Rai: se la Vigilanza continua il suo Travaglio

27 gennaio 2009 at 18:43 Lascia un commento

se la Vigilanza continua il suo Travaglio

Roma, 26 gen (Velino) – “Né la vicepresidenza di una Camera, né un questore, e neanche la presidenza di una commissione”. L’Italia dei Valori – come va ripetendo Antonio Di Pietro – è l’unica forza parlamentare (14 senatori e 27 deputati, ndr) ad essere rimasta a mani vuote: “Esclusa da qualsiasi ruolo di rappresentanza istituzionale”. Un valido motivo – ora che i presidenti di Camera e Senato hanno azzerato la Vigilanza riportando l’orologio di San Macuto indietro di quasi otto mesi – per mettersi di traverso, non designare i propri due commissari, tenere di fatto la commissione in ostaggio e nel frattempo recapitare a Veltroni l’importo del “riscatto”. Quello tra Walter e Tonino “sarà un incontro – spiegano nell’Idv – per capire quale sia la posizione che le altre forze di opposizione intendono assumere in relazione a questa ingiustificabile e indecente ‘conventio ad excludendum’ contro di noi, che rappresenta una vera violazione dei nostri diritti politici”. Di Pietro, insomma, vuole che sia fatta giustizia per il “misfatto Orlando” e si appresterebbe a chiedere al Nazareno – ma per ora sono solo boatos – un consigliere d’amministrazione della Rai. Al centrosinistra – così prescrive la Gasparri – ne spettano quattro: tre li indicherà la Vigilanza e il quarto – destinato a fare il presidente di garanzia – lo designerà invece l’azionista. Sottostando al ri(s)catto, il Pd avrebbe in quota un presidente (Claudio Petruccioli o Pietro Calabrese) e un altro consigliere (Nino Rizzo Nervo, lo stesso Calabrese o Gianni Borgna); un altro amministratore spetterebbe all’Udc (Erminia Mazzoni o Rodolfo De Laurentiis); e l’ultimo andrebbe a Di Pietro (la candidatura di Marco Travaglio, però, appare una provocazione).

Se la spartizione Rai è digeribile presto lo farà capire Veltroni, a patto che Walter l’incontro lo voglia fare davvero. Se l’Idv è rimasta fuori da tutto, infatti, non è certo colpa sua. Perché Di Pietro presenta il conto solo a lui? La partita dovrà comunque chiudersi a breve. Gianfranco Fini e Renato Schifani – invitati dall’Idv a “prudenza e saggezza per non aggiungere altri strappi” – “attendono fiduciosi” la designazione ma hanno molta fretta: la Vigilanza ha davvero bisogno di cominciare a lavorare; e il regolamento parlamentare consente loro di convocare la commissione indicando per conto dell’Idv i due commissari. Massimo Donadi o Leoluca Orlando per la Camera, per esempio, e Felice Belisario o Francesco (Pancho) Pardi per il Senato. Anche di fronte alle loro dimissioni, la Vigilanza potrebbe insediarsi. D’altronde – Villari ce lo ha insegnato – ci sono urgenze che non possono più aspettare, e soprattutto c’è un consiglio d’amministrazione della Rai – come dicevamo – giunto all’ottavo mese di prorogatio. Il 29 gennaio l’assemblea di soci Rai tornerà a riunirsi per l’ennesima volta nel tentativo di nominare il nuovo board. Forse sarà l’ultimo rinvio…

il VELINO

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