancora abbastanza per salvare la Chrysler

La Fiat di Sergio Marchionne forse non sta esattamente investendo dove dovrebbe, ma Marchionne sta facendosi una reputazione di affarista consumato. Il mese scorso ha dichiarato che le prospettive immediate per l’industria automobilistica erano cosi terribili che solo i grandi produttori, con vendite di più di 5 milioni e mezzo all’anno, sarebbero rimasti nel lungo periodo – e che la Fiat, nonostante la sua recente rinascita, non vendeva nemmeno la metà. Questa settimana ha preso una grande e audace decisione intesa ad assicurare la sopravvivenza dell’azienda italiana forgiando, fra tutte le possibilità, un’alleanza strategica con Chrysler, un’azienda americana sull’orlo del fallimento.

Alla fine di dicembre Marchionne ha contattato Cerberus Capital Managment, un’azienda di gestione finanziaria che a metà del 2007, con grande disappunto aveva acquisito l’80% di azioni della Chrysler dalla Daimler. L’affare che ha proposto non sarebbe niente altro che un’ancora di salvezza. Chrysler è stata appena salvata da una bancarotta immediata con un prestito di emergenza del governo americano di quattro miliardi di dollari. Ma deve fornire prove al riguardo di un piano di ripresa plausibile entro il 17 febbraio per evitare di dover ripagare il prestito entro la fine di marzo. Solo allora potrebbe ottenere gli ulteriori tre miliardi di dollari di cui dice di aver bisogno, senza i quali l’accordo con la FIAT non andrebbe avanti. Con le vendite in dicembre in diminuzione di più del 50% rispetto all’anno precedente, quasi nessun nuovo prodotto in cantiere e un pesante verdetto dal Codacons americano sulla qualità dei suoi veicoli esistenti, Chrysler era rimasta senza alternative – fino a quando Marchionne ha chiamato.

Secondo gli accordi, che sono ancora solo un promemoria d’intesa, Fiat otterrà il 35% di partecipazione nella Chrysler in cambio dell’approvvigionamento della tecnologia a basso consumo Powertrain. Inoltre Fiat renderà disponibile a Crysler la sua piattaforma per veicoli di piccola e media taglia in modo da essere trasformati in Chrysler in nord America, e aiuterà i mercati stranieri della Chrysler, come quelli europeo e sud americano, dove la sua presenza è minima. I concessionari Fiat, per esempio, venderanno le Jeep in Brasile e in Italia. Nel lungo periodo, le due aziende collaboreranno su una piattaforma per automobili di taglia grande a trazione posteriore, in uso sia per l’Alfa Romeo che per la Chrysler. In questo momento critico, la Fiat invierà una squadra di funzionari esperti sulla ristrutturazione di un produttore di automobili in difficoltà.

Con l’aiuto della Fiat, la Chrylser potrebbe essere in grado di convincere una amministrazione scettica di avere un piano per aggiustare tre delle sue più madornali debolezze: una fiducia eccessiva in costosi furgoni e SUV, la quasi totale dipendenza dal mercato americano e una pericolosamente piccola squadra di manager.

Ciò che la Fiat ottiene in cambio, oltre alle azioni “regalate” (che attualmente hanno un valore pari a zero), è un ponte poco costoso verso l’America, un mercato che ha abbandonato più di 20 anni fa–ironicamente, prima che un precedente tentativo di allearsi con Chrysler fallisse. Una o due fabbriche della Chrysler verranno convertite per costruire la nuova e popolare Fiat 500 e due nuove Alfa, che saranno vendute nei concessionari Chrysler. Con una capacità di produzione combinata di più di 4 milioni di veicoli all’anno, la Fiat otterrà anche alcune vitali economie di scala per le sue piattaforme, il powertrain e i componenti elettrici prodotti dalla sua filiale Magneti Marelli. Comau, il braccio industriale e di automazione della Fiat, venderà alla Chrysler gli strumenti per riattrezzare le sue fabbriche.

Fiat ha poco da perdere. Se la Chrysler mette in scena una miracolosa ripresa con il suo aiuto, Marchionne avrà creato qualcosa di simile all’alleanza Renault-Nissan a quasi costo zero se non fosse per il tempo dedicatogli dai suoi manager. Con l’opzione di accrescere la sua partecipazione nelle azioni della Chrysler al 55%, l’accordo è potenzialmente trasformativo per Fiat. E se le cose non funzionano e la Chrysler finisce in bancarotta, la Fiat non avrà alcun danno finanziario ma sarà in pole position per raccogliere i vantaggi di cui ha bisogno per sviluppare la sua strategia nordamericana a prezzi stracciati.

Per quanto riguarda la Chrysler, essa ottiene qualcosa che non ha avuto per tanto tempo–un futuro che non è privo di speranza. Un ritorno ai piedi per terra però, è necessario. Come fa notare Adam Jonas della Morgan Stanley, non esiste la certezza che i clienti americani si butteranno a comprare le piccole Fiat. Jonas aggiunge: “La Chrysler ha bisogno di più che piccole automobili–ha bisogno di aiuto per la sua intera gamma di prodotti.

C’è anche la questione del tempo. È altamente improbabile che, anche con l’esemplare produzione di quelle “Chrysler-Fiat” di produzione americana, esse possano entrare sul mercato prima della fine del 2011. Fiat ha lanciato alla Chrysler un salvagente di qualche tipo, ma l’azienda americana potrebbe essere andata troppo lontano, e la tempesta potrebbe essere troppo feroce, per fare la differenza.

Italia dall’Estero.

1 febbraio 2009 at 23:38 Lascia un commento

L’Italia vuole reintrodurre gli incentivi alla rottamazione

Pubblicato mercoledì 28 gennaio 2009 in Austria

L’Italia studia aiuti per l’industria automobilistica nazionale in crisi per un valore di 300 milioni di euro. Secondo i media italiani il pacchetto di aiuti include un premio di rottamazione, facilitazioni nei finanziamenti e incentivi alla produzione di veicoli ecologici. Gli incentivi alla rottamazione, esauriti con la fine del 2008, dovrebbero essere reintrodotti e ammonterebbero, come l’ultima volta, a circa 600 euro.

Il gruppo Fiat ha espresso delusione perché gli incentivi alla rottamazione, secondo il loro punto di vista, sono troppo bassi per riuscire a sostenere davvero il settore dell’auto in questa difficile fase. Il governo tedesco garantisce un premio di 2.500 euro. La Fiat chiede inoltre che gli incentivi alla rottamazione vengano estesi anche alle auto Euro 2. Il Governo però ha dato parere negativo, perché in questo modo il 46% dei veicoli circolanti in Italia potrebbe richiederli, un’eventualità troppo onerosa per i conti pubblici.

L’amministratore di Fiat, Sergio Marchionne, è dell’idea che il sostegno al settore auto sia il modo più efficace per sostenere la congiuntura in Italia. Gli utili di Fiat si aggirerebbero attorno ai 13 miliardi di euro, di cui sette realizzati in Italia. Se si considera anche il giro d’affari dei fornitori e dei settori collegati, come quelli assicurativo e finanziario, si arriverebbe ai 30 miliardi di euro, cioè il 20% del prodotto interno lordo italiano.

Gli incentivi agli investimenti nel settore automobilistico italiano sarebbero molto importanti in una fase in cui Fiat punta con decisione ad alleanze internazionali, dicono gli esperti del settore. La casa torinese ha annunciato la settimana scorsa l’acquisto di una quota pari al 35% di Chrysler, il costruttore americano in crisi da tempo. A Torino si valuterebbe anche una possibile fusione con Peugeot-Citroen.

Italia dall’Estero

30 gennaio 2009 at 10:12 Lascia un commento

Il Governo mette sul tavolo 300 milioni: Fiat insoddisfatta, operai preoccupati

Auto, settore in crisi a livello planetario

Insoddisfazione, ai vertici della Fiat, dopo il primo incontro a Palazzo Chigi per affrontare la crisi dell’Auto: il Governo ha messo sul tavolo interventi per trecento milioni di euro, ritenuti insufficienti. L’amministratore delegato Marchionne valuta a rischio 60mila posti di lavoro.

Ieri il governo britannico ha varato un piano di sostegno per il settore da 2 miliardi e mezzo di euro: per il ministro alle attività produttive Peter Mandelson “non è un salvataggio”, ma uno stimolo per fare della Gran Bretagna “il paese leader nella costruzione di auto meno inquinanti”. Ma anche a Londra l’entità del sostegno all’industria dell’auto non convince tutti.

L’opposizione conservatrice ha immediatamente criticato il piano, definendolo insufficiente a sostenere il settore in crisi. “Mi sembra una birra piccola, in confronto a quanto era stato anticipato nel weekend. Le garanzie ai prestiti erano già state annunciate lo scorso anno”, ha commentato in aula Ken Clarke, ministro ombra dei Conservatori per le Attività produttive .

RaiNews24

28 gennaio 2009 at 08:28 Lascia un commento

Calderoli minaccia: “Rivolta di popolo se daranno altri aiuti di Stato alla Fiat”

“L’abbiamo pagata già abbastanza la Fiat per reintervenire”. Lo ha detto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, nel corso della trasmissione di Rai Tre ‘In mezz’ora’. “Al tavolo per le auto – ha spiegato – ciascuno porterà le sue richieste e le nostre posizioni verranno riferite e trasferite in sede europea”.

Calderoli ha quindi bocciato l’ipotesi di un aiuto di Stato alla Fiat. “Se così fosse ci sarebbe la rivolta del popolo – ha detto il ministro – se ancora una volta si andasse a dare degli aiuti alla Fiat. Non si possono condividere i debiti e tenersi gli utili – ha aggiunto – le aziende devono essere considerate nel loro complesso e nel loro insieme. Il governo ha aiutato le famiglie e le imprese e le automobilistiche fanno parte delle imprese. Se ci dovrà essere una considerazione non sarà certo una considerazione rispetto alla Fiat ma rispetto al mondo dell’automobile. Non è che si possa oggi più considerare una singola azienda per ogni singolo stato – ha concluso – o lo si considera a livello europeo o l’Europa non lo permetterà”.

RaiNews24

25 gennaio 2009 at 18:10 Lascia un commento

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