Di Pietro a Napolitano: ‘Berlusconi ricalca il nazismo’

5 febbraio 2009 at 13:42 Lascia un commento

ROMA – “Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale governo, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni ’30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto”. Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, dal suo blog, scrive una lettera aperta al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale segnala, “nella sua qualità di garante della Carta Costituzionale, che, a nostro avviso, il governo Berlusconi sta per porre in essere un altro strappo alla Costituzione”, dopo aver “piegato a sé il Parlamento con il ricorso massiccio ai decreti legge e al voto di fiducia obbligato, occupato l’informazione pubblica e privata in totale conflitto di interessi, mortificato, con il Lodo Alfano e con l’altra miriade di leggi ad personam che ha imposto, il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge”.

Adesso, scrive Di Pietro, “con un colpo solo, si accinge ad un poker di porcherie degno del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari”.

Secondo Di Pietro, con l’occupazione della Rai “i cittadini non potranno più sapere quel che accade nelle segrete stanze del potere e non potranno più esercitare alcun controllo democratico. Modificando i componenti della Corte dei Conti si mette anche tale organismo sotto il controllo dell’Esecutivo che, quindi, potrà falsificare a proprio piacimento i bilanci dello Stato senza che nessuno possa impedirglielo. Limitando indiscriminatamente le intercettazioni telefoniche si impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere e di contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Stravolgendo i regolamenti parlamentari si impedisce all’opposizione di esercitare i suoi diritti costituzionali e si riduce il Parlamento ad un semplice zerbino dell’Esecutivo”.

Per tutto questo, prosegue il leader dell’Idv rivolgendosi al capo dello Stato, “le chiediamo, rispettosamente, ma con fermezza, di non rimanere in silenzio e di intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima che sia troppo tardi”.

Agenzia DIRE

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