Colpo di Stato in Guinea Bissau ucciso il presidente Vieira

2 marzo 2009 at 11:04 Lascia un commento

Colpo di Stato in Guinea Bissau ucciso il presidente Vieira

BISSAU – Si aggrava di ora in ora la situazione in Guinea Bissau, la piccola ex colonia portoghese dell’Africa occidentale teatro, da gennaio, di scontri fra l’esercito e le guardie del corpo del presidente Joao Bernardo Vieira, dopo un fallito attentato contro la residenza presidenziale compiuto da militari dissidenti alla fine di ottobre del 2008, nel quale avevano perso la vita due guardie.

Vieira si era allora dotato di una milizia, che è stata però sciolta a gennaio, dopo essere stata accusata di voler uccidere il capo dell’esercito. Oggi quel che restava del cordone di sicurezza intorno al presidente è stato spezzato: Vieira è stato ucciso dai militari. Poche ore prima, in un attentato dinamitardo aveva perso la vita il capo di Stato Maggiore militare Tagmé Na Waiè.

“Il presidente Vieira è stato ucciso dall’esercito questa mattina presto, mentre cercava di fuggire dalla sua residenza attaccata da un gruppo di militari fedeli al capo di Stato Maggiore Tagmé Na Waiè” ha detto Zamura Induta, responsabile per le relazioni esterne dell’esercito, secondo il quale Vieira “è stato uno dei principali responsabili della morte di Tagmé”. “Il Paese potrà ora essere rilanciato – ha proseguito il colonnello – quest’uomo ha bloccato tutto lo slancio di questo piccolo Paese”.

Joao Bernardo Vieira, detto “Nino”, 69 anni, era da circa 23 anni alla guida della Guinea-Bissau. Era stato rieletto alla presidenza nel 2005, nove anni dopo la fine della guerra civile (1998-99) che lo aveva estromesso dal potere. “E’ la democrazia che è stata assassinata”, ha detto alla France Presse il presidente della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), Mohamed Ibn Chambas, commentando l’uccisione del presidente Vieira. Ferma condanna anche da parte del presidente della commissione dell’Unione africana (Ua), Jean Ping, che ha parlato di un “atto criminale”. Per Ping l’assassinio è ancora più “grave” perché cade “nel momento in cui erano stati intrapresi sforzi per consolidare la pace dopo le elezioni di novembre e rafforzare il processo democratico in questo Paese, dopo che le elezioni si erano svolte correttamente”.


Per tutta la notte nella capitale Bissau si sono uditi spari ed esplosioni. Parte dell’edificio che ospita il quartier generale delle forze armate è stato distrutto dalle granate. Secondo prime informazioni vi sono stati almeno quattro feriti, ma non è chiaro chi abbia compiuto l’attacco.

Il piccolo Stato africano è uno dei più poveri e instabili del continente. Ad aggravare la situazione, numerosi boss colombiani della droga che hanno scelto questo paese come residenza.

Repubblica.it

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