Rischio zero per chi acquista l’America creativa contro la crisi

30 marzo 2009 at 19:18 Lascia un commento

Rischio zero per chi acquista l'America creativa contro la crisi
SAN FRANCISCO – L’hanno definito risk-free shopping (acquisto senza rischio). E’ l’ultima trovata escogitata delle aziende americane per invogliare i consumatori. Lo offrono industrie grandi e piccole, e anche quelli che gli americani definiscono i mom-and-pop store, i negozi di quartiere. Il consumatore acquista un certo prodotto o fa ricorso a un certo servizio; se perde il lavoro, non deve più pagare o può rispedire il prodotto al mittente.

Questa è per esempio la proposta di Hyundai America, una sussidiaria della conglomerata coreana. “Finanzia adesso una nostra automobile – recita lo spot – e se perdi il lavoro entro la fine dell’anno puoi riportarla indietro senza problemi”. Un’offerta vantaggiosa, che tuttavia impallidisce in confronto a quella che avanzano nel Midwest i rivenditori delle maggiori case automobilistiche Usa: oltre ad adottare anche loro la proposta formulata dalla Hyundai, Chevrolet e Ford su alcuni modelli – in genere furgoni e SUV – offrono il “compra uno, porta a casa due”. Se il cliente compra un’auto al prezzo di listino, ne riceve un’altra simile. Gratis. Il tutto, anche con un finanziamento a tasso agevolato.

I media Usa hanno definito questo tipo di vendite way-out sales, “vendite con uscita di sicurezza” e negli Stati Uniti, pure sono famosi per la creatività del loro marketing, prima non s’era mai visto niente di simile. “E’ una strategia molto ingegnosa – afferma Dominique Hanssen, professore di Marketing alla University of California di Los Angeles – così spostano il rischio sui loro libri contabili. Stanno cercando ovviamente di abbassare la percezione del livello di rischio che presenta l’acquisto e nello stesso tempo di incrementare le vendite in un momento in cui i consumatori hanno tirato i remi in barca”.


A giudicare dai dati di mercato, la nuova strategia commerciale sta producendo dei frutti: il governo Usa ha reso noto proprio in questi giorni che a febbraio le vendite dei beni di lunga durata, generi nei quali le auto occupano un posto di preminenza, sono aumentate del 3,4%.

A offrire i loro prodotti e i loro servizi gratis, anche le linee aeree e le grandi catene di abbigliamento. Si prenda il caso della JetBlue. Una delle maggiori compagnie aeree low-cost Usa sfoggia la sua proposta: tutti coloro che vengono licenziati dopo aver comprato un biglietto se lo possono far rimborsare e, in alcuni casi, possono anche volare gratis. L’inziativa della JetBlue adesso viene seguita attentamente, come è costume nell’industria aerea americana, anche dalle altre compagnie. C’è da scommettere che se determinerà un incremento del traffico passeggeri, anche loro adotteranno la stessa soluzione. E ancora. Nel caso della Jos. A. Bank, una catena di negozi d’abbigliamento per uomini d’affari, ai clienti che perdono il lavoro – o finiscono in bancarotta – gli esercenti, invece, i vestiti e le camicie glieli fanno tenere gratis.

Il novero dei commercianti che abbracciano il gratis per attrarre i consumatori cresce di giorno in giorno. Ci sono anche le lavanderie, che secondo la National Public Radio – il network radiofonico pubblico Usa – sono uno degli indicatori più affidabili sullo stato dell’economia del paese. “Quando la gente ha problemi economici, a Manhattan aumenta il numero di quelli che vanno in giro con i vestiti sgualciti”, affermava un commentatore del network raccontando una singolare iniziativa lanciata dalla First Professional Cleaners, una lavanderia di New York. “Se sei disoccupato e hai bisogno di pulire i vestiti perché devi fare un’intervista (di lavoro, ndr) te li laviamo gratis”, recita un cartello affisso nella vetrina del negozio. “Abbiamo perso un sacco di clienti per la crisi – spiega Carlos Vasquez, il gestore della lavanderia – così abbiamo deciso di aiutare la comunità. Fa bene anche agli affari”.

La lavanderia, grazie all’iniziativa rilanciata da alcuni quotidiani, è diventata un caso nazionale e adesso è sommersa da richieste che arrivano perfino dal New England, dove tanti residenti fanno i pendolari con New York per ragioni di lavoro. “Non è quello che ci aspettavamo, ma terremo fede alla nostra promessa – ha detto Vasquez – almeno fino a quando ce lo potremo permettere”.

Repubblica.it

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