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Berlusconi attacca la Costituzione “E’ filosovietica, va cambiata”

Berlusconi attacca la Costituzione "E' filosovietica, va cambiata"

ROMA – Restano tesi i rapporto tra Palazzo Chigi e Quirinale dopo il durissimo scontro consumatosi ieri sul tema del possibile decreto legge sul testamento biologico. “Speravo che il Colle capisse”, è tornato alla carica Silvio Berlusconi riferendosi al rifiuto del capo dello Stato di firmare il provvedimento approvato dal governo. Ma la vicenda umana di Eluana diventa per tutta la giornata lo spunto di un attacco frontale e a tutto campo alla Carta costituzionale italiana, i cui vincoli – secondo il presidente del consiglio – limitano l’attività di governo. Con un giudizio di merito sul Carta fondamentale della Repubblica: “Filosovietica, fatta sotto l’influsso di una dittatura”.

Lo scontro sul caso Englaro. Per il premier sulla vicenda di Eluana Englaro ci sono “due culture che si confrontano: da un lato la cultura della verità e della vita, dall’altro quella della cultura dello statalismo e della morte”. “Noi – ha affermato ancora – siamo per la cultura della vita e della libertà”.

La lettera del Quirinale arrivata ieri in consiglio dei ministri, ha aggiunto, “era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge”. “A me – ha insistito – sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Tutto qui”.

L’appello di Napolitano ai cittadini. Parole molto pesanti che Berlusconi ha in un secondo momento cercato di ridimensionare (“il solito ribaltamento della realtà”, lo ha definito) e alle quali il presidente della Repubblica ha preferito non replicare direttamente. Giorgio Napolitano si è limitato invece a definire “necessarie” le decisioni prese in queste ore sul caso Englaro, ribadendo che “la solidarietà” e la autorità morale in certi casi “non sono monopolio di nessuno”, così come “la fine della vita”. Si è appellato quindi alla “fiducia e comprensione dei cittadini”. “Il sentimento di solidarietà delle persone che sono colpite dalla malattia e anche per chi giunge ai giorni estremi della vita – ha detto ancora il capo dello Stato – è forte in ciascuno di noi”, “e non è monopolio di nessuno”. In serata il presidente si è recato al teatro San Carlo di Napoli per assistere al concerto diretto da Riccardo Muti ed è stato accolto da una piccola folla che lo ha incoraggiato.

Un’incomprensione, quelle tra premier e Quirinale, apparentemente insanabile e che difficilmente permetterà che venga accolto l’invito rivolto alle due alte cariche dello Stato da Beppino Englaro. Il papà di Eluana ha invitato infatti oggi sia Napolitano che Berlusconi a fare visita alla figlia per verificare di persona le sue condizioni.

La reazione del Pd. Lo scontro di ieri tra Colle e Palazzo Chigi ha avuto intanto strascichi anche oggi nel dibattito politico. A tornare polemicamente sulle parole di Berlusconi è stato in particolare Walter Veltroni. Il tentativo di Berlusconi, “che prescinde dal merito drammatico della vicenda”, ha ribadito il segretario del Pd, serve per usare la questione “come messa in crisi o in tensione del nostro sistema istituzionale. E’ un atto di totale irresponsabilità”.

L’attacco alla Costituzione. Ma in serata il premier ha voluto alzare ancora il tono dello scontro, affermando che una riforma della Carta costituzionale “è necessaria perché è una legge fatta molti anni fa sotto l’influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello”. Serve un chiarimento sulla lettura della Costituzione, ha proseguito, ma non per andare verso una riforma presidenziale, “casomai è l’inverso, e dall’altra parte che si vogliono attribuire dei poteri che secondo l’interpretazione mia e del governo non sono del capo dello Stato ma semmai spettano al governo”.

La replica di Veltroni è arrivata quindi a strettissimo giro. “Berlusconi – ha ricordato il leader dell’opposizione – dimentica di aver giurato fedeltà alla Costituzione italiana. La Costituzione è nata grazie al sacrificio di milioni di italiani, che contrastarono chi aveva cancellato il ruolo del Parlamento e messo gli oppositori in condizione di non poter esprimere le proprie idee. Berlusconi si deve inchinare davanti alla Costituzione e davanti al sacrificio di quegli italiani”.

Il Dl lunedì in Aula. Intanto, sullo sfondo della feroce contrapposizione, la maggioranza cerca di mandare avanti il più rapidamente possibile il disegno di legge per impedire la sospensione delle cure ad Eluana. Il presidente del Senato Renato Schifani ha anticipato a lunedì la messa in calendario del provvedimento, mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini ha preferito procedere con maggiore cautela, limitandosi a convocare la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. C’è chi dice che il provvedimento potrebbe essere approvato già giovedì prossimo.

L’appello di Formigoni. Un appello al Presidente della Repubblica è stato lanciato oggi da un gruppo di personalità cattoliche e laiche che chiedono a chi lo condivide di sottoscriverlo per presentare le firme al Capo dello Stato. Nell’appello, firmato tra gli altri da Roberto Formigoni, Francesco Cossiga, Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Paola Binetti (Pd), Guglielmo Vaccaro (Pd), si chiede una moratoria della procedura di sospensione dei nutrimenti alla Englaro.
Il Vaticano. Sulla vicenda è tornato inoltre a far sentire la sua voce oggi il Vaticano. Benedetto XVI ha voluto riaffermare “con vigore” “l’assoluta e suprema dignità di ogni vita umana”, anche “quando è debole e avvolta nel mistero della sofferenza”.

Repubblica.it

8 febbraio 2009 at 11:55 1 commento

Berlusconi pronto a cambiare la Costituzione. Fini preoccupato

Silvio Berlusconi

Se il governo non potesse utilizzare  i decreti legge allora “ritornerei al popolo per modificare la Costituzione ed anche il governo”. Lo afferma il premier Silvio
Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.

La preoccupazione di Fini
“Desta forte preoccupazione che il Consiglio dei ministri non abbia accolto l’invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico, a evitare un contrasto formale in materia di decretazione d’urgenza”.

Berlusconi: interpreto il sentimento della maggioranza degli italiani
“Credo di interpretare il sentimento della maggioranza degli italiani. Come padre non mi sentirei mai adottare una decisione che potrebbe anche portare a sofferenze della sua esistenza non potremmo mai avere notizia”.
Cosi’ il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei Ministri, spiegando le ragioni del varo del decreto che blocca l’iter che vieta la sospensione della nutrizione artificiale. “Molti – ha aggiunto il premier – pensano alle difficolta’ di un padre e di una famiglia, e credono che lui non potesse piu’ sopportare una situazione lunga 17 anni. Ma il padre non ha avuto nessun gravame, sono state le generose suore che hanno provveduto e vogliono continuare a provvedere a Eluana”.

Eluana potrebbe anche avere un figlio
Eluana Englaro “e’ una persona viva, respira in modo autonomi, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio”. Cosi’ il premier Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei Ministri che ha varato il decreto che vieta lo stop all’alimentazione artificiale. Eluana, ha ricordato Berlusconi, “e’ in uno stato vegetativo che potrebbe anche variare, come diverse volte si e’ visto”.

Veltroni: disegno pericoloso
Quello messo in atto da Silvio Berlusconi oggi “e’ un disegno di precipitazione in una crisi istituzionale molto pericoloso che deve essere respinto e bene ha fatto Fini, spero lo facciano anche nel centrodestra”.
Cosi’ il segretario del Pd, Walter Veltroni, torna sulle polemiche a seguito della decisione del governo di varare un decreto in merito alla vicenda di Eluana Englaro, nonostante la contrarieta’ del Capo dello Stato.
Oggi – dice il leader del Pd – e’ un momento molto grave che non ha precedenti nella storia recente Esprimo a Napolitano tutta la mia solidarieta’. Per fortuna c’e’ chi, come il capo dello Stato, garantisce il rispetto della Costituzione e delle istituzioni, mentre c’e’ chi vuole farle saltare”.

RaiNews24

6 febbraio 2009 at 22:45 Lascia un commento

Di Pietro a Napolitano: ‘Berlusconi ricalca il nazismo’

ROMA – “Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale governo, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni ’30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto”. Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, dal suo blog, scrive una lettera aperta al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale segnala, “nella sua qualità di garante della Carta Costituzionale, che, a nostro avviso, il governo Berlusconi sta per porre in essere un altro strappo alla Costituzione”, dopo aver “piegato a sé il Parlamento con il ricorso massiccio ai decreti legge e al voto di fiducia obbligato, occupato l’informazione pubblica e privata in totale conflitto di interessi, mortificato, con il Lodo Alfano e con l’altra miriade di leggi ad personam che ha imposto, il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge”.

Adesso, scrive Di Pietro, “con un colpo solo, si accinge ad un poker di porcherie degno del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari”.

Secondo Di Pietro, con l’occupazione della Rai “i cittadini non potranno più sapere quel che accade nelle segrete stanze del potere e non potranno più esercitare alcun controllo democratico. Modificando i componenti della Corte dei Conti si mette anche tale organismo sotto il controllo dell’Esecutivo che, quindi, potrà falsificare a proprio piacimento i bilanci dello Stato senza che nessuno possa impedirglielo. Limitando indiscriminatamente le intercettazioni telefoniche si impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere e di contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Stravolgendo i regolamenti parlamentari si impedisce all’opposizione di esercitare i suoi diritti costituzionali e si riduce il Parlamento ad un semplice zerbino dell’Esecutivo”.

Per tutto questo, prosegue il leader dell’Idv rivolgendosi al capo dello Stato, “le chiediamo, rispettosamente, ma con fermezza, di non rimanere in silenzio e di intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima che sia troppo tardi”.

Agenzia DIRE

5 febbraio 2009 at 13:42 Lascia un commento

Intercettazioni, Berlusconi: “Sta per uscire lo scandalo più grande della storia”

Silvio Berlusconi

“Sta per uscire uno scandalo che sarà lo scandalo più grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350mila persone”. Lo afferma Silvio Berlusconi parlando dell’archivio Genchi.

“Dobbiamo essere decisi a non consentire che questo strumento di indagine possa essere usato per questi fini”. Silvio Berlusconi parla dell’archivio Genchi, ovvero dell’archivio che sarebbe servito a diversi Pm, tra cui De Magistris, per mettere sotto controllo i tabulati telefonici di esponenti della politica e delle istituzioni.

Il premier, durante il suo comizio ad Olbia, ribadisce che occorre una stretta sulle intercettazioni e che sono necessari “limiti certi, sicuri per i cittadini. Bisogna consentire le intercettazioni solo per gravi prove di reato e con tempi che devono rientrare nei trenta giorni estendibili ad altri quindici. Non dobbiamo più rinunciare alla nostra privacy”, spiega il Presidente del Consiglio.

“Non so nulla di preciso, non sono stato messo al corrente di questa situazione. Ho visto i giornali, le parole del capo del Copasir, ma se sono vere le cose che si dicono c’è qualcosa di assurdo”.

“Ciò dimostra che questo sistema delle intercettazioni non può continuare in questo modo, anche perché la Costituzione dice che le intercettazioni sono un sistema eccezionale”, aggiunge il presidente del Consiglio. “Io – osserva – so quello che sapete voi più altre cose che nell’ambito della politica mi sono state riferite, ma nulla di preciso e concreto. Già così – conclude il premier – è qualcosa di incredibile e di assurdo”.

RaiNews24

24 gennaio 2009 at 20:24 Lascia un commento

Stato di diritto sotto assedio in Italia

Pubblicato giovedì 8 gennaio 2009 in Danimarca

Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi vuole riformare il sistema giudiziario italiano, che è sempre stato il suo incubo personale, e sogna di terminare la sua carriera come Presidente della Repubblica. “Tutto ciò che riguarda politica ed etica in uno stato di diritto gli è estraneo”, dice un prestigioso intellettuale italiano.

Chi non ha un sogno o due nel cassetto? Ma Silvio Berlusconi è un sognatore speciale:

”Non c`è sognatore più grande di me, ma io sono un sognatore realista. Altri hanno sogni che rimangono tali mentre io cerco di realizzare i miei sogni” ha spiegato il Primo Ministro.

Nel 1977 Berlusconi realizzò il suo sogno di far soldi con le TV commerciali, quando assunse Mike Bongiorno (l’equivalente italiano di Otto Leisner) come conduttore del quiz televisivo ”I sogni nel Cassetto”. In seguito acquisì 3 canali televisivi nazionali, divenne il più ricco del Paese, creò il proprio partito politico e nel 1994 divenne presidente del consiglio per la prima volta. Ma i sogni di Berlusconi non si fermano qui:

In un discorso prima di Natale il Primo Ministro ha annunciato che il governo nel 2009 lavorerà per la riforma del sistema giudiziario, che – tra l’altro – limita l’autonomia del Pubblico Ministero. Per gli intellettuali e gli esperti di diritto italiani questo più che un sogno è un incubo.

”Sono in gioco le garanzie del diritto, i diritti dei cittadini ed il principio di uguaglianza davanti alla legge. Se il sistema giudiziario è governato dai politici, diventa un’arma nella battaglia politica. Mi sembra assurdo che si continui su questa strada e che nessuno ne evidenzi i rischi” ha affermato l´ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky.

Modifiche alla Costituzione

Quando Berlusconi nel gennaio del 1994 decise di ”scendere in campo”, sembra abbia affermato ”Sono costretto ad entrare in politica, altrimenti mi mettono in galera”.

A novembre dello stesso anno – durante una conferenza delle Nazioni Unite a Napoli sul tema della criminalità organizzata, i giudici di Milano gli recapitarono un avviso di comparizione per corruzione. Ciò comportò – dopo solo 7 mesi – la caduta del governo. All´indomani della terza vittoria elettorale dell’aprile 2008, il Primo Ministro risultava implicato in diversi processi. Un decreto legge ha però consentito allo stesso di ottenere l’immunità fino alla fine del mandato.

E dopo la convincente vittoria elettorale la battaglia di Berlusconi contro i pubblici ministeri – dallo stesso considerati avversari politici – è potuta iniziare.

La riforma comporta tra l´altro che il ministero della Giustizia potrà decidere che tipo di reati deve perseguire la pubblica accusa e la priorità degli stessi. La riforma necessita di una modifica della Costituzione che per ora sembra possa contare sulla maggioranza dei voti in parlamento.

Molti osservatori temono che una lunga serie di casi di corruzione riguardanti parlamentari e politici locali aderenti al maggiore partito d’opposizione, Partito Democratico, convincerà i politici dell’opposizione a sostenere il piano di Berlusconi.

”È contro il principio della divisione dei poteri trasformare la Costituzione in uno strumento di potere. Ed è proprio quello che sta accadendo. Abbiamo un parlamento che ha già dimostrato la sua debolezza verso un governo che impone le proprie scelte grazie ai voti di fiducia. Adesso è il turno della giustizia,” commenta Gustavo Zagrebelsky.

Peggio del fascismo

Gli italiani parlano molto al telefono e quindi le intercettazioni e le sofisticate analisi del traffico telefonico sono strumenti molto importanti per mettere in carcere boss mafiosi, arrestare presunti terroristi e svelare la corruzione politica. Ora il governo intende ridurre l’uso delle intercettazioni nelle indagini su reati con pene superiori a 10 anni di carcere. Il presidente dell’Associazione Antimafia – Piero Grasso – ha avvisato il parlamento sul rischio che ciò comporta per la lotta alla mafia.

Nel 2007 furono effettuate circa 80.000 intercettazioni telefoniche per un costo complessivo di 224 milioni di euro. Il governo ritiene che la spesa sia troppo alta (ma non nomina le entrate dei beni confiscati proprio grazie alle stesse intercettazioni) e che il metodo sia troppo invadente sottolineando l’inaccettabilità del fatto che le trascrizioni delle bobine possano finire sui giornali.

Berlusconi stesso è stato vittima di intercettazioni diventate poi pubbliche. Queste rivelavano il suo grande interesse per giovani attrici ed il tentativo di corrompere avversari politici: ”Tutto ciò che riguarda politica ed etica in uno stato di diritto gli è estraneo” scrive Alberto Asor Rosa in un articolo sul Manifesto, un quotidiano di sinistra, dove sostiene che il regime di Berlusconi per certi aspetti è peggiore di quello di Mussolini. Secondo Asor Rosa ”Il livello di corruzione sotto Berlusconi non ha pari nell’amministrazione fascista delle istituzione e del potere.”

Sogni presidenziali

Poco prima di Natale Berlusconi ha reso pubblica l’intenzione di instaurare il voto diretto per l’elezione del Presidente della Repubblica facendo così dell’Italia una repubblica presidenziale.

Se ciò si avverasse, ci si aspetta che lo stesso Berlusconi si candidi, quando nel 2013 si dovrà trovare un sostituto all’attuale Presidente Giorgio Napolitano. La Lega Nord certamente alzerà il prezzo per la realizzazione del sogno di Berlusconi.  Il partito esige tra le altre cose che la riscossione fiscale sia di competenza delle regioni. Ma il Primo Ministro è un sognatore realista e sarà senz’altro pronto a vendere qualche pezzo di unità nazionale per realizzare i suoi sogni. La proposta di un sistema fiscale di tipo federale è già all’ordine del giorno nelle prime riunioni ministeriali del nuovo anno.

”Il terzo governo Berlusconi rappresenta il punto più basso nella storia d’Italia dall’Unità nel 1870 ad oggi” scrive Alberto Asor Rosa ed aggiunge :”A causa della supremazia degli interessi privati sugli interessi della collettività, il rapporto tra cittadini ed istituzioni non è mai stato peggiore di adesso.

Fino ad ora nessuna dittatura europea del ‘900 (neanche il fascismo italiano) aveva permesso che gli interessi privati dei leader politici fossero alla base del lavoro legislativo e giudiziario.

Italia dall’Estero

19 gennaio 2009 at 13:38 Lascia un commento


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