Wireless e rumori, salute a rischio anche in casa

3 aprile 2009 at 14:55 Lascia un commento

ROMA – Non solo polveri sottili e buco dell’ozono: la salute dei cittadini è messa a rischio anche dall’esposizione al rumore, dall’impatto delle grandi industrie, dall’inquinamento nelle nostre case e gli impatti derivanti dalla nuove tecnologie come wireless (i sistemi di comunicazione tra dispositivi elettronici che non fanno uso di cavi). Lo rileva uno studio dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che mette in guardia anche sui nuovi stili di vita.

Ma primo fattore di rischio per la salute resta l’inquinamento urbano, quello prodotto dai gas di scarico delle automobili (polveri sottili e anidride carbonica): dai dati dell’Ispra emerge infatti che “oltre il 30% dei cittadini, compresi i bambini e i ragazzi sotto i 20 anni di età (27%), è esposto a livelli di PM10 superiori ai limiti previsti dalla normativa vigente (40 microgrammi/m3)”. Percentuali che, sottolina l’Istituto, “sfiorano circa il 90% se si considerano i valori stabiliti dall’Organizzazione mondiale della Sanità (20 microgrammi/m3) e in vigore dal 1° gennaio 2010”. Una situazione, quella appena descritta, che riguarda “ben 59 città italiane”, evidenza l’Ispra.

Dito puntato anche sui cambiamenti climatici, che rendono “più alto il rischio di malattie infettive e di allergie”, continua lo studio dell’Ispra. Le anomalie di temperatura e di variabilità del clima incidono su distribuzione e quantità di insetti vettori di malattie infettive e sulla contaminazione di alimenti. Si prevede quindi “una crescita della popolazione allergica, attualmente stimata intorno al 26%, con costi sociali e di rallentamento della produttività”.

In particolare, precisa l’Istituo, “sarà più lunga la durata delle stagioni di pollini”, si faranno “più frequenti le ‘tempeste polliniche’ nei giorni di vento intenso nelle nostre città” e “nuove specie saranno trasportate dalla variabilità delle correnti transfrontaliere”. A rischio soprattutto i bambini, che rappresentano “il gruppo sociale più vulnerabile”. I minori, allerta l’Ispra, saranno “esposti a disturbi respiratori e malattie allergiche”, in quanto “si trovano spesso a dover affrontare i periodi scolastici più impegnativi proprio nel ‘clou’ della stagione allergica”. E a proposito dei più giovani, secondo lo studio Sidria “circa il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni ha sofferto o soffre di rinite allergica”, mentre il 10% di bambini e adolescenti soffrono di sintomi asmatici.

Ma anche le nostre case possono ospitare sostanze tossiche e allergizzanti, continua l’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale. Un esempio di tali sostanze è rappresentato dai Vocs (composti organici volatili tossici), rilasciate da mobili, arredi, materiali, da molti detergenti nelle fasi di pulitura”. Attenzione, poi, all’inquinamento acustico: vivere in ambienti molto rumorosi “può influire non solo sul sonno e sulle capacità di apprendimento ma anche sul rischio di malattie cardiocircolatorie”, avverte l’Ispra.

Agenzia DIRE

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