Obama, tour de force per il discorso d’insediamento

17 gennaio 2009 at 09:22 Lascia un commento

Barack Obama (Infophoto)

Un lungo week end e lunghe nottate per mettere a punto le parole che apriranno la sua stagione alla Casa Bianca. Tra i modelli anche Abraham Lincoln, il presidente che abolì la schiavitù. Lo speech-writer di Kennedy: ”Barack è il migliore oratore dali tempi di JFK”

Washington, 16 gen. – (Adnkronos) – Arrivato a tre bozze già stracciate Barack Obama, (nella foto) si prepara ad un lungo week-end, e lunghe nottate nella suite presidenziale dell’Hay-Adams hotel, di lavoro per mettere a punto la versione definitiva del suo discorso di insediamento.

Un’ispirazione il presidente eletto potrà sicuramente averla da Abraham Lincoln, che ha preso come modello sin dall’inizio della sua campagna elettorale a Springfield, città natale del presidente che abolì la schiavitù. E dal discorso, di appena 703 parole, che Lincoln pronunciò per la fine della guerra civile proprio nel Lincoln Memorial dove sabato sera inizieranno i festeggiamenti per l’inagurazione di Obama con un mega concerto. “Il genio di Lincoln non potrà mai essere eguagliato” ha comunque affermato recentemente il presidente eletto, sottolineando che “ogni volta che leggi per discorso uno si intimidisce, soprattutto perché è veramente corto”. “L’obiettivo principale di un discorso di insediamento e’ catturare al meglio il momento in cui viviamo” ha detto ancora Obama, che ha iniziato a preprare il discorso piu’ importante della sua vita pochi giorni dopo la vittoria del 4 novembre, con l’aiuto del suo principale consigliere David Axerlod e il capo degli speechwriter, Jon Favreau: il trio ha inziato a mettere giu’ i temi già una settimana prima del Ringraziamento.

Favreau, che lavora con Obama sin dal 2005, per l’inizio di dicembre aveva già una prima bozza, lavorando con il suo team un po’ ovunque, non solo negli uffici della transition team ma anche allo Starbucks. Ma e’ stata con una conference call tra Obama, Alxelrod e Favreau un giorno prima della fine delle due settimane di vacanza alle Hawaii che il lavoro di stesura e’ entrato nel vivo.

Al suo ritorno, ai primi di gennaio, Obama aveva sulla scrivania gia’ una seconda bozza. E dopo un week end passato da solo a correggere e riscrivere il testo, ha consegnato il lunedì ai suoi collaboratori una terza versione. Il discorso di Obama è comunque quasi finito, hanno rivelato fonti del suo staff al sito Politico che ricorda come Obama abbia affrontato questo discorso con il suo solito metodo, “collaborando nella stesura ma esercitando sempre l’ultima parola sul testo”. Per natura competitivo, Obama infatti si rende conto che martedì si troverà già con il suo primo passo della sua presidenza ad affrontare il giudizio della storia, ed il confronto con i suoi predecessori.

Obama è il miglior oratore arrivato alla presidenza dai tempi di JFK, e quindi ascolteremo il migliore discorso sin dai tempi del presidente Kennedy” ha affermato Theodore Sorensen, lo speechwriter che aiutò Kennedy a scrivere il discorso dell’insediamento nel 1961, che per mezzo secolo è stata ‘la bibbia’ fonte di ispirazione per tutti i nuovi presidenti. La posta in gioco comunque è alta, considerata soprattutto la particolare situazione – due guerra in corso ed una gravissima crisi economica – in cui Obama si insedia, ed anche la stessa fama di grande oratore. “Obama è quello che è grazie ai suoi discorsi: è un oratore che fa il politico, non un politico che sa pronunciare discorsi. Ed il vero problema per è superare se stesso” spiega Wayne Fields, professore di inglese dalla Washington university che ha scritto un saggio sull’oratoria dei presidenti americani. Mentre l’ex speechwriter di Bill Clinton e’ sicuro del fatto che Obama mettera’ il massimo di cura ed attenzione alla preparazione del discorso, dando una curiosa chiave di lettura del modo di lavorare dell’ex presidente democratico e del prossimo: “da tutto quello che ho sentito del presidente Obama, credo che sia migliore del presidente Clinton e del suo staff: noi eravamo quelli che preparavano la tesina la notte prima della consegna, mentre si ha l’impressione che il senatore ed i suoi siano quelli che la preparano con una settimana o due di anticipo”.

Adnkronos Esteri.

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