Posts tagged ‘blocco’

In Italia forte mobilitazione contro l’eolico, un “business appetitoso” che distrugge il paesaggio.

Pubblicato giovedì 2 aprile 2009 in Francia

[Le Monde]

Un’irruzione come un’altra in Sicilia. Otto persone sono state arrestate in Febbraio nella provincia di Trapani: sia imprenditori che uomini politici. I primi sono sospettati d’aver versato ai secondi delle tangenti in cambio d’autorizzazioni per installare delle pale eoliche sul territorio da loro amministrato.

Risultato, il presidente della regione, Raffaele Lombardo, ha bloccato tutti i progetti per la costruzione di nuovi parchi eolici: 139 cantieri sono in sospeso. Un produttore di pale eoliche, a Siracusa, si ritrova sull’orlo del fallimento, per mancanza di commesse.

Eletto un anno fa, il Sig. Lombardo, che ha avuto conflitti con la giustizia nel passato, ha deciso di interrompere la partita che si giocava tra proprietari di terreni, eletti locali e Cosa Nostra, la mafia siciliana. Il suo progetto: investire, nella trasparenza, 5 miliardi di Euro su cinque anni per fare della Sicilia un modello di produzione di energia da fonti rinnovabili , grazie in particolare al solare, dal quale spera di ottenere, alla fine, il 50% del consumo delle amministrazioni locali (scuole, comuni, ospedali…). Di passaggio a Palermo, in Marzo, il consigliere per l’energia di Obama, Jeremy Rifkin, ha accolto questo piano come una “rivoluzione”.

« Sono d’accordo per piccole torri di 15 metri per uso domestico, ma per le altre ci sarà bisogno di regole più ferree », insiste il Sig. Lombardo, che ritiene che con quattro raffinerie, la regione abbia già fatto molto per la causa dell’energia in Italia. La trasparenza finanziaria dei progetti, la presentazione dei certificati di proprietà in regola da parte degli installatori e l’effettiva messa in rete dell’energia prodotta sono ormai richieste. Di colpo, gli ecologisti vedono nel Sig. Lombardo il becchino di un’energia pulita, e gli avvocati degli imprenditori chiamati in causa hanno deposto decine di ricorsi presso i tribunali. “La pressione è enorme, ammette. Ho tanti nemici. Ma devo fare il mio dovere e il bene dei Siciliani.”

« Nuclearisti oggettivi »

L’eolico in Italia è un business appetitoso: 3700 torri sono già state installate, in gran parte nelle regioni del Mezzogiorno, le più povere, che producono meno dell’1% della domanda. La prospettiva, per i proprietari, di affittare i loro terreni, e per le amministrazioni locali di percepire dei contributi, ha permesso un rapido sviluppo dell’attività. Il governo italiano “sponsorizza” la produzione dell’elettricità all’altezza di 18 centesimi di Euro al kWh contro i 6 centesimi in Gran Bretagna o in Danimarca. Secondo Giuseppe Zollino, professore d’ingegneria elettrica all’università di Padova, questi incentivi potrebbero raggiungere la somma di 20 miliardi di Euro all’orizzonte 2020, se lo Stato si impegna a mantenere la promessa di produrre il 5% dell’energia consumata grazie all’eolico.

In questo contesto si è appena svolto, a Palermo, un seminario intitolato « Il paesaggio deturpato” organizzato dall’associazione Italia Nostra. Tutti i partecipanti erano contrari all’eolico e hanno mostrato i danni al paesaggio italiano. Da invitato, l’ex presidente della Repubblica (francese, N.d.T.) Valéry Giscard d’Estaing ha evocato la “fragilità del paesaggio dell’Europa del Sud” in presenza di queste “foreste rotanti”, denunciando “le lobby finanziarie” che hanno messo mano su queste attività, elogiando l’energia solare, “il futuro”, e il nucleare, “un’energia pulita”.

E’ la contraddizione nella quale discutono gli anti-eolici italiani. Come condannare in nome della la bellezza un’energia pulita senza sembrare sostenere il ritorno in Italia al nucleare che il parlamento si appresta a votare? L’Italia, che dipende dalle importazioni d’energia all’80% ha appena sottoscritto un accordo con la Francia per la costruzione di otto centrali da qui al 2030. Per Legambiente, la più importante associazione ecologica italiana, i partecipanti del seminario di Palermo sono “dei nostalgici di un’Italia perduta” e dei “nuclearisti oggettivi”.

Gli avversari dell’eolico, che sanno che la loro battaglia è ancora impopolare, hanno l’asso nella manica. L’articolo 9 della Costituzione italiana stabilisce che “Lo stato protegge il paesaggio tale quale è”.La bellezza può essere oggetto d’una battaglia costituzionale? Sì, secondo il consigliere di Stato Giuseppe Severini, per il quale “il paesaggio fa parte del patrimonio culturale” degli Italiani.

Italia dall’Estero

5 aprile 2009 at 17:15 Lascia un commento

Internet: Cina blocca YouTube

Non sono note le ragioni della censura (ANSA) – PECHINO, 24 MAR – You Tube e’ inaccessibile dalla Cina, che mantiene uno stretto controllo su Internet. Le ragioni della censura non sono note. In passato i controllori delle rete hanno bloccato singoli video. Una lunga serie di blog cinesi ed americani sono inaccessibili, cosi’ come quelli filo-tibetani e qualsiasi altro sito sia ritenuto dannoso. Il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang ha affermato di ‘non essere al corrente’ della chiusura del sito. In Cina gli utenti sono 300 milioni.

ANSA.it

25 marzo 2009 at 10:17 Lascia un commento

La Cina ferma la Coca Cola bloccato l’acquisto della Huiyan

La Cina ferma la Coca Cola bloccato l'acquisto della Huiyan
PECHINO – La Cina stoppa la Coca Cola. Il governo di Pechino ha bloccato l’acquisto della più grande compagnia locale di bevande non alcoliche da parte della multinazionale americana, affermando che l’operazione non è consentita dalla legge antimonopolio. Si sarebbe trattato della più grossa acquisizione di una società cinese da parte di un gruppo straniero.

In un comunicato diffuso oggi il ministero del commercio di Pechino afferma di aver invocato la legge perchè “l’acquisizione avrebbe avuto un’influenza negativa sulla concorrenza”.

La multinazionale americana aveva lanciato nel settembre del 2008 un’offerta di 2,4 miliardi di dollari per l’acquisto della China Huiyuan Juice, una società privata quotata alla Borsa di Hong Kong. La legge antimonopolio è vigore in Cina dall’agosto dell’anno scorso.

“I consumatori – spiega una nota del governo – sarebbero stati costretti ad accettare prezzi più alti e una rosa più ristretta di prodotti”. Il ministero aggiunge che la Coca-Cola ha fatto alcuni aggiustamenti rispetto alla sua offerta iniziale per rispondere alle preoccupazioni del governo, ma che questi cambiamenti non erano sufficienti. L’operazione Huiyuan-Coca Cola doveva avvenire in concomitanza con l’applicazione di una nuova legge anti-monopolio in Cina, che gli esperti internazionali temevano avrebbe potuto essere utilizzata per sbarrare la strada all’ingresso di gruppi stranieri nel paese asiatico.

Il Financial Times, avvertendo fin da ieri che l’accordo con la Coca Cola avrebbe potuto fallire, ha scritto che un segnale del genere sarebbe stato interpretato come un duro colpo per tutte le multinazionali in cerca di sbarcare in Cina. Il titolo di Huiyuan a Hong Kong è affondato del 19%, prima di venire sospeso.

Repubblica.it

18 marzo 2009 at 10:45 Lascia un commento

Bangladesh: bloccato Youtube

Su richiesta dei militari dopo ammutinamento guardie frontiera (ANSA) – NEW DELHI, 9 MAR – Il governo del Bangladesh ha bloccato YouTube su richiesta dei militari, dopo l’ammutinamento delle guardie di frontiera. Subito dopo l’ammutinamento, costato la vita a 70 persone, il sito di video sharing era stato infatti preso d’assalto per scaricare filmati relativi alla vicenda. La cosa ha preoccupato i militari, che hanno represso la rivolta anche con metodi eccezionali. Il governo, per non rovinare i gia’ tesi rapporti, ha deciso di bloccare il sito.

ANSA.it

11 marzo 2009 at 08:34 Lascia un commento

Facebook definisce estremo il progetto italiano di bloccare il contenuto della rete

Pubblicato giovedì 12 febbraio 2009 in USA

12 febbraio – Il piú grande sito al mondo di interazioni sociali, Facebook Inc., ha affermato di essere preoccupato per la legge proposta dall’Italia che obbligherebbe i provider di internet a bloccare l’accesso ai siti web che incitano o giustificano un comportamento criminale.

“Non abbiamo esaminato il linguaggio della proposta di legge, ma i resoconti ci preoccupano” ha affermato Debbie Frost, portavoce di Facebook, in un e-mail. La legge è “paragonabile a chiudere l’intero sistema ferroviario di un paese a causa di alcuni discutibili graffiti in una stazione feroviaria”.

La proposta di legge, che è passata in Senato la scorsa settimana, darebbe il potere al Ministero degli Interni di imporre ai provider di internet, inclusi Fastweb Spa, Telecom Italia Spa o Tiscali Spa, la rimozione del contenuto criminale entro 24 ore, pena una multa fino a 250.000 euro. I Pubblici Ministeri dovranno verificare il contenuto criminale prima che il Ministero possa agire, secondo la proposta di legge.

Il senatore italiano Giampiero D’Alia ha proposto la misura dopo che la stampa italiana, fra cui il quotidiano piu’ importante del pease, il Corriere della Sera, ha riportato che su Facebook c’era un gruppo di fans dei boss mafiosi di Corleone Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, colpevoli di dozzine di omicidi, i quali stanno scontando sentenze multiple di ergastolo.

“Prendiamo molto seriamente i contenuti che incitano alla violenza e ci impegneremo a rimuoverli in fretta” ha affermato Frost. “Per ogni tema controverso postato su Facebook ci sono letteralmente migliaia di interazioni positive che promuovono la comunicazione, il cameratismo e il commercio”.

Santificazione per un omicida

Mentre oggi un gruppo di fans – di 433 membri – che invoca la “santificazione” di Provenzano era ancora aperto, Facebook ha anche un gruppo che celebra come eroi i Pubblici Ministeri di Palermo Giovanni Falcone e Salvatore Borsellino, assassinati per ordine di Riina dopo aver incriminato con successo centinaia di mafiosi. Quel gruppo ha 396.463 fans.

Lo scopo non è quello di bloccare siti come Facebook o YouTube se presentano un contenuto criminale, secondo quanto affermato ieri da D’Alia in un’intervista. Invece la legge intenderebbe costringerli a rimuovere pagine individuali o gruppi, ha detto il senatore. Il linguaggio della proposta di legge stessa non distingue fra il blocco di alcune pagine o di interi siti web.

La legge è imperfetta perchè i provider di internet non sono in grado di eliminare elementi singoli dai siti web, secondo quanto ha affermato ieri in un’intervista Marco Pancini, Consulente per le Politiche Europee di Google Inc., che è il propietario di YouTube. Se la legge viene approvata, comporterà il blocco di piattaforme intere, ha continuato Pacini.

Mediaset, YouTube

YouTube ha la capacità di eliminare materiale potenzialmente criminale o offensivo, ha detto Pancini, aggiungendo che le leggi che regolano il contenuto criminale esistono già in Italia. Una legge di aprile 2003 afferma che i materiali devono essere rimossi immediatamente non appena un sito web viene a conoscenza di materiale illecito nel suo dominio.

Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, i cui alleati in Senato hanno approvato la legge, è il propietario di Mediaset Spa, l’ente televisivo privato piú grande d’Italia. Mediaset a luglio ha fatto causa a YouTube e a Google per aver distribuito illegalmente i contenuti televisivi privati della compagnia, richiedendo “almeno” 500 milioni di euro di danni.

Per tutto il mese scorso, ogni fine settimanaBerlusconi si è impegnato in campagna elettorale per il suo candidato, Ugo Cappellacci, contro il rivale Renato Soru nelle elezioni per la presidenza alla regione Sardegna, previste il 15 e 16 febbraio. Soru è il fondatore e il proprietario del 17.7% – per mezzo di un “blind trust” – del provider di internet Tiscali.

La legge su internet è stata inserita in un emendamento di una proposta di legge che aveva lo scopo di sconfiggere il crimine, approvata in Senato il 5 febbraio. La misura deve ancora essere approvata alla Camera dei Deputati senza essere modificata prima di diventare legge.

Italia dall’Estero

14 febbraio 2009 at 11:04 Lascia un commento

Acqua “Leggera” stop a commercio

BARI – L’Azienda imbottigliatrice dell’Acqua Oligominerale ‘Leggerà, prodotta in Basilicata, informa che alcuni lotti di bottiglie potrebbero contenere “tracce di composti organici di idrocarburi aromatici”: per questa ragione ha bloccato il confezionamento di questi prodotti presenti in magazzino e ha invitato tutti i propri clienti delle regioni Basilicata, Campania e Puglia, nelle quali questi lotti sono stati distribuiti, a ritirarli dal commercio. I consumatori che li avessero acquistati invece – informa un comunicato dell’azienda che si scusa con loro per il disagio – possono riconsegnarli al punto vendita per farseli sostituire.

L’anomalia è stata causata da lavori eseguiti nello stabilimento di imbottigliamento di Monticchio Bagni e riguarda alcune bottiglie in vetro da 1 litro contrassegnate dal lotto L23AH4L e alcune bottiglie in Pet contrassegnate dai lotti L22AH3L, L23AH2L in confezione da 2 litri, dal lotto L23AH1L in confezione da 1,5 litri e dai lotti L22AH2L e L23AH2L in confezione da 0,5 litri. “Tale circostanza – si precisa nel comunicato – è stata causata da motivi del tutto accidentali e ha costituito un evento circoscritto ed irripetibile in quanto del tutto estraneo al ciclo di lavorazione delle acque”.

L’Azienda precisa che “anche l’eventuale minima presenza nell’acqua di tracce delle sostanze sopra indicate è facilmente avvertibile al gusto e ne determina il rifiuto da parte di chi beve” e assicura che “sulla base di autorevoli pareri scientifici raccolti”, l’eventuale ingestione dell’acqua “non comporta alcun tipo di danno alla salute”.

La Gazzetta del Mezzogiorno on the web

8 febbraio 2009 at 22:25 Lascia un commento


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