A Lucca vietato aprire ristoranti etnici

26 gennaio 2009 at 17:35 1 commento

Un negozio di kebab a Lucca

Vietato aprire ristoranti etnici a Lucca. Il nuovo regolamento comunale per bar locali e ristoranti prevede che, nel centro storico del capoluogo toscano “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse”.

E la norma vale anche in caso di subentro. Tra le prime ‘vittime’ ovviamente i venditori di kebab, ma di fatto, la regola si può applicare anche ad altre cucine, come quella messicana, indiana o francese. A Lucca, quindi, si può mangiare solo italiano, anzi, preferibilmente ‘lucchese’. In un altro punto, infatti, è previsto che ‘nei menù deve essere presente almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia di Lucca’.

Ma il Comune, nel varare il nuovo regolamento ha pensato agli arredi, che devono essere ‘confacenti al centro storico stesso’, e specifica che i locali devono fornire: ‘sedie in legno, arredamento elegante e signorile anche nei dettagli’, al personale che deve essere ‘fornito di elegante uniforme adatta agli ambienti nei quali si svolge il servizio e dovrà essere a conoscenza della lingua inglese’.

A Lucca, come in moltissime città i locali hanno assunto il ruolo di luogo di ritrovo per i giovani, che spesso si fermano a chiacchierare fuori: il Comune ha voluto porre un freno anche a questo, prevedendo che sia il titolare a dover sorvegliare che gli avventori non consumino in strada ‘creando, con questo comportamento, raduni di persone che ostacolino il normale scorrimento veicolare e/o pedonale, impediscano il riposo dei cittadini nelle ore notturne, diano origine a risse e incidenti o ostruiscano il normale accesso alle abitazioni’. Sempre il titolare, poi, dovrà aver cura che i giovani non vadano a sedersi sui gradini di monumenti, in luoghi destinati al culto nei pressi del locale o in luoghi di interesse storico, artistico o aree pubbliche. Un provvedimento che i giovani lucchesi non hanno accettato bene, tanto che già si sono sollevate le prime voci di protesta.

RaiNews24

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1 commento Add your own

  • 1. Gabriele  |  27 gennaio 2009 alle 00:35

    Io gestore, se vendo una birra devo seguire il cliente per vedere dove se la beve?

    E poi tutti i locali uguali, sai che noia.

    Poveri lucchesi.

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