Sri Lanka: militari entrano a Mullaitivu, scontri ancora in corso

25 gennaio 2009 at 12:21 1 commento

Colombo, 25 gen. (Adnkronos/Xinhua)-I soldati dello Sri Lanka sono riusciti a entrare a Mullaitivu, la citta’ del nord del Paese controllata dalle tigri Tamil dell’Ltte che ne hanno fatto la loro base militare principale dal 1996. Lo rende noto il ministero della Difesa a Colombo precisando che i militari stanno ancora facendo fronte alla resistenza dei ribelli. ”I combattimenti proseguono ma l’esercito auspica di assumere il pieno controllo della citta’ entro domani”, ha dichiarato il portavoce, Udaya Nanayakkara. Lo scorso due gennaio, i militari erano riusciti a riprendere il controllo di Kilinochchi, ‘capitale’ tamil. Dal 2006, dalla ripresa dell’offensiva di Colombo contro gli indipendentisti, i ribelli hanno perso il 95 per cento del territorio che controllavano.

Adnkronos Esteri

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  • 1. Charles Balachandran  |  27 gennaio 2009 alle 12:27

    PERFAVORE SCRIVETE LA VERITà:

    Oggi le truppe del governo dello Sri Lanka hanno bombardato sopra il distretto di Vanni, più precisamente sopra le città di Puthukkudiyiruppu, Visuvamadu, Uthayarkaddu, Vallipuram, Suthanthirapuram causando circa trecento morti e oltre 100 feriti. Tutte queste città sopraccitate fanno parte delle regioni destinate alla popolazione tamil che ha dovuto abbandonare le proprie case e quindi non si poteva bombardare sopre di queste.

    Il medico dell’ospedale della regione Mullaithivu ha rilasciato un’intervista, nella quale dice che l’ospedale è troppo piccolo perché curi bene tutti i civili feriti e le medicine fondamentali per un primo soccorso scarseggiano, anzi alcune sono addirittura finite.

    L’elenco era molto lungo, tra questo c’erano antibiotici, sangue da inalare, anestesia,anti malaria,…

    Per ulteriori informazioni potete contattare il seguente sito internet:

    http://www.lankawin.com/article.php?artiId=5768&catId=&token=dispNews ( in Inglese)

    In tamil dove c’è anche la lista del medico:

    http://www.tamilwin.com/view.php?2aIWnJe0dvj0A0ecQG7L3b4F9Ei4d2g2h3cc2DpY3d436QV3b02ZLu3e

    update2

    Appello urgente – 26 Gennaio 2009

    Il Governo dello Sri Lanka ha annunciato “Zone Sicure” nelle aree amministrate dalle Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam (LTTE) nelle quali è stato richiesto ai civili di trasferirsi per la loro sicurezza. Durante gli ultimi giorni i civili si sono spostati in queste zone.

    Malgrado il Governo dello Sri Lanka abbia dichiarato queste aree “Zone Sicure” le forze armate hanno bombardato queste aree causando molti morti e feriti tra la popolazione civile. Fonti mediche affidabili han riportato che nelle ultime 48 ore le forze armate dello Sri Lanka hanno lanciato un attacco non-stop in queste zone dichiarate “sicure”.

    È stato stimato che diverse centinaia di colpi d’artiglieria sian state lanciate uccidendo oltre 300 civili e ferendone 500 in modo grave. A causa dei bombardamenti continui nemmeno i morti e i feriti gravi possono essere trasportati negli ospedali di fortuna che son stati creati dallo staff medico. Inoltre il personale medico e le attrezzature sono enormemente insufficienti per affrontare con l’attuale numero di vittime.

    Non c’è dubbio che se non vengono presi provvedimenti immediati per fermare i bombardamenti, e per mandare personale medico e rifornimenti di medicinali nelle aree colpite, ci saranno molte altre centinaia di
    civili morti a causa della mancanza di cure.

    Richiediamo alla Comunità Internazionale di usare la propria influenza col stato dello Sri Lanka, per fermare immediatamente il massacro dei questi civili tamil e per assicurare che sia inviato il personale medico e i medicinali necessari per assistere i civili colpiti.

    Questi provvedimenti devono essere presi entro le prossime 24 ore per evitare che il numero di civili morti non aumenti ulteriormente di diverse centinaia di unità.

    Articolo di TamilNet
    http://www.tamilnet.com/art.html?catid=13&artid=28151

    Video sul sito di Peace Reporter (24 gennaio 2009)
    http://it.peacereporter.net/videogallery/video/11868

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