Ronde, il Vaticano rettifica “Rispetto per le scelte del governo”

22 febbraio 2009 at 11:52 Lascia un commento

<b>Ronde, il Vaticano rettifica<br/>"Rispetto per le scelte del governo"</b> ROMA – Quando la Santa Sede ”intende esprimersi autorevolmente”, lo fa usando ”mezzi propri e modi consoni”, come ”comunicati, note e dichiarazioni”; ”ogni altro pronunciamento non ha lo stesso valore”. Lo ricorda il direttore della sala stampa padre Federico Lombardi con una dichiarazione che suona come una rettifica rispetto alla critica al decreto sulla sicurezza formulata da monsignor Agostino Marchetto. ‘Nnon di rado i mezzi di informazione attribuiscono al ‘Vaticano’, intendendo con ciò la Santa Sede, commenti e punti di vista che non possono esserle automaticamente attribuiti”, aggiunge padre Lombardi.

Il portavoce vaticano, nella sua breve dichiarazione diffusa oggi nel Bollettino della sala stampa vaticana, non cita nessun esempio. Ma è chiaro che il riferimento è al segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, monsignor Agostino Marchetto, che ieri aveva criticato con forza le ronde approvate dal governo; un’opinione che è stata automaticamente identificata come una condanna del provvedimento da parte del Vaticano.

E così padre Lombardi ricorda oggi che “la Santa Sede, nei suoi organi rappresentativi, manifesta rispetto verso le autorità civili, che nella loro legittima autonomia hanno il diritto e il dovere di provvedere al bene comune”.

Principio ribadito dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, dalle colonne dell’Osservatore Romano: “Sui provvedimenti del governo italiano in materia di sicurezza non si può entrare nel merito perché bisognerà vedere i risultati”.


Anche se, qualunque misura sia decisa, raccomanda Bagnasco, dovrà essere attuata “nel rispetto certamente della nostra tradizione di solidarietà ma anche del diritto e della legalità”, e “dobbiamo essere tutti sempre molto attenti e vigili per non perdere quei valori fondamentali della convivenza, della solidarietà, dell’umanesimo autentico che caratterizzano da sempre la nostra cultura e il nostro popolo”.

Sul fronte del governo, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi arriva una parziale rettifica sulla portata del provvedimento: quelle approvate ieri con il decreto legge “non sono ronde e non c’è bisogno che girino come ronde”.

Berlusconi aggiunge: “Sono associazioni, soprattutto ex carabinieri, poliziotti ed alpini che si costituiscono in associazione per segnalare eventuali situazioni anormali. Persone che agiscono sotto la responsabilità del prefetto e che quindi collaborano con il questore e gli organi di polizia. Non credo sia assolutamente corretto chiamarle ronde”.

Alla domanda se non ci sia il pericolo di qualche esaltato, Berlusconi risponde: “Non sono armati. Sono cittadini volonterosi che si mettono a disposizione del prefetto e del sindaco”.

Repubblica.it

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