La NATO scarta Saragozza e sceglie l’Italia per installare la sua base spia

3 febbraio 2009 at 00:58 Lascia un commento

Il Governo Berlusconi si felicita per il “successo” e sottolinea il vantaggio economico di cui beneficerà la zona. L’esecutivo spagnolo afferma di essersi ritirato dal progetto varie settimane fa

Saragozza non sarà la sede del nuovo Sistema di Vigilanza Terrestre (AGS) della NATO. L’Alleanza Atlantica ha confermato ieri di aver scelto la base militare di Sigonella (in Sicilia) per impiantare la cosiddetta base spia. C’erano in gioco un investimento di centinaia di milioni di euro in tecnologie ed infrastrutture, numerosi impieghi diretti di altissimo livello e le corrispondenti ripercussioni economiche. Saragozza non è stata scelta, tra altri motivi, perchè il Governo centrale ha deciso, nell’ultima fase della competizione, di non fare pressioni alla Nato affinchè venisse scelta Saragozza.

La decisione è stata presa in una riunione nel Quartier Generale della NATO lo scorso 16 gennaio, però è stata resa pubblica solo qualche ora fa. L’incaricato è stato il Ministro della Difesa Italiano Ignazio La Russa, che ha riassunto ” è una sfida vinta, un successo per l’Italia”. Le sue parole sono state confermate dalla NATO con una nota “Sigonella è stata scelta come base principale del Sistema di Vigilanza Terrestre”.

Per quanto riguarda la Spagna, fonti del Ministero della Difesa hanno spiegato che effettivamente Saragozza non era la prescelta e hanno aggiunto che la Spagna si era ritirata dal progetto circa un mese fa. Questa circostanza, che non era stata resa pubblica, è motivata dal fatto che il Governo centrale non considererebbe sufficiente il guadagno economico previsto dai piani dell’Alleanza. In ogni caso, nessun rappresentante del Governo centrale o di qualche altra amministrazione spagnola aveva informato fino ad ora che consideravano la sfida già persa o che non valeva la pena competere.

La scelta dell’Italia ha suscitato una certa sorpresa. Fonti ufficiali spagnole avevano ripetutamente segnalato che, dopo la Polonia (che contava sul pieno appoggio degli Stati Uniti), la candidatura più influente era quella spagnola. In più gli ultimi risultati elettorali in Polonia e Stati Uniti indicavano che i due paesi non si consideravano piú reciprocamente prioritari, facendo intendere che la nuova situazione stesse favorendo Saragozza. Ma alla fine non è stato così. Secondo le rivelazioni del ministro italiano, nella ultima fase solo i Governi di Germania e Italia sono stati in forte competizione per ottenerla.
Il progetto era considerevolmente cambiato da quando è stato formulato due anni fa. Così, in estate venne annunciato che invece di installare aerei telecomandati e con personale a bordo, avrebbero installato solo quelli del primo tipo, più tecnologicamente avanzati in base a ciò che stavano sperimentando.

Doppio impatto economico

Il ritiro della Spagna dal progetto e la caduta di Saragozza come base di questa infrastuttura, può essere relazionata al fatto che la pressione di alcuni governi avesse già pregiudicato l’assegnazione degli aerei. La Spagna non sarebbe entrata in questa competizione per sua scelta, dal momento che il suo ritiro dal programma prevede di interrompere i finanziamenti per il progetto.
In questo senso, il cosiddetto Sistema di Vigilanza Terrestre aveva due diversi tipi di impatto sulla economia dei paesi candidati. Da una parte c’era il ritorno economico che presuppone l’utilizzo della propria tecnologia necessaria. La Spagna, per esempio, partecipava attraverso imprese come l’Indra. Di questo guadagno non avrebbe beneficiato in concreto Saragozza, ma le imprese vincitrici dell’appalto e, alla fine, l’economia del paese.
Il beneficio diretto per la comunità autonoma era rappresentato dalla costruzione della base, dai posti di lavoro (diretti ed indiretti) che prevedeva e dal guadagno che sarebbe derivato dal trasferimento di centinaia di famiglie di tecnici stranieri altamente qualificati a Saragozza.

La Spagna ha deciso di abbandonare le pressioni alla NATO e di non partecipare economicamente al progetto. Fonti dell’Esecutivo hanno spiegato che dopo essere venuti a conoscenza del cambio verso gli aerei telecomandati, il progetto ha perso interesse economico per la Spagna. Inoltre l’impatto in Aragona sarebbe stato significativo, ma non ha pesato sufficientemente nella decisione della Spagna di ritirarsi da questo progetto.

Come esempio di quello che avrebbe voluto dire per la comunità, è sufficiente riportare le parole del ministro italiano quando ha annunciato la decisione della NATO. “La scelta prevederà l’arrivo in Sicilia di 800 famiglie di militari americani, ci sarà una nuova infrastruttura e si investirà di più”. Dopo aver aggiunto che l’Italia perteciperà con il 10% del capitale necessario per realizzare il progetto, il ministro ha affermato: “Sarà un respiro per l’economia della zona”.

Italia dall’Estero

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