Intercettazioni, premier: ”Ferita inaccettabile a privacy”. Genchi: ”Contro di me vili attacchi”

25 gennaio 2009 at 18:09 Lascia un commento

Silvio Berlusconi (Adnkronos)

Sassari, 25 gen. (Adnkronos/Ign) – “Abbiamo fatto uscire dal Consiglio dei ministri un disegno di legge che io mi sono subito augurato che potesse essere migliorativo. Le vicende ultime hanno dimostrato come queste intercettazioni siano una ferita inaccettabile per la privacy“. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi al termine di un comizio a Sassari.

Il presidente del Consiglio assicura che in tema di intercettazioni ”Bossi ha già detto che seguirà le nostre posizioni“.

Che non ci siano divisioni nella maggioranza sulla questione dei reati per i quali autorizzare le intercettazioni lo ha confermato oggi Roberto Calderoli. “Leggo che ci sarebbero contrapposizioni che poi non vedo alle riunioni di maggioranza” afferma l’esponente leghista, che garantisce: “Nella maggioranza abbiamo tutti la stessa posizione rispetto alle intercettazioni, di ricomprendere anche i reati della Pubblica amministrazione. Non c’è contrapposizione su questo. Anche Forza Italia e Berlusconi sono d’accordo sulla proposta del ministro Alfano e da lì si parte”. “Siamo d’accordo – conclude – su quello che abbiamo votato a Palazzo Chigi”.

Antonio Di Pietro intanto ha definito ”una bufala” l’allarme rilanciato ieri dal Cavaliere. ”Anzi una ‘furbata’ bella e buona per confondere le idee all’opinione pubblica. Egli sta giocando d’anticipo – rileva il leader dell’Italia dei Valori con un intervento sul suo blog – per smorzare l’indignazione che potrebbe causare l’imminente legge che si accinge a varare sulla limitazione dell’uso delle intercettazioni da parte dei magistrati”. Di Pietro spiega che “non è vero, infatti, quanto da lui affermato, secondo cui ‘un signore ha messo sotto controllo 350.000 persone’, (riferendosi al consulente della Procura Gioacchino Genchi), né è vero che ci siano mai state intercettazioni telefoniche o acquisizioni di tabulati telefonici avvenuti abusivamente”. Per il leader dell’Idv sarebbe stato montato un ”finto scandalo” perché ”si é voluto iniettare nell’opinione pubblica il dubbio che le intercettazioni siano un’arma pericolosa in mano ai magistrati e, quindi, indurli a non fare resistenza quando, fra qualche giorno, sarà presentato in Parlamento il disegno di legge che le limita grandemente”.

A farsi sentire oggi è stato lo stesso Genchi, il consulente informatico che, su incarico della Procura della Repubblica di Catanzaro, conduceva le inchieste Why Not e Poseidone che erano allora dirette dall’ex procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris. ”Il mio ruolo e il dovere di riservatezza connesso alle mie funzioni non mi consentono di replicare alle vili aggressioni che sto subendo – rimarca in una nota – soltanto per avere fatto (bene) il mio dovere, con scrupolo, onestà e indipendenza, solo a servizio della Giustizia”. ”Purtroppo – è la sua amara constatazione – ho dovuto prendere atto che da un certo tempo a questa parte in Italia la Legge non è più uguale per tutti”.

Adnkronos Politica

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