Stato di diritto sotto assedio in Italia

19 gennaio 2009 at 13:38 Lascia un commento

Pubblicato giovedì 8 gennaio 2009 in Danimarca

Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi vuole riformare il sistema giudiziario italiano, che è sempre stato il suo incubo personale, e sogna di terminare la sua carriera come Presidente della Repubblica. “Tutto ciò che riguarda politica ed etica in uno stato di diritto gli è estraneo”, dice un prestigioso intellettuale italiano.

Chi non ha un sogno o due nel cassetto? Ma Silvio Berlusconi è un sognatore speciale:

”Non c`è sognatore più grande di me, ma io sono un sognatore realista. Altri hanno sogni che rimangono tali mentre io cerco di realizzare i miei sogni” ha spiegato il Primo Ministro.

Nel 1977 Berlusconi realizzò il suo sogno di far soldi con le TV commerciali, quando assunse Mike Bongiorno (l’equivalente italiano di Otto Leisner) come conduttore del quiz televisivo ”I sogni nel Cassetto”. In seguito acquisì 3 canali televisivi nazionali, divenne il più ricco del Paese, creò il proprio partito politico e nel 1994 divenne presidente del consiglio per la prima volta. Ma i sogni di Berlusconi non si fermano qui:

In un discorso prima di Natale il Primo Ministro ha annunciato che il governo nel 2009 lavorerà per la riforma del sistema giudiziario, che – tra l’altro – limita l’autonomia del Pubblico Ministero. Per gli intellettuali e gli esperti di diritto italiani questo più che un sogno è un incubo.

”Sono in gioco le garanzie del diritto, i diritti dei cittadini ed il principio di uguaglianza davanti alla legge. Se il sistema giudiziario è governato dai politici, diventa un’arma nella battaglia politica. Mi sembra assurdo che si continui su questa strada e che nessuno ne evidenzi i rischi” ha affermato l´ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky.

Modifiche alla Costituzione

Quando Berlusconi nel gennaio del 1994 decise di ”scendere in campo”, sembra abbia affermato ”Sono costretto ad entrare in politica, altrimenti mi mettono in galera”.

A novembre dello stesso anno – durante una conferenza delle Nazioni Unite a Napoli sul tema della criminalità organizzata, i giudici di Milano gli recapitarono un avviso di comparizione per corruzione. Ciò comportò – dopo solo 7 mesi – la caduta del governo. All´indomani della terza vittoria elettorale dell’aprile 2008, il Primo Ministro risultava implicato in diversi processi. Un decreto legge ha però consentito allo stesso di ottenere l’immunità fino alla fine del mandato.

E dopo la convincente vittoria elettorale la battaglia di Berlusconi contro i pubblici ministeri – dallo stesso considerati avversari politici – è potuta iniziare.

La riforma comporta tra l´altro che il ministero della Giustizia potrà decidere che tipo di reati deve perseguire la pubblica accusa e la priorità degli stessi. La riforma necessita di una modifica della Costituzione che per ora sembra possa contare sulla maggioranza dei voti in parlamento.

Molti osservatori temono che una lunga serie di casi di corruzione riguardanti parlamentari e politici locali aderenti al maggiore partito d’opposizione, Partito Democratico, convincerà i politici dell’opposizione a sostenere il piano di Berlusconi.

”È contro il principio della divisione dei poteri trasformare la Costituzione in uno strumento di potere. Ed è proprio quello che sta accadendo. Abbiamo un parlamento che ha già dimostrato la sua debolezza verso un governo che impone le proprie scelte grazie ai voti di fiducia. Adesso è il turno della giustizia,” commenta Gustavo Zagrebelsky.

Peggio del fascismo

Gli italiani parlano molto al telefono e quindi le intercettazioni e le sofisticate analisi del traffico telefonico sono strumenti molto importanti per mettere in carcere boss mafiosi, arrestare presunti terroristi e svelare la corruzione politica. Ora il governo intende ridurre l’uso delle intercettazioni nelle indagini su reati con pene superiori a 10 anni di carcere. Il presidente dell’Associazione Antimafia – Piero Grasso – ha avvisato il parlamento sul rischio che ciò comporta per la lotta alla mafia.

Nel 2007 furono effettuate circa 80.000 intercettazioni telefoniche per un costo complessivo di 224 milioni di euro. Il governo ritiene che la spesa sia troppo alta (ma non nomina le entrate dei beni confiscati proprio grazie alle stesse intercettazioni) e che il metodo sia troppo invadente sottolineando l’inaccettabilità del fatto che le trascrizioni delle bobine possano finire sui giornali.

Berlusconi stesso è stato vittima di intercettazioni diventate poi pubbliche. Queste rivelavano il suo grande interesse per giovani attrici ed il tentativo di corrompere avversari politici: ”Tutto ciò che riguarda politica ed etica in uno stato di diritto gli è estraneo” scrive Alberto Asor Rosa in un articolo sul Manifesto, un quotidiano di sinistra, dove sostiene che il regime di Berlusconi per certi aspetti è peggiore di quello di Mussolini. Secondo Asor Rosa ”Il livello di corruzione sotto Berlusconi non ha pari nell’amministrazione fascista delle istituzione e del potere.”

Sogni presidenziali

Poco prima di Natale Berlusconi ha reso pubblica l’intenzione di instaurare il voto diretto per l’elezione del Presidente della Repubblica facendo così dell’Italia una repubblica presidenziale.

Se ciò si avverasse, ci si aspetta che lo stesso Berlusconi si candidi, quando nel 2013 si dovrà trovare un sostituto all’attuale Presidente Giorgio Napolitano. La Lega Nord certamente alzerà il prezzo per la realizzazione del sogno di Berlusconi.  Il partito esige tra le altre cose che la riscossione fiscale sia di competenza delle regioni. Ma il Primo Ministro è un sognatore realista e sarà senz’altro pronto a vendere qualche pezzo di unità nazionale per realizzare i suoi sogni. La proposta di un sistema fiscale di tipo federale è già all’ordine del giorno nelle prime riunioni ministeriali del nuovo anno.

”Il terzo governo Berlusconi rappresenta il punto più basso nella storia d’Italia dall’Unità nel 1870 ad oggi” scrive Alberto Asor Rosa ed aggiunge :”A causa della supremazia degli interessi privati sugli interessi della collettività, il rapporto tra cittadini ed istituzioni non è mai stato peggiore di adesso.

Fino ad ora nessuna dittatura europea del ‘900 (neanche il fascismo italiano) aveva permesso che gli interessi privati dei leader politici fossero alla base del lavoro legislativo e giudiziario.

Italia dall’Estero

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