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Obama: in periodo di recessione i bonus di Wall Street sono vergognosi

Barack Obama

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama attacca Wall Street e definisce “vergognosi” e il “culmine dell’irresponsabilita”‘ i bonus distribuiti nel 2008 ai
supermanager della finanza americana: una somma pari a 18,4 miliardi di dollari, cioe’ il 44% in meno rispetto all’anno precedente ma pur sempre il sesto ammontare in termini assoluti distribuito nella storia.

E per Wall Street l’anno che si e’ da poco chiuso non e’ sicuramente memorabile per i risultati ottenuti, per gli indici americani infatti il 2008 e’ stato l’anno peggiore dal 1931, con il Dow Jones in calo del 35% e lo S&P 500 del 39%.

“C’e’ un momento per fare profitti e distribuire bonus, ma non e’ questo” taglia corto Obama. L’ammontare distribuito e’ “vergognoso” perche’ gli Stati Uniti sono in recessione.

“E’ il culmine dell’irresponsabilita’, e’ vergognoso”: “chi chiede aiuto” allo Stato “dia prova di disciplina a si assuma le proprie responsabilita”‘, ha aggiunto il presidente assicurando che sia lui sia il segretario al Tesoro Timothy Geithner terranno colloqui al riguardo proprio con i vertici delle grandi societa’.

Geithner, a cui spetta il compito di gestire la seconda tranche del Tarp (Troubled Asset Relief program) da 350 miliardi di dollari, e’ gia’ sceso in campo nei giorni scorsi per fissare alcuni paletti ‘disciplinari’ e spingere le societa’ a rivedere alcune delle proprie decisioni ‘discutibili’. E’ il caso di Citigroup che, dopo aver incassato decine di miliardi di dolalri di aiuti statali e aver registrato perdite multimilardarie nel quarto trimestre, aveva dichiarato di voler procedere ugualmente all’acquisto di un jet aziendale da oltre 50 milioni di dollari.

Una decisione che ha sollevato le proteste del Seanto americano e ha spinto Geithner a intervenire, facendo pressioni affinche’ la banca rivedesse la propria scelta, come e’ poi avvenuto. Il segretario al tesoro ha inoltre eleborato delle regole piu’ stringenti di trasparenza per l’uso dei fondi Tarp, limitando anche l’attivita’ lobbystica a Washington.

RaiNews24

29 gennaio 2009 at 23:21 Lascia un commento

Obama firma la legge per l’equità salariale

Obama con Biden, la Clinton e Lilly  Ledbetter

Barack Obama ha firmato la sua prima legge da quando ha assunto l’incarico: con un’emozionante cerimonia – a cui ha partecipato anche Lilly Ledbetter, la donna che con la sua denuncia ha fatto cambiare la legge nazionale – il neo-presidente ha firmato la legge sull’equa retribuzione (la Lilly Ledbetter Fair Pay Act) dinanzi alle telecamere in diretta, affiancato dal vicepresidente Joseph Biden, dal segretario di Stato, Hillary Clinton, e dalla stessa Ledbetter.

La legge sull’equità salariale era stato una delle questioni più delicate durante la campagna elettorale, particolarmente cara proprio ai sindacati e alle elettrici. In media infatti le donne negli Stati Uniti sono pagate il 23 per cento in meno degli uomini; e quelle appartenenti a minoranze etniche ancora di meno. “Nel firmare questa legge, voglio mandare un segnale chiaro”, ha detto il presidente democratico, “che fare in modo che la nostra economia funzioni significa assicurarsi che funzioni per tutti, che non ci siano cittadini di serie B nei nostri luoghi di lavoro”.

Ledbetter era una dipendente della Goodyear Tire & Rubber Co. che, dopo 19 anni di onorato impiego, poco prima di andare in pensione, si accorse che l’azienda la pagava il 40 per cento in meno dei suoi colleghi uomini, nonostante alcuni avessero meno esperienza di lei (in vent’anni circa 200.000 dollari in meno). Un tribunale stabilì che era stata vittima di una discriminazione. Ma durante l’amministrazione Bush, la Corte Suprema -con una sentenza che ottenne 5 voti contro 4 – stabilì che la donna aveva tardato troppo nel presentare la denuncia; secondo la Corte, l’impiegata avrebbe dovuto presentare la denuncia nell’arco di 180 giorni dal primo atto “discriminatorio” subito. Tuttavia la denuncia mise in moto un’ampia campagna contro la discriminazione subita dalle donne sui luoghi di lavoro e un movimento che è riuscito a portare alla legge sull’equità salariale, legge che è stata proprio chiamato “Atto Lilly Ledbetter per l’equo pagamento”.

RaiNews24

29 gennaio 2009 at 20:59 Lascia un commento

Tensioni Vaticano – Obama su aborto

Tra le tante cose buone che poteva fare ha scelto la peggiore

(ANSA)- ROMA, 24 GEN – E’ scontro tra il Vaticano e il neo presidente Usa Obama dopo la sua decisione di sbloccare i finanziamenti a favore dell’aborto. ‘Tra le tante cose buone che poteva fare, Obama ha scelto la peggiore’ quella di non fermare ‘la strage di innocenti’ nel mondo, commenta il presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, mons. Elio Sgreccia. ‘Si tratta -aggiunge- di un duro colpo non solo per noi cattolici ma per le persone che in tutto il mondo si battono contro l’aborto’.

ANSA.it

24 gennaio 2009 at 12:26 Lascia un commento

Obama, nuova svolta anti Bush tornano i fondi ai gruppi pro-aborto

Obama, nuova svolta anti Bush tornano i fondi ai gruppi pro-aborto

WASHINGTON – La rivoluzione Obama comincia ad abbattere i primi pilastri dell’era Bush. A poche ore dall’insediamento, il presidente democratico sta per siglare lo sblocco dei fondi federali ai gruppi internazionali che promuovono o effettuano l’aborto. Il provvedimento era stato già preannunciato nel programma di Obama come una delle prime misure ad essere varate.

L’attuale legislazione impedisce che il denaro dei contribuenti americani – di solito attraverso il canale dell’Agenzia per lo Sviluppo internazionale – sia utilizzato a vantaggio di organizzazioni di pianificazione familiare che offrano operazioni di interruzione di gravidanza o facciano opera di informazione, consulenza e indirizzamento a strutture che effettuano gli aborti.

Conosciuta anche come “Global gag rule” o “Mexico City Policy”, è stata introdotta per la prima volta ai tempi della presidenza Reagan (nel corso di una conferenza Onu nella capitale messicana nel 1984) e poi revocata e reintrodotta dalle successive amministrazioni democratiche e repubblicane. Bill Clinton l’aveva revocata nel 1993, ma era tornata come uno dei primi atti di George W. Bush al suo primo ingresso alla Casa Bianca nel 2001.

Obama ha scelto di firmare il provvedimento in un’occasione di “basso profilo” – dice l’Associated Press – il giorno dopo il 36esimo anniversario, celebrato ieri, della famosa sentenza Roe v. Wade con cui la Corte Suprema legalizzò l’aborto.

Il provvedimento non è una sorpresa, dal momento che sia Obama sia il segretario di Stato Hillary Clinton, che sovraintende agli aiuti internazionali, l’avevano introdotto tra le loro promesse in campagna elettorale. Ma nelle primissime ore della sua presidenza, finora, Barack Obama ha scelto sì di rovesciare le politiche Bush ma sempre su argomenti abbastanza condivisi, come la necessità di chiudere il campo di prigionia di Guantanamo o rendere più trasparenti i documenti pubblici. —
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Le associazioni antiabortiste si sono scatenate e i vescovi si sono detti “molto preoccupati per il deciso sostegno di Obama al diritto all’aborto”. Ai microfoni della Radio Vaticana il vescovo di Orlando, monsignor Thomas Gerard Wenski, ha detto che “i vescovi sono impegnati a convincere la gente a contattare i rappresentanti in Congresso affinché si oppongano a qualsiasi iniziativa legislativa tesa ad ampliare il diritto all’aborto”.

Repubblica.it

23 gennaio 2009 at 19:19 Lascia un commento

USA: discorso Obama censurato sui web cinesi

Pechino, 21 gen. – (Adnkronos) – La scure della censura di Pechino ha tagliato alcuni passaggi del primo discorso di Barack Obama da presidente degli Stati Uniti pubblicato in versione integrale su diversi siti web in lingua originale ma epurato nella traduzione cinese. Gli spettatori della tv di Stato che ha seguito l’evento in diretta non hanno potuto ascoltare il riferimento di Obama al comunismo e al dissenso messo a tacere.

Adnkronos Esteri

21 gennaio 2009 at 14:30 Lascia un commento


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