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Il tribunale europeo condanna l’Italia per la sua Golden Share in Enel, Telecom Italia e Eni

Il tribunale europeo condanna l’Italia per la sua Golden Share in Enel, Telecom Italia e Eni

Pubblicato giovedì 26 marzo 2009 in Spagna

[Expansion]

Il Tribunale di Giustizia europeo ha condannato l’Italia per le “azioni d’oro” [Golden Share, ndt] che lo Stato italiano detiene in alcune delle principali aziende del paese, tra cui Enel (che controllerà il 92% di Endesa), Telecom Italia (che ha partecipazioni in Telefonica), la petrolifera ENI e Finmeccanica.

Per il Tribunale europeo l’Italia ha violato le regole del Trattato dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei capitali e sulla libertà dell’organizzazione [establishment, ndt] delle aziende. Nel mirino del Tribunale c’è il decreto del 2004, emesso dal precedente governo di centro destra di Silvio Berlusconi, che ha inserito negli statuti delle aziende, la cosiddetta “golden share”.

Secondo il Tribunale europeo, il decreto è formulato “in modo generico e impreciso”. Per questo, secondo i giudici, esiste un pregiudizio per gli investitori che non sanno quando saranno applicate le concessioni delle “azioni dorate” [Golden Share, ndt] cosicché i criteri fissati “non sono fondati su condizioni oggettive e controllabili”.

È incompatibile con il diritto comunitario anche l’affermazione secondo la quale “il potere di veto debba essere esercitato solo in conformità con il diritto comunitario e la circostanza che il suo esercizio possa essere sottoposto al controllo del giudice nazionale”.

Tra i poteri speciali che la “golden share” riserva allo Stato italiano, c’è la possibilità di opporsi all’acquisto da parte degli investitori di pacchetti azionari che rappresentano almeno il 5% dei diritti di voto, oltre alla possibilità di porre il veto alle delibere che riguardano lo scioglimento dell’azienda, le fusioni, le scissioni o le modifiche nello statuto delle compagnie.

Italia dall’Estero

28 marzo 2009 at 10:56 Lascia un commento

Iraq: scarpe contro Bush, condannato

Giornalista iracheno scontera’ 3 anni di carcere (ANSA) – BAGHDAD, 12 MAR – E’ stato condannato a 3 anni di carcere Muntazar al Zaidi, il giornalista iracheno che lancio’ le sue scarpe contro George W. Bush. Il lancio avvenne il 14 dicembre scorso durante l’ultima conferenza stampa in Iraq di Bush da presidente degli Stati Uniti. Lo riferisce la Tv al Baghdadiya, l’emittente per la quale lavorava al Zaidi. Al Zaidi, 30 anni, con il suo gesto e’ diventato una sorta di ‘eroe’ per molti iracheni e molti arabi.

ANSA.it

13 marzo 2009 at 10:23 Lascia un commento

CINA: MONACHE TIBETANE CONDANNATE A 10 ANNI PER PROTESTE SICHUAN A MARZO

Pechino, 20 feb. – (Adnkronos/Dpa) – Un tribunale della provincia cinese del Sichuan ha condannato due monache tibetane a 9 e 10 anni di carcere per aver preso parte alle proteste del marzo scorso. A riferirlo e’ il gruppo dei tibetani in esilio Tchrd (Tibetan Centre for Human Rights and Democracy), spiegando che le due religiose buddiste del monastero Pangri Na, di 35 e 36 anni, facevano parte di un gruppo di 55 monache arrestate dopo la manifestazione di protesta davanti agli uffici governativi di Ganzi, il 18 marzo 2008. La maggior parte erano state rilasciate a settembre dalla polizia, ma una decina di monache sarebbero ancora detenute.

Adnkronos Esteri

20 febbraio 2009 at 13:37 Lascia un commento

Condanna Andreotti per diffamazione

La pena, 2000 euro di multa, condonata con indulto (ANSA) – PERUGIA, 15 GIU – La corte d’appello di Perugia ha confermato oggi la sentenza di condanna del senatore a vita Giulio Andreotti a duemila euro di multa. La pena, che e’ stata interamente condonata con l’indulto, e’ per avere diffamato il magistrato Mario Almerighi, che depose a Palermo al processo per mafia ad Andreotti.”Almerighi ha detto infamie…” sostenne tra l’altro Andreotti accusandolo inoltre di essere ”un falso testimone”. Parole ritenute da Almerighi gravemente lesive del suo onore.

21 gennaio 2009 at 20:41 Lascia un commento

Punta Perotti, Italia condannata “Violata la proprietà privata”

STRASBURGO – La confisca dei terreni di Punta Perotti, secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell’uomo.

Alle società Sud Fondi, Iema e Mabar, che si sono rivolte alla Corte di Strasburgo nel 2001, i giudici hanno riconosciuto un indennizzo pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni moral

Repubblica.it

20 gennaio 2009 at 11:00 Lascia un commento


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